Ferragosto in Sardegna, verso il tutto esaurito in alberghi e agriturismo
di Claudio Zoccheddu
Confermate le previsioni di inizio estate ma la bassa stagione resta un’incognita. Federalberghi: «Pochi stranieri». Agriturist: «Il pienone non basta, siamo in crisi»
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SASSARI. L’assalto agostano è una certezza sostanzialmente per tutti i tipi di strutture ricettive. Anche negli anni della pandemia. E sotto Ferragosto il movimento aumenta anche nei territori ai storicamente ai margini delle rotte più battute dai vacanzieri. Nell’isola sono state confermate le proiezioni d’inizio estate, che prevedevano un agosto da tutto esaurito, e anche i tanti dubbi di una stagione comunque legata all’emergenza sanitaria. Infatti, lo sguardo degli operatori è ormai rivolto verso settembre, il mese degli stranieri, che potrebbe risentire del declassamento europeo dell’isola finita nell’elenco delle “zone rosse” a quello nazionale, probabile ma per nulla sicuro, che prevede un imminente ritorno in zona gialla, forse già dall’ultima settimana di agosto. Una serie di incertezze che minano la bassa stagione e che preoccupano tutti gli operatori.
Alberghi sold out. Lo avevano detto all’inizio dell’estate e i fatti hanno confermato le previsioni: «Agosto? Bene – dice Paolo Manca, presidente di Federalberghi –. Siamo molto vicini ai ritmi del 2019 e, per la verità, avevamo pochi dubbi». Confermate anche le provenienze dei turisti: «Perlopiù italiani, come consuetudine del mese di agosto. E anche la minaccia del declassamento in zona gialla incide relativamente – continua Manca –. Con l’ultimo decreto i limiti e le imposizioni sono decisamente più blande e nelle nostre strutture è tutto sotto controllo. Le vacanze sono sicure anche dal punto di vista sanitario». Il timore degli albergatori è però rivolto verso settembre: «È un’incognita perché le prenotazioni dei turisti stranieri sono in netto calo e settembre è il mese in cui gli ospiti che arrivano dall’estero sono la maggioranza. Potrebbe aver inciso la zona rossa europea che ha sicuramente causato un danno d’immagine alla Sardegna. Speriamo in una risalita improvvisa perché se settembre dovesse andare bene le perdite rispetto al 2019 sarebbero vicine al 40 per cento che, considerate le premesse, sarebbe un ottimo risultato».
Agriturismo in crisi. La finestra ferragostana equivale ad una gigantesca boccata d’ossigeno per gli 870 agriturismo attivi nell’isola. Ma è un palliativo perché i bilanci sono in rosso: «In questo periodo le richieste sono molte e le strutture sono piene ma è un mordi e fuggi che non ci permette di recuperare quanto perduto nell’ultimo anno e mezzo – spiega Daniela Cubadda, presidente di Agriturist –. Intendiamoci, siamo molto contenti di ricevere le prenotazioni, anche per una sola giornata, ma le preoccupazioni restano. Ho sentito tanti colleghi e purtroppo la situazione è simile in tante zone dell’isola. Dei turisti stranieri, poi, non si è vista nemmeno l’ombra e non abbiamo buone sensazioni per settembre e per ottobre. Anzi». Lo scoramento della categoria è condiviso anche dalla Cia Sardegna che, infatti, invita tutti a trascorre il Ferragosto negli agriturismo: «Invitiamo i turisti e i consumatori sardi a trascorrere una vacanza in agriturismo, garanzia di qualità dei prodotti, sicurezza sanitaria e accoglienza – suggerisce il direttore regionale della Cia Sardegna, Alessandro Vacca –. I nostri agriturismo sono eccellenze assolute e in questi ultimi mesi le imprese agrituristiche hanno ripreso faticosamente a lavorare dopo aver resistito ad oltre un anno di chiusura. Spero che Ferragosto sia anche l'opportunità per aiutare la ripresa e fare in modo che possa fare da traino all'economia agricola isolana».
Alberghi sold out. Lo avevano detto all’inizio dell’estate e i fatti hanno confermato le previsioni: «Agosto? Bene – dice Paolo Manca, presidente di Federalberghi –. Siamo molto vicini ai ritmi del 2019 e, per la verità, avevamo pochi dubbi». Confermate anche le provenienze dei turisti: «Perlopiù italiani, come consuetudine del mese di agosto. E anche la minaccia del declassamento in zona gialla incide relativamente – continua Manca –. Con l’ultimo decreto i limiti e le imposizioni sono decisamente più blande e nelle nostre strutture è tutto sotto controllo. Le vacanze sono sicure anche dal punto di vista sanitario». Il timore degli albergatori è però rivolto verso settembre: «È un’incognita perché le prenotazioni dei turisti stranieri sono in netto calo e settembre è il mese in cui gli ospiti che arrivano dall’estero sono la maggioranza. Potrebbe aver inciso la zona rossa europea che ha sicuramente causato un danno d’immagine alla Sardegna. Speriamo in una risalita improvvisa perché se settembre dovesse andare bene le perdite rispetto al 2019 sarebbero vicine al 40 per cento che, considerate le premesse, sarebbe un ottimo risultato».
Agriturismo in crisi. La finestra ferragostana equivale ad una gigantesca boccata d’ossigeno per gli 870 agriturismo attivi nell’isola. Ma è un palliativo perché i bilanci sono in rosso: «In questo periodo le richieste sono molte e le strutture sono piene ma è un mordi e fuggi che non ci permette di recuperare quanto perduto nell’ultimo anno e mezzo – spiega Daniela Cubadda, presidente di Agriturist –. Intendiamoci, siamo molto contenti di ricevere le prenotazioni, anche per una sola giornata, ma le preoccupazioni restano. Ho sentito tanti colleghi e purtroppo la situazione è simile in tante zone dell’isola. Dei turisti stranieri, poi, non si è vista nemmeno l’ombra e non abbiamo buone sensazioni per settembre e per ottobre. Anzi». Lo scoramento della categoria è condiviso anche dalla Cia Sardegna che, infatti, invita tutti a trascorre il Ferragosto negli agriturismo: «Invitiamo i turisti e i consumatori sardi a trascorrere una vacanza in agriturismo, garanzia di qualità dei prodotti, sicurezza sanitaria e accoglienza – suggerisce il direttore regionale della Cia Sardegna, Alessandro Vacca –. I nostri agriturismo sono eccellenze assolute e in questi ultimi mesi le imprese agrituristiche hanno ripreso faticosamente a lavorare dopo aver resistito ad oltre un anno di chiusura. Spero che Ferragosto sia anche l'opportunità per aiutare la ripresa e fare in modo che possa fare da traino all'economia agricola isolana».
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