Medici e infermieri no vax: sospensione per i primi 107
di Umberto Aime
Arrivano i provvedimenti disciplinari di Ats, Aou di Sassari e Brotzu di Cagliari
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CAGLIARI. L’ultimatum è scaduto: sono 57 i primi medici, infermieri e impiegati della sanità a essere stati sospesi, non riceveranno neanche lo stipendio fino al 31 dicembre, per non essersi ancora vaccinati. Sono tutti del Nord Sardegna e tutti dipendenti dell’Azienda universitaria di Sassari e dell’Ats.
Nella lista nera ci sono anche otto medici di famiglia, convenzionati con l’Ats. Anche l’Azienda Brotzu di Cagliari ha concluso un’identica procedura disciplinare: sabato una cinquantina di dipendenti sono stati allontanati dai reparti. Anche se l’indomani, è stato il caso di un’infermiera, qualcuno di loro s’è presentato comunque al lavoro. In corsia la stessa infermiera ha ingaggiato un duro confronto con un suo superiore e alla fine sono dovuti intervenire i carabinieri, chiamati d’urgenza dalla direzione sanitaria, per allontanarla una volta per tutte. Dal Sulcis arriva poi la notizia che nove infermieri sarebbero stati sospesi per non essersi vaccinati.
Ancora nella zona grigia. A essere in bilico fra le varie Aziende sanitarie sarebbero anche altri 120 dipendenti no vax o comunque non vaccinati. Sono quelli che non hanno ritirato la raccomandata-ultimatum, inviata alcun giorni fa: avranno un’altra settimana di tempo per mettersi in regola e rispettare l’obbligo di vaccinazione, come deciso dal Governo per tutto il personale sanitario.
Se non lo faranno, anche per loro scatterà in automatico la sospensione dal servizio senza stipendio. Infine c’è un blocco di oltre 300 dipendenti sempre della sanità finiti in una sorta di limbo. Hanno dichiarato la loro intenzione di vaccinarsi al più presto e sono stati messi sotto osservazione. Ma se non terranno fede alla parola data, scatterà la sanzione, ma che potrebbe essere avviata comunque.
Il perché di questa procedura è presto spiegato: stando al decreto legge del governo, diventato legge ai primi di giugno, la vaccinazione per il personale sanitario s’intende conclusa solo dopo la seconda dose. Quindi, almeno per un mese, anche questi 300 oggi nel limbo rischiano lo stesso di essere sospesi visto che ci vorranno almeno trenta giorni per completare il cosiddetto ciclo vaccinale.
Altre sanzioni. Gli iscritti agli Ordini professionali, cioè medici e infermieri, non solo sono sospesi con effetto immediato dall’incarico e dallo stipendio, ma saranno anche segnalati alle rispettive commissioni disciplinari. Di conseguenza non potranno più esercitare la professione fino a quando non si vaccineranno.
Va sottolineato che tutti i provvedimenti saranno in ogni caso «immediatamente revocati – fa sapere l’Ats – nel momento in cui gli stessi dimostreranno di aver concluso le vaccinazioni».
La ricostruzione. All’inizio nella lista nera erano compresi 1.200 dipendenti a vario titolo del sistema sanitario regionale. Poi oltre 300 si sono messi in regola senza bisogno di essere avvertiti.
Venerdì 6 agosto, invece, i dipartimenti di prevenzione dell’Ats hanno inviato a tutto il personale non ancora sottoposto alle due dosi previste di vaccino, che opera nelle strutture sanitarie pubbliche, private e accreditate, l’invito – testuale dalla lettera di richiamo – ad «ottemperare all'obbligo entro 5 giorni, presentandosi, senza bisogno di prenotazione o appuntamento, in tutti gli hub vaccinali.
In alternativa, la stessa lettera invitava a produrre, quanto prima, la documentazione sanitaria che motivasse la mancata vaccinazione. Documentazione che, nel caso dei primi 57 sospesi nel Nord Sardegna dall’Ats e dall’Aou di Sassari, è stata valutata con attenzione per essere poi bocciata. A quel punto le sanzioni sono state automatiche.
La presa d’atto. Il commissario straordinario dell’Ats-Ares, Massimo Temussi, ha ribadito in queste ore quanto aveva dichiarato a suo tempo: «Non faremo sconti a nessuno e non ci saranno deroghe se non per comprovati motivi di salute». Così è stato. Per poi aggiungere: «Stiamo già varando un piano di riorganizzazione del personale sospeso nei reparti altamente critici». Per chiudere con quest’appello: «È l’ultimo che rivolgiamo al senso deontologico di medici e infermieri perché si sottopongano al vaccino quanto prima, a tutela della loro salute e di tutti i pazienti».
