Ambulanze senza gasolio l’Ats ci mette una pezza
di Claudio Zoccheddu
Buoni carburante per i mezzi del 118 che ritornano in servizio dopo il blocco
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SASSARI. Il problema è risolto: tutti i mezzi del 118 possono rifornirsi senza problemi e possono dunque ritornare in servizio. Dopo il caso sollevato dalla Nuova Sardegna l’Ats ha impegnato poche ore a risolvere la questione delle schede per il carburante mancate al momento del passaggio tra la cooperativa sociale che gestiva, da anni, il servizio del 118 e l’Ats, subentrata alla coop il 15 agosto. Un passaggio che ha sofferto diverse difficoltà, probabilmente amplificate proprio dalla data di passaggio che ha coinciso con il break di Ferragosto. Nelle ricostruzioni filtrate da diverse aree della sanità sarda ci sono alcune discrepanze, come quelle sul numero delle vetture ferme o sull’effettiva durata del blocco, ma alla fine il disservizio dovrebbe essere diventato solo uno spiacevole ricordo.
La spiegazione dell’Ats. L’azienda che gestisce la sanità sarda ammette il problema ma annuncia di averlo risolto: «È così – spiega il commissario Massimo Temussi – e se non ci fosse stato qualche difetto di comunicazione si sarebbe risolto tutto nel giro di poche ore perché se è vero che le schede per il carburante non erano pronte è vero anche l’Ats che ha a disposizione i buoni carburante che, se richiesti, avrebbero potuto evitare ogni problema. Lo abbiamo fatto adesso, in attesa che arrivino le schede, molto simili a delle carte di credito, che ovviamente sono state ordinate per tempo». Nella ricostruzione del commissario di Ats il blocco del 118 è stato un problema limitato a “quattro vetture su cui turnano 22 autisti impegnati esclusivamente nell’area del Sassarese e non in tutta la Sardegna”. Le indiscrezioni iniziali erano diverse, con una parco automezzi congelato molto più vasto: tra le 30 e le 40 vetture tra cui diverse ambulanze medicalizzate e un’automedica, fondamentale per la maggiore maneggevolezza negli interventi urgenti e nelle missioni di controllo o supporto. Temussi, poi, sposta l’attenzione su quello che definisce “un servizio potenziato”: «Ci sono stati alcuni errori, è evidente dato che proprio il giorno del passaggio del servizio in capo ad Ats e l’assunzione di queste persone è arrivato un problema stupido e banale per le ambulanze, ma adesso il 118 può contare su duecento unità mediche nuove e su circa 120 precari che dopo dieci o quindici anni di incertezze sono stati assunti a tempo indeterminato, come chiedevano da tempo. Se questo problema, che si sarebbe potuto evitare davvero con pochi accorgimenti, è il prezzo da pagare per avere un servizio efficiente, allora il danno è limitato perché i mezzi sono rimasti fermi per pochissimo tempo». Il ritorno in servizio dell’intero parco auto del 118 dopo aver risolto il problema del carburante è comunque una buona notizia per la sanità sarda ma, soprattutto, per i territori di riferimento.
La spiegazione dell’Ats. L’azienda che gestisce la sanità sarda ammette il problema ma annuncia di averlo risolto: «È così – spiega il commissario Massimo Temussi – e se non ci fosse stato qualche difetto di comunicazione si sarebbe risolto tutto nel giro di poche ore perché se è vero che le schede per il carburante non erano pronte è vero anche l’Ats che ha a disposizione i buoni carburante che, se richiesti, avrebbero potuto evitare ogni problema. Lo abbiamo fatto adesso, in attesa che arrivino le schede, molto simili a delle carte di credito, che ovviamente sono state ordinate per tempo». Nella ricostruzione del commissario di Ats il blocco del 118 è stato un problema limitato a “quattro vetture su cui turnano 22 autisti impegnati esclusivamente nell’area del Sassarese e non in tutta la Sardegna”. Le indiscrezioni iniziali erano diverse, con una parco automezzi congelato molto più vasto: tra le 30 e le 40 vetture tra cui diverse ambulanze medicalizzate e un’automedica, fondamentale per la maggiore maneggevolezza negli interventi urgenti e nelle missioni di controllo o supporto. Temussi, poi, sposta l’attenzione su quello che definisce “un servizio potenziato”: «Ci sono stati alcuni errori, è evidente dato che proprio il giorno del passaggio del servizio in capo ad Ats e l’assunzione di queste persone è arrivato un problema stupido e banale per le ambulanze, ma adesso il 118 può contare su duecento unità mediche nuove e su circa 120 precari che dopo dieci o quindici anni di incertezze sono stati assunti a tempo indeterminato, come chiedevano da tempo. Se questo problema, che si sarebbe potuto evitare davvero con pochi accorgimenti, è il prezzo da pagare per avere un servizio efficiente, allora il danno è limitato perché i mezzi sono rimasti fermi per pochissimo tempo». Il ritorno in servizio dell’intero parco auto del 118 dopo aver risolto il problema del carburante è comunque una buona notizia per la sanità sarda ma, soprattutto, per i territori di riferimento.
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