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Eutanasia legale, tour per le firme nel Sassarese

Eutanasia legale, tour per le firme nel Sassarese

Cappato: «Entusiasmo per l’iniziativa referendaria nel silenzio della politica». Superata quota 350mila

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SASSARI. Ha fatto tappa ieri mattina anche a Sassari in piazza d’Italia e poi nel pomeriggio ad Arzachena e quindi a Olbia il tour per la raccolta di firme a sostegno del referendum «Eutanasia legale - liberi fino alla fine». L’obiettivo è riconoscere un diritto sinora negato ai malati terminali, quello di essere accompagnati alla fine della vita con dignità e senza soffrire, evitando a chi li aiuta di essere condannato al carcere dalla legge italiana. Negli incontri gli attivisti e i rappresentanti delle organizzazioni che aderiscono a livello locale al comitato promotore hanno illustrato gli aspetti politici dell’iniziativa, che ha già raccolto più di 350.000 firme in tutta Italia, superando le 10mila solo nell’isola grazie ai banchetti attivati da giorni in vari centri. «Una risposta iniziale sorprendente – dice Marco Cappato, dell’associazione Luca Coscioni – visto il silenzio della politica “ufficiale”, che ci consente di partire ma che deve crescere ancora per raccogliere le 500.000 firme da consegnare in Corte di Cassazione il 30 settembre. Siamo incoraggiati dall’entusiasmo che si sta registrando per concorrere alla raccolta firme ai tavoli. Una rete in continua crescita che vuole garantire il diritto al referendum su un tema come quello dell'eutanasia. Chiamiamo dunque a raccolta le persone che vogliono aiutare, oltre agli avvocati e amministratori locali, parlamentari e consiglieri regionali che possono autenticare le firme e offrire un’adeguata informazione su questa opportunità». E oggi sarà lanciata la piattaforma per la firma online.

Il referendum è stato depositato su iniziativa dell’Associazione Coscioni lo scorso 20 aprile in Cassazione. Il quesito referendario prevede una parziale abrogazione dell’articolo 579 del codice penale (“omicidio del consenziente”), che impedisce la realizzazione della cosiddetta “eutanasia attiva” (sul modello olandese o belga). In caso di approvazione, il principio dell'indisponibilità della vita, sancito dal codice penale del fascismo nel 1930, lascerebbe il posto a quello di disponibilità della propria vita a determinate condizioni, quelle previste dall'ordinamento e dalla sentenza della consulta sul caso Cappato/DjFabo. La possibilità del medico di intervenire direttamente su richiesta del paziente per assisterlo nel fine vita, consentirebbe di trasformare l'eutanasia clandestina, praticata comunemente in Italia, in eutanasia legale. (a.palmas)

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