“Ita” scalda i motori, volo di prova verso l’isola
Claudio Zoccheddu
Il vettore nato dalle ceneri di Alitalia ha completato il rodaggio e sarà operativo. Rotte commerciali coperte da metà ottobre, da oggi in vendita i primi biglietti
3 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Il primo volo di Ita, Italia Trasporto Aereo, ha raggiunto l’isola e già oggi il nuovo vettore dovrebbe iniziare a vendere i primi biglietti. Per la compagnia nata dalle ceneri di Alitalia quello del volo inaugurale non è l’unico legame cronologico con la Sardegna. Ita dovrebbe iniziare ad operare sulle linee commerciali quasi in concomitanza con la scadenza dell’ennesima, e per ora ultima, proroga della continuità territoriale aerea. Ita esordirà intorno alla metà di ottobre, forse il 15, mentre i passeggeri isolani dovranno fare i conti con una proroga delle tariffe a prezzo fisso che scade due settimane dopo, a fine mese.
Il primo volo. La nuova compagnia aerea ha scelto un Airbus A330 per completare il percorso operativo necessario ad acquisire il Certificato di operatore aereo (Coa), l’ultimo tassello del mosaico che permetterà ad Ita di diventare una compagnia aerea a tutti gli effetti. Il volo è decollato da Fiumicino lunedì 16 agosto e, dopo 56 minuti, ha raggiunto i cieli di Olbia, ha invertito la rotta ed è ritornato a Roma. Durante il volo di prova, monitorato dagli operatori dell’Enac, non sono emersi problemi di sorta e Ita dovrebbe aver ricevuto il Coa già ieri dato che oggi dovrebbe iniziare la vendita dei primi biglietti su un sito web provvisorio, sempre che il ministero dello Sviluppo economico conceda all’amministrazione straordinaria di Alitalia, e lo faccia in brevissimo tempo, la cancellazione di tutti i voli dell’ex compagnia di bandiera. Una condizione necessaria anche per permettere il rimborso o la riprotezione dei 225mila passeggeri che hanno ancora conti in sospeso con Alitalia.
Il futuro. Chiaramente il futuro di Italia Trasporto Aereo è legato a doppia mandata a quello dell’isola, soprattutto perché sarà il nuovo vettore ad effettuare i collegamenti in regime di continuità territoriale aerea. Per il momento la Sardegna fa da spettatrice ai primi passi della nuova compagnia. Anche se, le prime notizie potrebbero non essere classificate come “rassicuranti”.
La nuova compagnia. A metà ottobre Ita si presenterà ai gate con una flotta praticamente dimezzata. Saranno 52 gli aerei disponibili mentre il personale verrà ridotto dagli attuali 11mila ad appena 2800 dipendenti. Ragionare sulle rotte e sulla loro copertura è forse prematuro ma, perlomeno per il primo anno, è probabile che le frequenze diminuiscano in proporzione alla riduzione della flotta. Per il momento si parla di 45 destinazioni con 61 rotte, che potrebbero diventare 74 destinazioni e 89 rotte nel giro di quattro anni. Secondo i programmi della nuova compagnia, come recita il piano approvato dal Cda, già dal 2022 la flotta dovrebbe comprendere 78 aeromobili per arrivare a 105, di cui più delle metà di nuova generazione, verso la fine del 2025. Nel piano di gestione anche il numero dei dipendenti è destinato a lievitare, arrivando a circa 5.700 unità entro la fine del 2025. Un numero che già in passato aveva preoccupato i sindacati, pronti da tempo a dare battaglia sul piano delle prospettive occupazionali. Anche sulla stesura dei bandi da parte della Regione, le organizzazioni sindacali chiedono un ampio coinvolgimento e ricordano alla Regione la necessità di prendere posizione sulla questione della mobilità. Ottobre, in fondo, è dietro l’angolo e per l’isola quella della scadenza della continuità territoriale non può essere una data qualsiasi.
Il primo volo. La nuova compagnia aerea ha scelto un Airbus A330 per completare il percorso operativo necessario ad acquisire il Certificato di operatore aereo (Coa), l’ultimo tassello del mosaico che permetterà ad Ita di diventare una compagnia aerea a tutti gli effetti. Il volo è decollato da Fiumicino lunedì 16 agosto e, dopo 56 minuti, ha raggiunto i cieli di Olbia, ha invertito la rotta ed è ritornato a Roma. Durante il volo di prova, monitorato dagli operatori dell’Enac, non sono emersi problemi di sorta e Ita dovrebbe aver ricevuto il Coa già ieri dato che oggi dovrebbe iniziare la vendita dei primi biglietti su un sito web provvisorio, sempre che il ministero dello Sviluppo economico conceda all’amministrazione straordinaria di Alitalia, e lo faccia in brevissimo tempo, la cancellazione di tutti i voli dell’ex compagnia di bandiera. Una condizione necessaria anche per permettere il rimborso o la riprotezione dei 225mila passeggeri che hanno ancora conti in sospeso con Alitalia.
Il futuro. Chiaramente il futuro di Italia Trasporto Aereo è legato a doppia mandata a quello dell’isola, soprattutto perché sarà il nuovo vettore ad effettuare i collegamenti in regime di continuità territoriale aerea. Per il momento la Sardegna fa da spettatrice ai primi passi della nuova compagnia. Anche se, le prime notizie potrebbero non essere classificate come “rassicuranti”.
La nuova compagnia. A metà ottobre Ita si presenterà ai gate con una flotta praticamente dimezzata. Saranno 52 gli aerei disponibili mentre il personale verrà ridotto dagli attuali 11mila ad appena 2800 dipendenti. Ragionare sulle rotte e sulla loro copertura è forse prematuro ma, perlomeno per il primo anno, è probabile che le frequenze diminuiscano in proporzione alla riduzione della flotta. Per il momento si parla di 45 destinazioni con 61 rotte, che potrebbero diventare 74 destinazioni e 89 rotte nel giro di quattro anni. Secondo i programmi della nuova compagnia, come recita il piano approvato dal Cda, già dal 2022 la flotta dovrebbe comprendere 78 aeromobili per arrivare a 105, di cui più delle metà di nuova generazione, verso la fine del 2025. Nel piano di gestione anche il numero dei dipendenti è destinato a lievitare, arrivando a circa 5.700 unità entro la fine del 2025. Un numero che già in passato aveva preoccupato i sindacati, pronti da tempo a dare battaglia sul piano delle prospettive occupazionali. Anche sulla stesura dei bandi da parte della Regione, le organizzazioni sindacali chiedono un ampio coinvolgimento e ricordano alla Regione la necessità di prendere posizione sulla questione della mobilità. Ottobre, in fondo, è dietro l’angolo e per l’isola quella della scadenza della continuità territoriale non può essere una data qualsiasi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
