Un’edizione con tante prime volte
Esordio senza cero degli autoferrotranvieri. Il sindaco infortunato arriva in auto
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SASSARI. La prima volta del gremio degli Autoferrotranvieri, che ha avuto il via libera dalla commissione storica e che diventa così la dodicesima corporazione autorizzata a partecipare alla Faradda. Il 2021 li ha visti ammessi in forma ufficiale ma con la sola bandiera piccola, mentre il Candeliere potrà essere mobilitato e trasportato in processione solo a partire dalla prima edizione utile della Faradda.
La prima volta che un sindaco che partecipa al tradizionale Intregu con i Massai deve raggiungere Santa Maria in macchina, costretto da un infortunio alla gamba e da un fastidioso gesso. La prima volta che i Ceri scendono per le strade in singole processioni, dalle loro sedi, per raggiungere piazza Santa Maria, e anche la prima volta che, da quando questa orribile pandemia ha cambiato il mondo, i fantastici Candelieri tornano a ballare.
Non è la festa a cui Sassari e i sassaresi sono abituati quella che si è svolta ieri, non è la festa di energia, sudore, popolo, che a guardare oggi sembra incredibile si sia sempre celebrata. Ma sicuramente è una Faradda che per mille motivi rimarrà nella storia, e che nella storia avrà anche un posto importante.
Perché, mentre si stigmatizza un rapper che ha fatto un concerto con migliaia di persone in barba a tutte le regole, si va a caccia di assembramenti nei bar in spiaggia mascherati da discoteche, si chiedono a tutti enormi sacrifici, la comunità gremiale, la diocesi, la municipalità, la città tutta, ha dato una enorme prova di responsabilità, strappando a fatica un pezzo in più della sua adorata festa, riempiendola un po’ dell’antica gioia, lasciando intatto il suo enorme significato. Una bella prima volta insomma, sperando però che, per davvero, sia anche l’ultima. (g.bua)
La prima volta che un sindaco che partecipa al tradizionale Intregu con i Massai deve raggiungere Santa Maria in macchina, costretto da un infortunio alla gamba e da un fastidioso gesso. La prima volta che i Ceri scendono per le strade in singole processioni, dalle loro sedi, per raggiungere piazza Santa Maria, e anche la prima volta che, da quando questa orribile pandemia ha cambiato il mondo, i fantastici Candelieri tornano a ballare.
Non è la festa a cui Sassari e i sassaresi sono abituati quella che si è svolta ieri, non è la festa di energia, sudore, popolo, che a guardare oggi sembra incredibile si sia sempre celebrata. Ma sicuramente è una Faradda che per mille motivi rimarrà nella storia, e che nella storia avrà anche un posto importante.
Perché, mentre si stigmatizza un rapper che ha fatto un concerto con migliaia di persone in barba a tutte le regole, si va a caccia di assembramenti nei bar in spiaggia mascherati da discoteche, si chiedono a tutti enormi sacrifici, la comunità gremiale, la diocesi, la municipalità, la città tutta, ha dato una enorme prova di responsabilità, strappando a fatica un pezzo in più della sua adorata festa, riempiendola un po’ dell’antica gioia, lasciando intatto il suo enorme significato. Una bella prima volta insomma, sperando però che, per davvero, sia anche l’ultima. (g.bua)
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