Il gruppo unico dei centristi si farà
Udc-Cambiano, Forza Italia e Riformatori insieme per «stimolare il Consiglio»
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CAGLIARI. La prima riunione dei centristi c’è stata. Al tavolo si sono presentati non solo una decina di consiglieri regionali, con in testa Giorgio Oppi, il promotore dell’incontro, ma anche i due deputati di Forza Italia, Ugo Cappellacci e Pietro Pittalis, più gli assessori Andrea Biancareddu (Udc), Giuseppe Fasolino e Alessandra Zedda, entrambi di Fi. La riunione è stata organizzata lontano dal Consiglio regionale, in un albergo, per essere ancora più riservata, ma non per complottare. I centristi, almeno così pare, non vogliono prendere a spallate nessuno, ma essere da oggi in poi una «forza compatta di stimolo» all’interno della coalizione con cui hanno vinto nel 2019.
La nascita. Nonostante la riservatezza della riunione alla fine qualcosa è trapelato: l’intergruppo Udc-Cambiamo, Forza Italia e Riformatori si farà. Nascerà alla ripresa dei lavori, ai primi di settembre, con una missione dichiarata: stimolare l’azione di governo nella seconda parte della legislatura. Perché, come s’è intuito da giorni, gli scontenti ci sono e ora vogliono farsi sentire. L’intergruppo, è stato detto, non finirà per inglobare i partiti di quest’alleanza nell’alleanza, ognuno continuerà ad avere la propria identità. Però, nel prossimo vertice di maggioranza, è molto probabile che l’intergruppo potrebbe presentarsi compatto al tavolo delle trattative con il governatore Solinas. Perché i centristi non hanno più intenzione di rimanere ancora schiacciati fra il blocco del Psd’Az e quello della Lega. Sia che questi due partiti vadano ancora d’accordo, oppure litighino com’è accaduto anche di recente. Con orgoglio politico, in estrema sintesi, l’intergruppo vuole conquistare un peso specifico importante, anche restituendo maggiore centralità al Consiglio nell’azione di governo. Ci riuscirà? Molto dipenderà dalla compattezza con cui si presenterà ai prossimi e decisivi appuntamenti: il rimpasto in Giunta e la Finanziaria 2022, oppure le nomine nella sanità e nella corposa rete burocratico-amministrativa della Regione.
Il peso dei voti. Sta di fatto che seppure con lo spirito dichiarato del dialogo e non dello scontro intestino, prima o poi i centristi metteranno sui vari tavoli soprattutto il peso dei loro voti in Consiglio. Dovrebbero essere non meno di 10-13 e quindi più di una spanna davanti al Psd’Az, undici, e con un distacco netto sulla Lega, che oggi ha sette consiglieri. È evidente: presto nuovi e possibili rapporti di forza finiranno per modificare gli equilibri nella coalizione, con effetti collaterali ancora tutti da scoprire. (ua)
La nascita. Nonostante la riservatezza della riunione alla fine qualcosa è trapelato: l’intergruppo Udc-Cambiamo, Forza Italia e Riformatori si farà. Nascerà alla ripresa dei lavori, ai primi di settembre, con una missione dichiarata: stimolare l’azione di governo nella seconda parte della legislatura. Perché, come s’è intuito da giorni, gli scontenti ci sono e ora vogliono farsi sentire. L’intergruppo, è stato detto, non finirà per inglobare i partiti di quest’alleanza nell’alleanza, ognuno continuerà ad avere la propria identità. Però, nel prossimo vertice di maggioranza, è molto probabile che l’intergruppo potrebbe presentarsi compatto al tavolo delle trattative con il governatore Solinas. Perché i centristi non hanno più intenzione di rimanere ancora schiacciati fra il blocco del Psd’Az e quello della Lega. Sia che questi due partiti vadano ancora d’accordo, oppure litighino com’è accaduto anche di recente. Con orgoglio politico, in estrema sintesi, l’intergruppo vuole conquistare un peso specifico importante, anche restituendo maggiore centralità al Consiglio nell’azione di governo. Ci riuscirà? Molto dipenderà dalla compattezza con cui si presenterà ai prossimi e decisivi appuntamenti: il rimpasto in Giunta e la Finanziaria 2022, oppure le nomine nella sanità e nella corposa rete burocratico-amministrativa della Regione.
Il peso dei voti. Sta di fatto che seppure con lo spirito dichiarato del dialogo e non dello scontro intestino, prima o poi i centristi metteranno sui vari tavoli soprattutto il peso dei loro voti in Consiglio. Dovrebbero essere non meno di 10-13 e quindi più di una spanna davanti al Psd’Az, undici, e con un distacco netto sulla Lega, che oggi ha sette consiglieri. È evidente: presto nuovi e possibili rapporti di forza finiranno per modificare gli equilibri nella coalizione, con effetti collaterali ancora tutti da scoprire. (ua)
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