Sos medici, specializzazioni a rischio
Anelli, Fnomceo: «Meno della metà riuscirà a terminare il percorso entro il 2026»
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SASSARI. È allarme per la specializzazione dei futuri medici. Se i posti garantiti per i neo-laureati sono stati aumentati a 17.400 grazie ai ministri della Salute, Speranza, dell'Università, Messa, e dell'Economia, Franco, e ai fondi del Pnrr, le borse da qui al 2016 dovrebbero tornare al livello del 2017/2018, cioè tra 6 e 7mila. Lo denuncia il presidente della Fnomceo, la Federazione degli Ordini dei Medici, Filippo Anelli. Mentre quest'anno sono 77mila gli aspiranti medici che, dal 3 settembre, sosterranno il test per gli oltre 14000 posti del 2021, con circa 1 su 5 che riuscirà ad entrare: «Più della metà di queste 14000 matricole non potranno specializzarsi tra sei anni – spiega Anelli –. L'aumento delle borse è infatti legato al Pnrr, e quindi temporaneo. Le risorse investite sulle borse caleranno gradualmente da qui al 2026, quando le borse dovrebbero tornare al livello del 2017/2018, cioè tra 6mila e 7mila. Se così fosse, già dai prossimi anni l'imbuto formativo ricomincerebbe a riempirsi di giovani medici tenuti in panchina, in attesa di poter accedere alle Scuole». «La buona notizia – aggiunge il presidente della Fnomceo – è che siamo in tempo per rimediare. Il secondo augurio ai giovani futuri colleghi è, infatti, che si metta in atto, con un provvedimento legislativo, quanto la Fnomceo perora da tempo: una programmazione che faccia corrispondere a ogni laurea in Medicina un posto nel post lauream». Secondo Anelli «occorre, agire su più fronti. In primo luogo introducendo una corretta programmazione, che faccia corrispondere, per legge, a ogni laurea una borsa. Poi, con un provvedimento che stabilizzi i cosiddetti “camici grigi”, i medici che, nell'attesa di entrare nelle scuole o al corso per la medicina generale, sono stati impiegati con contratti a termine, rinnovati anche per dieci anni di seguito, nel nostro Servizio sanitario nazionale.
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