La Nuova Sardegna

Covid, tra i tanti non vaccinati che affollano gli ospedali sardi

di Roberto Petretto
Covid, tra i tanti non vaccinati che affollano gli ospedali sardi

Il report quotidiano dei reparti racchiude il dramma di decine di ammalati

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SASSARI. Ci sono numeri che lasciano poco spazio all’interpretazione. Come quelli che vengono fuori dalla lettura del report di un reparto covid di un ospedale della Sardegna. Di ogni ricoverato, in area medica o in terapia intensiva, ci sono l’età, le condizioni cliniche e, soprattutto, una dicitura di questi tempi molto importante: “vaccinato” o “non vaccinato”. E i numeri non mentono: almeno il 90 per cento dei ricoverati, sia in area medica che in rianimazione, non ha mai ricevuto neppure una dose di vaccino. Il 10 per cento rimanente si divide tra persone che hanno avuto una dose o due. Ancora più chiara la suddivisione in rianimazione, dove la percentuale di non vaccinati sale ancora.

Rapporto da brividi. A leggere il report sulle condizioni c’è da rabbrividire: persone in gravissime condizioni, alcuni con intubazione tracheale, in posizione prona. Tutti, inevitabilmente, col casco per consentire la respirazione. L’età media si è abbassata, ma non ci sono giovanissimi nei reparti. Ma in rianimazione ci sono anche 50enni in pericolo di vita. Ai dirigenti ogni giorno arriva questo foglio con delle righe anonime e con uno spazio che regista l’andamento della condizione del paziente: migliorato, stabile, peggiorato. E in alcuni casi un’ulteriore, angosciante annotazione: “gravissimo”.

È una situazione, per molti, drammatica. Vissuta in solitudine e disperazione, mentre fuori dalle mura dell’ospedale la polemica infuria su vaccinazioni e green pass.

L’evidenza di questi rilievi locali viene confermata anche dalle ultime analisi dell’Istituto superiore di sanità che fanno capire il potere di protezione del vaccino.

Rischio 7 volte più basso. Dalla mortalità fino ai ricoveri in ospedale i dati sono netti: chi si è sottoposto alle due dosi ha un rischio di essere ricoverato in ospedale sette volte più basso rispetto a chi non si è vaccinato (52 contro 7 ricoveri per 100.000 abitanti) che si aggiunge al dato che conferma la protezione contro la mortalità al 96,2%. Il rapporto di sorveglianza integrata dell’Iss riguarda il periodo che dal 26 luglio all'8 agosto.

Effetto paradosso. Hanno raggiunto ieri quota 35.503.682 gli italiani immunizzati contro il Covid-19: si tratta del 60% della popolazione complessiva che ha ricevuto entrambe le dosi o quella unica. L'8,6% è in attesa di seconda dose. Le somministrazioni totali sono salite a 73.659.563, a fronte di 77.365.890 dosi consegnate. In Sardegna siamo un poco al di sotto della media nazionale perché ci fermiamo al 58,1. Il 30 per cento dei sardi, invece, non ha ricevuto neppure una dose. Questo aumento dei vaccinati crea un cosiddetto “effetto paradosso”: nel momento in cui le vaccinazioni nella popolazione raggiungono alti livelli di copertura, il numero assoluto di infezioni, ospedalizzazioni e decessi può essere simile tra vaccinati e non vaccinati, per via della progressiva diminuzione nel numero di questi ultimi.

La spiegazione di questo fenomeno, utile per la lettura dei numeri della pandemia, è contenuta nel rapporto di sorveglianza integrata dell'Iss pubblicato sul sito Epicentro. Ad esempio: tra gli over 80, con copertura vaccinale al 90%, il numero di ospedalizzazioni fra vaccinati con ciclo completo è pari a 294 e mentre nei non vaccinati è leggermente più basso, pari a 220, ma il gruppo dei non vaccinati in questa fascia di età è ovviamente molto più esiguo (il 10% del totale).

I decessi. Fino al 21 luglio erano 423 i decessi Sars-Cov-2 positivi in vaccinati con “ciclo vaccinale completo”, ovvero l’1,2% di tutti i decessi di persone risultate positive al Covid avvenuti nel periodo dal primo febbraio al 21 luglio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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