Sulla stessa linea anche il commissario dell'Azienda ospedaliero universitaria di Sassari, Antonio Lorenzo Spano: «Per il personale che non si farà vaccinare, con la sola esclusione di quelli a cui non è possibile effettuarlo per specifici motivi sanitari, scatterà la sospensione immediata dello stipendio ed i trasgressori saranno sottoposti anche a possibili sanzioni ancora più pesanti se dovessimo accertare che questa loro decisione possa determinare dei cluster all'interno dei nostri ospedali».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Nella lista nera ci sono anche otto medici di famiglia, convenzionati con l’Ats. Anche l’Azienda Brotzu di Cagliari ha concluso un’identica procedura disciplinare: sabato una cinquantina di dipendenti sono stati allontanati dai reparti. Anche se l’indomani, è stato il caso di un’infermiera, qualcuno di loro s’è presentato comunque al lavoro. In corsia la stessa infermiera ha ingaggiato un duro confronto con un suo superiore e alla fine sono dovuti intervenire i carabinieri, chiamati d’urgenza dalla direzione sanitaria, per allontanarla una volta per tutte. Dal Sulcis arriva poi la notizia che nove infermieri sarebbero stati sospesi per non essersi vaccinati.
Ancora nella zona grigia. A essere in bilico fra le varie Aziende sanitarie sarebbero anche altri 120 dipendenti no vax o comunque non vaccinati. Sono quelli che non hanno ritirato la raccomandata-ultimatum, inviata alcun giorni fa: avranno un’altra settimana di tempo per mettersi in regola e rispettare l’obbligo di vaccinazione, come deciso dal Governo per tutto il personale sanitario.
Se non lo faranno, anche per loro scatterà in automatico la sospensione dal servizio senza stipendio. Infine c’è un blocco di oltre 300 dipendenti sempre della sanità finiti in una sorta di limbo. Hanno dichiarato la loro intenzione di vaccinarsi al più presto e sono stati messi sotto osservazione. Ma se non terranno fede alla parola data, scatterà la sanzione, ma che potrebbe essere avviata comunque.
Il perché di questa procedura è presto spiegato: stando al decreto legge del governo, diventato legge ai primi di giugno, la vaccinazione per il personale sanitario s’intende conclusa solo dopo la seconda dose. Quindi, almeno per un mese, anche questi 300 oggi nel limbo rischiano lo stesso di essere sospesi visto che ci vorranno almeno trenta giorni per completare il cosiddetto ciclo vaccinale.
Altre sanzioni. Gli iscritti agli Ordini professionali, cioè medici e infermieri, non solo sono sospesi con effetto immediato dall’incarico e dallo stipendio, ma saranno anche segnalati alle rispettive commissioni disciplinari. Di conseguenza non potranno più esercitare la professione fino a quando non si vaccineranno.
Va sottolineato che tutti i provvedimenti saranno in ogni caso «immediatamente revocati – fa sapere l’Ats – nel momento in cui gli stessi dimostreranno di aver concluso le vaccinazioni».
La ricostruzione. All’inizio nella lista nera erano compresi 1.200 dipendenti a vario titolo del sistema sanitario regionale. Poi oltre 300 si sono messi in regola senza bisogno di essere avvertiti.
Venerdì 6 agosto, invece, i dipartimenti di prevenzione dell’Ats hanno inviato a tutto il personale non ancora sottoposto alle due dosi previste di vaccino, che opera nelle strutture sanitarie pubbliche, private e accreditate, l’invito – testuale dalla lettera di richiamo – ad «ottemperare all'obbligo entro 5 giorni, presentandosi, senza bisogno di prenotazione o appuntamento, in tutti gli hub vaccinali.
In alternativa, la stessa lettera invitava a produrre, quanto prima, la documentazione sanitaria che motivasse la mancata vaccinazione. Documentazione che, nel caso dei primi 57 sospesi nel Nord Sardegna dall’Ats e dall’Aou di Sassari, è stata valutata con attenzione per essere poi bocciata. A quel punto le sanzioni sono state automatiche.
La presa d’atto. Il commissario straordinario dell’Ats-Ares, Massimo Temussi, ha ribadito in queste ore quanto aveva dichiarato a suo tempo: «Non faremo sconti a nessuno e non ci saranno deroghe se non per comprovati motivi di salute». Così è stato. Per poi aggiungere: «Stiamo già varando un piano di riorganizzazione del personale sospeso nei reparti altamente critici». Per chiudere con quest’appello: «È l’ultimo che rivolgiamo al senso deontologico di medici e infermieri perché si sottopongano al vaccino quanto prima, a tutela della loro salute e di tutti i pazienti».
Sulla stessa linea anche il commissario dell'Azienda ospedaliero universitaria di Sassari, Antonio Lorenzo Spano: «Per il personale che non si farà vaccinare, con la sola esclusione di quelli a cui non è possibile effettuarlo per specifici motivi sanitari, scatterà la sospensione immediata dello stipendio ed i trasgressori saranno sottoposti anche a possibili sanzioni ancora più pesanti se dovessimo accertare che questa loro decisione possa determinare dei cluster all'interno dei nostri ospedali».
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