La Nuova Sardegna

Lo scaricabarile di Chessa fa infuriare i dirigenti

di Roberto Petretto
Lo scaricabarile di Chessa fa infuriare i dirigenti

Sindacati critici per le parole dell’assessore al Turismo dopo il giudizio del Tar

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SASSARI. Qualcuno è in ferie, altri presidiano gli uffici. Di certo a tutti è arrivata l’eco delle dichiarazioni dell’assessore Gianni Chessa. E negli uffici di viale Trieste, sede dell’assessorato al Turismo, quelle dichiarazioni hanno avuto l’effetto di un gessetto spezzato sulla lavagna. Mentre le reazioni politiche da parte dell’opposizione, si sprigionano libere, tra i dipendenti regionali la prudenza e il riserbo per ora vincono su tutto.

Chiamato a commentare la bocciatura, da parte del Tar, del sistema del “click day” per la distribuzione dei fondi per gli eventi di spettacolo e cultura legati al turismo, Chessa ha scaricato sui dirigenti la responsabilità di quella contestata scelta: «Ce l’hanno chiesto gli uffici. Cosa potevamo fare se i funzionari vengono e ti dicono che senza click day si rischia di perdere i finanziamenti e la ragioneria che non può impegnare soldi se entro il 14 dicembre non abbiamo aventi diritto?».

A nome dei dipendenti, e in particolare dei dirigenti, parlano i sindacati: «Non conosco i dettagli della vicenda - premette Cristina Malavasi, segretaria dello Sdirs, sindacato dei dirigenti regionali -. L’unica cosa che mi sento di dire è che l’organizzazione della direzione del Turismo è stata stravolta proprio con questa giunta. È stato modificato l'accorpamento delle competenze e i vecchi dirigenti non sono stati confermati. Quelli nuovi sono stati nominati a seguito della riorganizzazione fatta dal direttore generale scelto dall'assessore. Ora, in generale, scaricare le responsabilità di una scelta sulla dirigenza non l'ho mai reputata una valutazione corretta. Col nuovo direttore generale, persona di fiducia dell’assessore, il settore ha avuto una riorganizzazione pesante, sono state spostate competenze da un servizio all'altro, e sono stati nominati nuovi dirigenti».

Ancora più duro Renzo Mura, coordinatore nell’amministrazione regionale per la Funzione pubblica Cgil: «Già in passato con l’assessore Chessa abbiamo avuto qualche problema. Siamo stati i primi a chiederne le dimissioni quando si scagliò contro i dipendenti in smart working. Ora ripercorre la stessa strategia. Fa delle scelte, già criticate sul momento ma sulle quali non vogliamo entrare, e scarica sui lavoratori quando le cose vanno male. Siamo allibiti da questo suo modo di fare. Tra l’altro in quell’assessorato ci sono già delle grosse difficoltà. Diciamo che è un assessorato gestito in maniera anomala dal suo titolare. Per certi ruoli servirebbe personale maggiormente formato».

Si attendevano le bordate dell’opposizione che sono puntualmente arrivate. Progressisti e Leu chiedono le dimissioni dell’assessore Chessa. «Dopo l’ennesimo fallimento, l’assessore al turismo dovrebbe fare, finalmente, una cosa giusta: rassegnare le sue dimissioni - si legge in una nota del gruppo dei Progressisti -. Era tutto già scritto: quel sistema avrebbe premiato i più veloci e non i progetti migliori. Avrebbe esposto la Regione a ricorsi amministrativi dall'esito scontato. Avrebbe creato una situazione di instabilità e gravissimi problemi a tutti gli operatori».

I Progressisti accusano l’assesssore di non aver detto la verità, tra che su due aspetti: «È vero che l’assestamento di bilancio presentato la settimana scorsa era stato promesso dal presidente nel mese di marzo, e lui ci faceva affidamento per il nuovo bando». Ed è vero «che il click day non era la sua prima scelta. Quello che l’assessore si dimentica di dire è che la sua prima scelta fosse in realtà l’erogazione di quelle risorse ad associazioni selezionate con il solo criterio dell’amicizia personale».

Sulla stessa linea anche i consiglieri di Leu: «È imbarazzante che l'assessore al Turismo provi ogni qualvolta a scaricare i propri fallimenti sui dipendenti pubblici. La bocciatura del click day sui grandi eventi rischia di far fallire decine di associazioni che hanno già svolto le manifestazioni e, cosa ugualmente grave, mette a rischio anche il bando sulle associazioni sportive dilettantistiche che si basa sempre sugli stessi criteri dell'invio più veloce. Per tutte queste ragioni l’assessore Chessa dovrebbe rassegnare le dimissioni e lasciare il ruolo a politici più competenti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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