Covid, nessuna delle vittime aveva le 2 dosi di vaccino
di Antonello Palmas
Temussi: «Nell’estate 2021 si muore ancora per il virus se non immunizzati»
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SASSARI. I decessi per Covid delle ultime settimane? «Tutte persone che per qualche motivo non avevano completato il ciclo vaccinale»: quanto afferma Massimo Temussi, commissario straordinario dell’Ats, è la riprova (l’ennesima) dell’efficacia della campagna di immunizzazione, che evita alle persone che dovessero incappare nel virus Sars-Cov2 di affrontare gli effetti gravi della malattia e quindi di finire in terapia intensiva, o peggio. Temussi non ha dubbi: tra tutte le vittime di questa nuova ondata della pandemia nell’isola non si hanno notizie di persone che avessero fatto la doppia dose oppure la monodose. Possibile? Eppure molti dei morti sardi da Covid, il cui numero è cresciuto ulteriormente negli ultimi giorni, erano 80-90enni: anche loro non vaccinati, nonostante quella fascia di età sia stata la prima a essere presa in considerazione? Proprio così, e anche i “giovani” (40-50enni) che hanno perso la battaglia con la temibile malattia «peraltro senza avere altre patologie», spiega Massimo Temussi: «Scrivetelo – dice –, è chiaro che nell’estate del 2021 si può ancora morire di Covid se non immunizzati».
Altre 4 vittime. La Sardegna è ancora sopra i 400 nuovi casi di positività e nell’isola si registrano anche altri quattro decessi. I quattro morti sono due donne di 75 e 82 anni residenti nella Città Metropolitana di Cagliari, una donna di 68 residente nella Provincia di Nuoro e un uomo di 66 nella Provincia di Sassari, ma non residente. Ieri i contagi da Sars-Cov2 sono stati 451 (32 in più del giorno prima), accertati con 5.071 fra tamponi molecolari e test antigenici, dato che porta il tasso di positività all'8,8 per cento. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva salgono a 20 (+2 rispetto al dato di ieri), mentre quelli in area medica a 175 (+10 rispetto al dato di ieri). Sono 7.281 sono i casi di isolamento domiciliare (+82 rispetto al dato di mercoledì).
Pericolo giallo. Oggi è prevista la riunione della Cabina di regia nazionale per decidere le sorti delle varie regioni circa un eventuale retrocessione in zona gialla, ma secondo indiscrezioni e basandosi sugli ultimi aggiornamenti dei dati forniti da Agenas sembra probabile che nessuna possa essere retrocessa in questa fase, nemmeno la Sicilia in cui c’è la situazione più critica. Ancora più sicurea della zona bianca è la Sardegna, anche se si mantiene alto il numero dei casi per 100mila abitanti, 147,9 tra il 9 e il 15 agosto e 55,9 (quindi oltre la soglia dei 50 casi che delimita la fascia bianca) tra il 16 e il 18 agosto.
Da tenere però presente che in questo momento nell’isola l’estate ha portato a un raddoppio delle presenze, anche se la stragrande maggioranza dei casi riguarda pazienti locali e quest’anno non tiene la polemica del “turista untore” cavalcata spesso da chi non vuole ammettere le leggerezze commesse.
Problema ricoveri. L’attenzione però è puntata sui ricoveri. Ancora sotto la soglia invece i dati dei ricoveri nell’isola, che tocca il 10% (+1%) nelle terapie intensive e l'11% (+1%) nei reparti non intensivi. Le soglie massime previste sono rispettivamente quelle del 10% e del 15%, quindi nelle terapie intensive l’isola ha toccato ieri il limite, mentre nelle non intensive c’è ancora un margine.
«Il problema della pressione dei ricoverati nei reparti è concentrato per l'80% nel sud Sardegna – spiega Temussi – mentre è meno evidente nel nord dell'isola dove sono operativi attualmente un unico Dea (Dipartimento di emergenza ed accettazione, ndc) di secondo livello al Santissima Annunziata di Sassari e un reparto di degenza ordinaria al Mater Olbia con 20 posti, più fino a 8 posti attivabili in terapia intensiva».
