Idranti in azione per ristorare le persone in fila per il vaccino
di Michela Cuccu
Oristano, lunghe attese sotto il sole con 40 gradi davanti all’hub di Sa Rodia Scoppia la polemica. Alla fine il Comune apre i cancelli del palazzetto
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ORISTANO. Come avviene negli stadi quando si esibisce una pop star, ieri mattina, sono dovuti intervenire i vigili del fuoco, con gli idranti, a spruzzare acqua sulle persone. Solo che la gente non era andata al palasport per assistere a un concerto rock. Ma è rimasta per ore in fila sotto il sole cocente e la colonnina del termometro schizzata oltre i 40 gradi, rischiando un malore, ad aspettare la vaccinazione.
Nel giorno più torrido dell’estate, a squagliarsi è stata la macchina organizzativa all’esterno del centro vaccinale di Sa Rodia. Di fronte al nuovo palazzetto dello sport, in tutti questi mesi i disagi erano stati tutto sommato limitati solo ai primissimi giorni, quando ancora la macchina organizzativa non era oliata. Tutto era filato quasi sempre liscio sino ieri, quando il sole ha iniziato a picchiare più forte che mai e le file sono diventate improvvisamente lunghe. Lunghissime e anche pericolose, perché tra chi attendeva la dose c’erano anche persone che hanno rischiato problemi di salute.
«Siamo stati due ore in attesa del nostro turno, sotto il sole e l’asfalto rovente che brucia le piante dei piedi nonostante le scarpe», racconta una signora. Quando ormai il limite di sopportazione stava per essere superato, il sindaco Andrea Lutzu, che in questi giorni è in Croazia per un evento di promozione della Sartiglia, è stato rintracciato al telefono. La gestione dell’hub, infatti, è svolta dal Comune in collaborazione con l’Assl. Telefonicamente Lutzu ha fatto attivare l’Ufficio tecnico. Solo verso mezzogiorno, però, il Comune ha dato disposizione di aprire le porte del palasport alle persone che in fila attendevano il turno.
Inevitabilmente la vicenda ha scatenato pesanti critiche sulla gestione dell’hub. «Una situazione vergognosa», l’ha definita Efisio Sanna, capogruppo consiliare del Pd e presidente della Commissione straordinaria alla Sanità. «Da giorni era stata annunciata questa ondata di calore. Sapevamo tutti che questa sarebbe stata la settimana più torrida dell’estate. È incredibile che chi è pagato per garantire il buon funzionamento del servizio, non abbia fatto nulla per evitare tutto questo. Non si può – prosegue – far attendere la gente in mezzo alla strada e con la sola assistenza dei volontari che si fanno in quattro per limitare i disagi».
Eppure, sempre secondo Efisio Sanna, le soluzioni sarebbero a portata di mano: «Si potrebbero ad esempio, utilizzare i locali della club house della Figc, che sappiamo essere disponibili. Basterebbe inoltre, aumentare il numero dei gazebo sotto i quali le persone potrebbero trovare riparo. Se il Comune di Oristano non ne ha abbastanza, può chiederli in prestito ad altri Comuni o alle associazioni». Efisio Sanna, però, accusa anche l’Assl: «Ha dell’incredibile che l’Azienda sanitaria non sia intervenuta». Poi aggiunge: «Nessuno pretende miracoli, ma qui siamo al limite dell’incapacità. Questo però non significa che si continui a non far nulla. È evidente che sia arrivata l’ora di mettersi attorno a un tavolo e trovare soluzioni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Nel giorno più torrido dell’estate, a squagliarsi è stata la macchina organizzativa all’esterno del centro vaccinale di Sa Rodia. Di fronte al nuovo palazzetto dello sport, in tutti questi mesi i disagi erano stati tutto sommato limitati solo ai primissimi giorni, quando ancora la macchina organizzativa non era oliata. Tutto era filato quasi sempre liscio sino ieri, quando il sole ha iniziato a picchiare più forte che mai e le file sono diventate improvvisamente lunghe. Lunghissime e anche pericolose, perché tra chi attendeva la dose c’erano anche persone che hanno rischiato problemi di salute.
«Siamo stati due ore in attesa del nostro turno, sotto il sole e l’asfalto rovente che brucia le piante dei piedi nonostante le scarpe», racconta una signora. Quando ormai il limite di sopportazione stava per essere superato, il sindaco Andrea Lutzu, che in questi giorni è in Croazia per un evento di promozione della Sartiglia, è stato rintracciato al telefono. La gestione dell’hub, infatti, è svolta dal Comune in collaborazione con l’Assl. Telefonicamente Lutzu ha fatto attivare l’Ufficio tecnico. Solo verso mezzogiorno, però, il Comune ha dato disposizione di aprire le porte del palasport alle persone che in fila attendevano il turno.
Inevitabilmente la vicenda ha scatenato pesanti critiche sulla gestione dell’hub. «Una situazione vergognosa», l’ha definita Efisio Sanna, capogruppo consiliare del Pd e presidente della Commissione straordinaria alla Sanità. «Da giorni era stata annunciata questa ondata di calore. Sapevamo tutti che questa sarebbe stata la settimana più torrida dell’estate. È incredibile che chi è pagato per garantire il buon funzionamento del servizio, non abbia fatto nulla per evitare tutto questo. Non si può – prosegue – far attendere la gente in mezzo alla strada e con la sola assistenza dei volontari che si fanno in quattro per limitare i disagi».
Eppure, sempre secondo Efisio Sanna, le soluzioni sarebbero a portata di mano: «Si potrebbero ad esempio, utilizzare i locali della club house della Figc, che sappiamo essere disponibili. Basterebbe inoltre, aumentare il numero dei gazebo sotto i quali le persone potrebbero trovare riparo. Se il Comune di Oristano non ne ha abbastanza, può chiederli in prestito ad altri Comuni o alle associazioni». Efisio Sanna, però, accusa anche l’Assl: «Ha dell’incredibile che l’Azienda sanitaria non sia intervenuta». Poi aggiunge: «Nessuno pretende miracoli, ma qui siamo al limite dell’incapacità. Questo però non significa che si continui a non far nulla. È evidente che sia arrivata l’ora di mettersi attorno a un tavolo e trovare soluzioni».
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