Rallenta la lotta ai tumori femminili
Tra i danni collaterali della pandemia i forti ritardi nelle visite specialistiche
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SASSARI. La pandemia ha peggiorato il livello dell’assistenza sanitaria e a fare le spese di questa situazione sono spesso le donne. La lotta ai tumori femminili sta subendo delle battute d’arresto con personale che scarseggia, chiusure di reparti e visite che slittano. Di questi problemi l’associazione Coordinamento3 - Donne di Sardegna ha parlato in un incontro con l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu. L’associazione ha chiesto la conclusione rapida dell'iter dei 63 bandi annunciati per l'assunzione di medici specialisti, fra cui anestesisti e chirurghi, con l’obiettivo principale di far ripartire al più presto il servizio di Senologia chirurgica del San Francesco di Nuoro. «Confidiamo nell’apertura e nella disponibilità manifestata- spiega la presidente Carmina Conte - soprattutto in riferimento alle patologie tumorali specifiche, come il tumore al seno e quello ovarico, ma non solo». L'assessore ha annunciato di aver attivato le procedure per ridefinire il quadro regionale delle Breast Unit per la cura delle malate di tumore al seno, con una diversa attenzione ai territori e ai bisogni delle pazienti. Nieddu - continua Coordinamento 3 - si è impegnato inoltre per l'attivazione di misure per la prevenzione del tumore al seno e del tumore ovarico.
Si è parlato anche della difficile situazione dell'oncologia del San Martino di Oristano «che penalizza soprattutto le donne poiché rappresentano la maggioranza dei pazienti oncologici, in quanto gli screening diagnostici sono stati spacchettati su tre presidi ospedalieri, Oristano, Ghilarza e Ales e sono fortunatamente garantiti solo grazie alla disponibilità di due medici». Nell'incontro si è poi discusso della chiusura e del rischio di chiusura dei punti nascita. Nieddu ha annunciato di aver chiesto la deroga per i punti nascita di La Maddalena, Tempio e Iglesias.
Si è parlato anche della difficile situazione dell'oncologia del San Martino di Oristano «che penalizza soprattutto le donne poiché rappresentano la maggioranza dei pazienti oncologici, in quanto gli screening diagnostici sono stati spacchettati su tre presidi ospedalieri, Oristano, Ghilarza e Ales e sono fortunatamente garantiti solo grazie alla disponibilità di due medici». Nell'incontro si è poi discusso della chiusura e del rischio di chiusura dei punti nascita. Nieddu ha annunciato di aver chiesto la deroga per i punti nascita di La Maddalena, Tempio e Iglesias.
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