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operazione della DDa nel mare di CagLiari 

Migranti pericolosi in Italia sul veliero presi i capi della banda internazionale

di Antonello Palmas
Migranti pericolosi in Italia sul veliero presi i capi della banda internazionale

CAGLIARI. Il veliero di 17 metri che utilizzavano, il “Corto Maltaise”, richiama nel suo nome un personaggio che pur nelle sue contraddizioni era comunque un eroe positivo. Di tutt’altro genere,...

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CAGLIARI. Il veliero di 17 metri che utilizzavano, il “Corto Maltaise”, richiama nel suo nome un personaggio che pur nelle sue contraddizioni era comunque un eroe positivo. Di tutt’altro genere, secondo le accuse, le attività dei due marinai, Mourad Zaouli, tunisino di 62 anni e Gustav Peikert, tedesco di 26, arrestati prima che potessero far arrivare alcuni migranti magrebini che loro stessi nelle intercettazioni avevano definito «bombe per l'Europa», «uomini di potere» che nonostante gli inquirenti non parlino espressamente di terroristi, erano potenzialmente pericolosi. L’imbarcazione è stata sequestrata e i due sono stati arrestati dalla squadra mobile di Cagliari perché considerati i vertici di una organizzazione criminale transnazionale specializzata nell'ingresso clandestino in Italia di migranti.

Per 6 giorni la Mobile, con l'aiuto di unità aeree e navali della Guardia costiera, ha cercato il “Corto Maltaise”, rintracciandolo sabato a 50 miglia a sud della Sardegna. Alle 20.30, mentre era ancorato al largo di Piscinnì, sulla costa cagliaritana, è scattato l'abbordaggio. L'operazione è stata guidata dalla Direzione distrettuale antimafia di Cagliari col coordinamento della Direzione nazionale antimafia.

Il “Corto Maltaise” veniva utilizzato per trasportare i migranti (non solo magrebini, ma anche tibetani, cinesi e vietnamiti) sia in Sardegna che in Sicilia, ma in condizioni decisamente più confortevoli. Dai 3 ai 6mila euro il prezzo per raggiungere l'Italia e poi essere trasferiti in auto nel nord Europa e in Francia, con tanto di documenti falsi. È proprio sull'aspetto dei complici, della ramificazioni sul territorio non solo italiano che si concentrano adesso le indagini. Le indagini sono iniziate il 30 agosto 2020, dopo lo sbarco di 5 tunisini e due tibetani a Capo Malfatano, avvistati da alcuni bagnanti mentre scendevano a terra dal tender partito dal veliero. L’accelerazione nei giorni scorsi, quando dalle intercettazioni è emersa la possibilità che il veliero andasse a prendere dei personaggi potenzialmente pericolosi.

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