La Nuova Sardegna

«Feste abusive ovunque ma discoteche chiuse»

«Feste abusive ovunque ma discoteche chiuse»

La protesta del presidente nazionale del Silb, Pasca: «Dove vanno a divertirsi tre milioni di giovani?»

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. La chiusura (poi revocata) del Just Cavalli in Costa Smeralda, l’attenzione delle autorità su altri locali della zona e quella stretta annunciata, a livello nazionale, sui locali che non rispettano le regole sul green pass, sono diversi aspetti di un situazione che riguarda il mondo dello svago e dell’intrattenimento, anche questa estate è al centro di polemiche. Maurizio Pasca è il presidente nazionale del Silb, il sindacato locali da ballo, che si batte da un anno e mezzo per difendere i diritti dei propri associati e per la sopravvivenza di un settore che più di altri ha pagato un prezzo alto alla pandemia: «Il 30 per cento delle aziende ha chiuso definitivamente, un altro 30 per cento potrebbe farlo presto. Mentre tutti i settori produttivi sono ripartiti, pur con regole e limiti, il nostro è l’unico chiuso da 18 mesi, con una piccola parentesi la scorsa estate».

Pasca ricorda che le discoteche italiane sono chiuse definitivamente dal 17 agosto dello scorso anno, dopo quei pochi giorni di apertura che, in alcuni casi, furono motivo di grandi polemiche: «Sembrava che l’unica discoteca dove c’erano dei contagi fosse il Billionaire di Briatore. Al La Praia di Gallipoli, a Riccione, a Forte dei Marmi, ovunque, le discoteche scoppiavano di persone. Possibile che lì non ci siano stati contagi». E quindi che risposta si dà il presidente del Silb? «Non so, ma fa pensare. Poi Briatore è una persona scomoda...».

È passato un anno, ma per le discoteche le cose non sono cambiate. Anzi sì, ma in peggio: «La danno economico si aggiunge la beffa - dice ancora Pasca - perché si balla dappertutto, tranne che nelle discoteche. Qui da noi in Salento è tutto un proliferare di feste abusive, in qualsiasi luogo, in qualsiasi ambito, in masserie, ristoranti, ville, casali». Cosa chiedono proprietari e gestori? «Già ad aprile abbiamo chiesto di poter aprire con green pass, persone vaccinate o immunizzate o tampone nelle 48 ore precedenti. Questo avrebbe dato sicurezza alle persone, la consapevolezza di trovarsi in luoghi covid free. Il problema è sfuggito di mano a tutti. Abbiamo 3 milioni di giovani che d’estate si vogliono divertire. E se non trovano occasione nelle discoteche, vanno a trovare altrove».

Le decisioni dello Stato vengono contestate: «Come può il Governo non accorgersi di ciò che sta succedendo? Da marzo chiediamo incontro con governo, con ministro, con Cts: niente. Ci dispiace. Potevamo diventare hub in grado di vaccinare mille persone al giorno, incentivare la vaccinazione dei giovani. Invece si persegue una strategia sbagliata». (r.pe.)



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative