Skipper colpito dall’elica rischia di perdere un piede
di Tiziana Simula
Un 70enne di Sassari era in acqua per rimuovere qualcosa che si era impigliato Inavvertitamente è stata azionata la retromarcia. I chirurghi hanno salvato l’arto
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SANTA TERESA. Si è tuffato in acqua per liberare l’elica del catamarano che navigava in escursione nelle acque di Santa Reparata, a circa un miglio dalla costa: qualcosa, forse una rete, era rimasta impigliata e lui, skipper dell’imbarcazione, si è gettato in mare per risolvere il problema. Ma qualcosa non è andata come avrebbe dovuto. Qualcuno che era al comando, ha azionato la retromarcia. E le eliche del catamarano lo hanno travolto, ferendolo al piede sinistro e provocandogli una semi amputazione. Per Gianfranco Giuseppe Mario Cuccu, 70 anni, di Sassari, sono stati atti terribili. Lo skipper sassarese è stato trasportato con l’elisoccorso del 118 all’ospedale Santissima Annunziata di Sassari e sottoposto a un intervento chirurgico. L’equipe ortopedica è riuscita a scongiurare la perdita del piede. L’incidente alla fine si è rivelato meno grave di quanto non fosse apparso all’inizio.
Ora sarà l’inchiesta aperta dagli uomini della Capitaneria di porto della Maddalena – delegazione di spiaggia di Santa Teresa – a ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente in mare e a fare chiarezza su quanto avvenuto nelle acque di Santa Reparata. Equipaggio e occupanti del catamarano sono stati sentiti a sommarie informazioni dai militari, già nella serata di ieri, quando l’imbarcazione ha puntato verso Santa Teresa. Sul posto è intervenuta anche una pattuglia dei carabinieri di Tempio, al comando del capitano Giuseppe Scotto di Tella, che ha coordinato l’intervento dell’elisoccorso, atterrato a Capo Testa.
L’incidente è avvenuto intorno alle 11 del mattino. Il catamarano, utilizzato per escursioni e attività di charter, con otto persone a bordo, era pilotato dallo skipper sassarese. Si trovava a circa un miglio dalla costa, quando l’elica è rimasta impigliata a una rete. Gianfranco Giuseppe Mario Cuccu si è buttato in acqua per liberarla. Cosa sia accaduto dopo esattamente, è da accertare. Di sicuro, qualcuno che si è messo alla guida in quel momento, ha azionato una retromarcia troppo spinta. E l’elica ha colpito l’uomo che si trovava in acqua, ferendolo profondamente al piede sinistro e provocandogli una semi amputazione.
Si sono vissuti momenti di grande paura a bordo dell’imbarcazione. Lo skipper è stato adagiato sul catamarano ed è stato lanciato l’allarme, mentre l’elicottero del 118 si alzava in volo dall’eliporto dell’ospedale di Olbia e i soccorsi si mobilitavano via mare e via terra. Si è temuto che l’uomo potesse subire l’amputazione del piede, ma è stato scongiurato il peggio.
Quello accaduto ieri nelle acque galluresi, è l’ennesimo incidente in mare avvenuto questa estate. La stagione turistica si era aperta drammaticamente il 29 maggio scorso con la collisione tra un motoscafo e una barca a vela avvenuta a Portisco, costata la vita ad Alberto Filosi, 69 anni, di Legnano. Era stato travolto e ucciso dalla barca a motore. Due settimane dopo, nel golfo di Marinella, un’altra collisione. Questa volta tra una barca a vela di 15 metri battente bandiera olandese e una barchetta da pesca di sei metri. Nello scontro, ad avere la peggio è stata la seconda, che è affondata su un fondale di circa 40 metri. Prima che colasse a picco, marito e moglie, erano stati trasbordati sulla barca a vela.
Ora sarà l’inchiesta aperta dagli uomini della Capitaneria di porto della Maddalena – delegazione di spiaggia di Santa Teresa – a ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente in mare e a fare chiarezza su quanto avvenuto nelle acque di Santa Reparata. Equipaggio e occupanti del catamarano sono stati sentiti a sommarie informazioni dai militari, già nella serata di ieri, quando l’imbarcazione ha puntato verso Santa Teresa. Sul posto è intervenuta anche una pattuglia dei carabinieri di Tempio, al comando del capitano Giuseppe Scotto di Tella, che ha coordinato l’intervento dell’elisoccorso, atterrato a Capo Testa.
L’incidente è avvenuto intorno alle 11 del mattino. Il catamarano, utilizzato per escursioni e attività di charter, con otto persone a bordo, era pilotato dallo skipper sassarese. Si trovava a circa un miglio dalla costa, quando l’elica è rimasta impigliata a una rete. Gianfranco Giuseppe Mario Cuccu si è buttato in acqua per liberarla. Cosa sia accaduto dopo esattamente, è da accertare. Di sicuro, qualcuno che si è messo alla guida in quel momento, ha azionato una retromarcia troppo spinta. E l’elica ha colpito l’uomo che si trovava in acqua, ferendolo profondamente al piede sinistro e provocandogli una semi amputazione.
Si sono vissuti momenti di grande paura a bordo dell’imbarcazione. Lo skipper è stato adagiato sul catamarano ed è stato lanciato l’allarme, mentre l’elicottero del 118 si alzava in volo dall’eliporto dell’ospedale di Olbia e i soccorsi si mobilitavano via mare e via terra. Si è temuto che l’uomo potesse subire l’amputazione del piede, ma è stato scongiurato il peggio.
Quello accaduto ieri nelle acque galluresi, è l’ennesimo incidente in mare avvenuto questa estate. La stagione turistica si era aperta drammaticamente il 29 maggio scorso con la collisione tra un motoscafo e una barca a vela avvenuta a Portisco, costata la vita ad Alberto Filosi, 69 anni, di Legnano. Era stato travolto e ucciso dalla barca a motore. Due settimane dopo, nel golfo di Marinella, un’altra collisione. Questa volta tra una barca a vela di 15 metri battente bandiera olandese e una barchetta da pesca di sei metri. Nello scontro, ad avere la peggio è stata la seconda, che è affondata su un fondale di circa 40 metri. Prima che colasse a picco, marito e moglie, erano stati trasbordati sulla barca a vela.
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