Agricoltura, troppi vuoti in assessorato
Via direttore generale, capo di gabinetto e alcuni funzionari. La denuncia di EpI
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CAGLIARI . L’attacco è frontale e arriva da uno degli alleati durante le ultime elezioni. Tore Piana, coordinatore regionale del movimento EpI Sardegna, che ha sostenuto la candidatura di Christian Solinas, spara ad alzo zero contro l’assessorato regionale all’Agricoltura: «Si è creata una situazione inverosimile, da mesi mancano il capo di gabinetto e direttore generale. Siamo basiti, amareggiati e increduli. Il primo – continua Piana – ha rassegnato le dimissioni da giugno mentre il direttore generale è in pensione dal 6 giugno ed è stato sostituito, per 90 giorni, dal dottor Gianni Ibba. Inoltre ad aggravare la situazione risulta che nel mese di giugno siano numerosi i funzionari che mancano all’attività dell’assessorato, perché con quota cento hanno maturato la pensione. Una situazione che soffre e anche lo staff dell’assessora. Una situazione gravissima che in questo periodo di emergenza, sia per colpa del covid sia per colpa degli incendi, delle cavallette, della blue tongue, della agalassia contagiosa non trova giustificazioni. Ad aggravare la situazione vi è inoltre il grave rallentamento, o meglio blocco della spendita dei 437 milioni, fermi nelle casse della Regione, che derivano dal Psr Sardegna 2021 e 2022, che tutti gli agricoltori sardi aspettano e che ancora, grazie alla lentezza della Regione, non sono spesi o impegnati. Fatto anche questo ingiustificabile – continua Tore Piana –. Negli ultimi 20 anni non avevo mai assistito a una situazione cosi disastrosa. Qualcuno dovrà assumersi le piene responsabilità di quello che sta accadendo. Le mie parole – aggiunge Piana – non devono essere assolutamente lette come un attacco fazioso ma come un appunto che possa contribuire ad apportare miglioramenti». Il coordinatore di EpI Sardegna, poi, si propone come soluzione: «Se fosse necessario e se la situazione non si dovesse sbloccare in tempi rapidi, mi metterò alla testa di un comitato di protesta per favorire lo sblocco dei finanziamenti e rendere efficiente l’assessorato regionale all’Agricoltura».
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