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Oltre 5mila casi in 15 giorni Più pressione sugli ospedali

Oltre 5mila casi in 15 giorni Più pressione sugli ospedali

Agosto ha visto sinora forti oscillazioni, ma non si è scesi mai sotto i 170 positivi Sei vittime in due giorni: tra loro anche un 50enne della provincia di Oristano

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SASSARI. Dall’inizio del mese di agosto in Sardegna sono state 5.234 le persone positive al test che individua il Covid. Una crescita cominciata a metà luglio, quando i casi giornalieri erano intorno a 50, e andata aumentando via via con un picco di 522 casi il 5 agosto. Sono i numeri della quarta ondata, più bassi rispetto a quelli della seconda (novembre-dicembre 2020), simili, ma un po’ superiori a quelli della terza (aprile-maggio 2021), ma infinitamente più alti rispetto alla prima, quando eravamo tutti tappati in casa a causa del primo, drastico lockdown. Il 28 marzo del 2020 si toccò la punta più alta del contagio, ma avere un dato simile oggi sarebbe un successo: 94 casi in un giorno. In questa fase l’oscillazione dei numeri tra un giorno e un altro è sempre molto ampia. Da 15 giorni però non si scende mai sotto i 172 casi giornalieri.

Ieri invece, nell’isola, i nuovi positivi contati dall’Unità di crisi regionale sono stati 266, ed è un numero che strapperebbe già un mezzo sorriso, anche raffrontato al giorno precedente quando i casi erano stati 275. Sulla base dei 3.188 test eseguiti, ieri il tasso di positività si è attestato sull’8,3%.

Ma il mezzo sorriso sparisce quando si leggono gli altri dati: sei morti in due giorni. Cinque alla vigilia di Ferragosto, tra qui un cinquantenne residente nella provincia di Oristano, e quattro uomini residenti nella Città metropolitana di Cagliari, rispettivamente di 69, 77, 84 e 90. Ieri un’altra vittima, un uomo di 78 anni residente anche lui nella Città metropolitana di Cagliari.

In prospettiva futura il dato più preoccupante è però quello dei ricoveri: giorno dopo giorno la Sardegna sta dissipando il patrimonio di posti letto in area medica che ancora ci tengono lontani dalla soglia oltre la quale, dal momento che abbiamo già superato i parametri previsti per terapie intensive e numero di contagi ogni 100mila abitanti, scatterebbero tutti i requisiti per finire in zona gialla.

C’è ancora un po’ di margine: la percentuale di occupazione nei reparti non intensivi è intorno all’8 per cento tendente al 9. Bisogna riuscire a stare entro il 15 e per farlo da Regione è pronta ad aumentare i posti letto. Ieri i pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva erano 22 (con un incremento di 1 rispetto al giorno precedente), mentre quelli in area medica erano 140 (6 in più). Sono, invece, 7.223 i casi di isolamento domiciliare (+ 88 rispetto a ieri).

A livello nazionale si continua a ripetere che la Sardegna rischia la zona gialla, ma se si riuscirà a contenere i ricoveri, con i numeri attuali la zona bianca dovrebbe ancora essere assicurata.

L’epidemia continua a diffondersi maggiormente nel sud dell’isola: dei 266 casi accertati ieri 144 riguardano l’area metropolitana di Cagliari e 69 il sud Sardegna. Per il resto: 45 in provincia di Sassari, 5 in quella di Nuoro e 3 in provincia di Oristano.

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