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Giornata di caldo e vento: il fuoco minaccia la Gallura

Giornata di caldo e vento: il fuoco minaccia la Gallura

Fiamme a Calangianus, alla periferia di Olbia e tra Loiri e Berchiddeddu 

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OLBIA. Un caldo infernale, la vegetazione disidratata da mesi senza pioggia, un vento forte, a tratti fortissimo. Tutto quello che serviva per un pomeriggio di fuoco, un incubo annunciato per l’intera Gallura. Così è stato. Nelle campagne di Calangianus dove un rogo scoppiato poco dopo le 14 ha costretto all’evacuazione di alcune case rurali. Alla periferia nord di Olbia con le fiamme a pochi metri dalle case e dove ha preso fuoco anche una conduttura del gas. E infine tra Loiri e Berchiddeddu, frazione di Olbia, dove il fuoco si è mangiato una quindicina di ettari in località monte Grussu. Un drammatico pomeriggio di fiamme in tre luoghi della Gallura in contemporanea, il cui fumo è stato spinto dal vento addirittura sulle spiagge della costa tra Olbia e Golfo Aranci, mettendo in apprensione migliaia di persone. Un incubo che, fortunatamente, è stato messo sotto controllo in tempi ragionevoli grazie al tempestivo arrivo di mezzi aerei.

Il primo allarme è scattato nel primo pomeriggio a Calangianus, poco dopo le 14, in località Stazzo l’Agnulu, nelle campagne che ospitano la tomba di giganti di Pascaredda, ai piedi Monti di Deu. Il Limbara e i suoi boschi non sono lontanissimi e nella mente di tutti sono immediatamente scorse le immagini della spaventosa tragedia che poche settimane fa ha incenerito il Montiferru. Le fiamme, però, sono corse nella direzione opposta, quella del grande incendio del 1968, come ricordano a Calangianus. In pochi minuti, sterpaglie, macchia e sugherete sono state raggiunte dal fuoco. Altissima la colonna di fumo, visibile da molto chilometri di distanza. Con il coordinamento di Giannicola Zuccarelli, direttore dell’ispettorato del Corpo forestale di Tempio, sono intervenuti almeno quattro elicotteri, compreso il Super Puma, e due Canadair di stanza a Olbia. A complicare le operazioni, la presenza di alcune abitazioni ma anche proprietari dei terreni o curiosi alla ricerca della foto spettacolare che hanno intasato le strade ostacolando l’azione delle squadre a terra. Oltre ai mezzi aerei e squadre del Corpo forestale, sono intervenuti operai Forestas, vigili del fuoco, protezione civile, barracelli, carabinieri e polizia municipale. Alla fine, dopo svariate ore, con grande sollievo del paese e del sindaco Fabio Albieri l’incendio è stato messo sotto controllo. «Siamo stati fortunati a spegnerlo in tempo», commenta Zuccarelli, che invita i proprietari dei terreni a lasciare aperti i cancelli per facilitare l’intervento delle squadre. Alla fine il bilancio è grave ma non gravissimo: sono bruciati una quindicina di ettari. Le operazioni di bonifica, interrotte a tarda sera, riprenderanno alle 6 di questa mattina.

Altri quindici ettari di macchia e terreni alberati sono andati in fumo nelle campagne a sud di Olbia, tra Loiri e Berchiddeddu. Un incendio molto pericoloso che ha costretto il Corpo forestale a dirottare sul posto un elicottero che stava spegnendo il fuoco di Calangingianus e a chiedere il supporto di due Canadair di Ciampino e Genova. L’ultimo allarme poco dopo le 16 di ieri pomeriggio ha coinvolto direttamente Olbia. Il fuoco ha interessato i terreni tra Santa Lucia e il quartiere che confina con via Mosca, una zona ad alta intensità di villette e palazzine di recente costruzione che guardano verso il centro commerciale che segna il confine nord della città e l’inizio della strada che porta verso Arzachena e la Costa Smeralda. Le fiamme, spinte da un vento caldissimo, hanno percorso velocemente i terreni. La polizia municipale ha chiuso le strade intorno. Sul posto vigili del fuoco e protezione civile. Solo dopo alcune ore è intervenuto un elicottero, dirottato da uno degli altri incendi. Particolarmente complicato lo spegnimento di una conduttura del gas. La situazione è tornata sotto controllo dopo diverse ore. (a.se.)

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