Polemica sui dati. C’è però chi, come hanno fatto ieri i consiglieri regionali del gruppo dei Progressisti, mette in dubbio la veridicità dei dati dei ricoveri dopo aver appreso del caos nei pronto soccorso: «Nel computo dei pazienti ricoverati per Covid si contano solo i numeri di quelli ospitati in reparto – chiedono – o anche i pazienti che per ragioni di spazio sono ricoverati negli Obi (Osservazione breve intensiva, ndc) e nei pronto soccorso, in alcuni casi da giorni? E non si tratta di cifre trascurabili, se si pensa che nel solo pronto soccorso del Santissima Trinità di Cagliari sono 26 i pazienti ricoverati e curati per Covid, cinque dei quali ospitati dal giorno di ferragosto (ma l’assessore Mario Nieddu smentisce: «Erano tre», ndc). Questi numeri rientrano o no tra i numeri comunicati a Roma?». I Prog ricordano infatti che «quella dei dati “edulcorati” è una situazione che si è già verificata nei mesi scorsi in altre regioni, su tutte la Sicilia, con gli sviluppi anche giudiziari noti a tutti». E chiedono l’audizione immediata in commissione di sindacati e Ats. In merito però Temussi rassicura: i casi di contagio accertati tra coloro che si presentano in pronto soccorso pur con un’altra patologia vengono immediatamente inseriti nel sistema e quindi risultano nel numero totale. I dati a disposizione insomma sono quelli effettivi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Altre 4 vittime. La Sardegna è ancora sopra i 400 nuovi casi di positività e nell’isola si registrano anche altri quattro decessi. I quattro morti sono due donne di 75 e 82 anni residenti nella Città Metropolitana di Cagliari, una donna di 68 residente nella Provincia di Nuoro e un uomo di 66 nella Provincia di Sassari, ma non residente. Ieri i contagi da Sars-Cov2 sono stati 451 (32 in più del giorno prima), accertati con 5.071 fra tamponi molecolari e test antigenici, dato che porta il tasso di positività all'8,8 per cento. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva salgono a 20 (+2 rispetto al dato di ieri), mentre quelli in area medica a 175 (+10 rispetto al dato di ieri). Sono 7.281 sono i casi di isolamento domiciliare (+82 rispetto al dato di mercoledì).
Pericolo giallo. Oggi è prevista la riunione della Cabina di regia nazionale per decidere le sorti delle varie regioni circa un eventuale retrocessione in zona gialla, ma secondo indiscrezioni e basandosi sugli ultimi aggiornamenti dei dati forniti da Agenas sembra probabile che nessuna possa essere retrocessa in questa fase, nemmeno la Sicilia in cui c’è la situazione più critica. Ancora più sicurea della zona bianca è la Sardegna, anche se si mantiene alto il numero dei casi per 100mila abitanti, 147,9 tra il 9 e il 15 agosto e 55,9 (quindi oltre la soglia dei 50 casi che delimita la fascia bianca) tra il 16 e il 18 agosto.
Da tenere però presente che in questo momento nell’isola l’estate ha portato a un raddoppio delle presenze, anche se la stragrande maggioranza dei casi riguarda pazienti locali e quest’anno non tiene la polemica del “turista untore” cavalcata spesso da chi non vuole ammettere le leggerezze commesse.
Problema ricoveri. L’attenzione però è puntata sui ricoveri. Ancora sotto la soglia invece i dati dei ricoveri nell’isola, che tocca il 10% (+1%) nelle terapie intensive e l'11% (+1%) nei reparti non intensivi. Le soglie massime previste sono rispettivamente quelle del 10% e del 15%, quindi nelle terapie intensive l’isola ha toccato ieri il limite, mentre nelle non intensive c’è ancora un margine.
«Il problema della pressione dei ricoverati nei reparti è concentrato per l'80% nel sud Sardegna – spiega Temussi – mentre è meno evidente nel nord dell'isola dove sono operativi attualmente un unico Dea (Dipartimento di emergenza ed accettazione, ndc) di secondo livello al Santissima Annunziata di Sassari e un reparto di degenza ordinaria al Mater Olbia con 20 posti, più fino a 8 posti attivabili in terapia intensiva».
Polemica sui dati. C’è però chi, come hanno fatto ieri i consiglieri regionali del gruppo dei Progressisti, mette in dubbio la veridicità dei dati dei ricoveri dopo aver appreso del caos nei pronto soccorso: «Nel computo dei pazienti ricoverati per Covid si contano solo i numeri di quelli ospitati in reparto – chiedono – o anche i pazienti che per ragioni di spazio sono ricoverati negli Obi (Osservazione breve intensiva, ndc) e nei pronto soccorso, in alcuni casi da giorni? E non si tratta di cifre trascurabili, se si pensa che nel solo pronto soccorso del Santissima Trinità di Cagliari sono 26 i pazienti ricoverati e curati per Covid, cinque dei quali ospitati dal giorno di ferragosto (ma l’assessore Mario Nieddu smentisce: «Erano tre», ndc). Questi numeri rientrano o no tra i numeri comunicati a Roma?». I Prog ricordano infatti che «quella dei dati “edulcorati” è una situazione che si è già verificata nei mesi scorsi in altre regioni, su tutte la Sicilia, con gli sviluppi anche giudiziari noti a tutti». E chiedono l’audizione immediata in commissione di sindacati e Ats. In merito però Temussi rassicura: i casi di contagio accertati tra coloro che si presentano in pronto soccorso pur con un’altra patologia vengono immediatamente inseriti nel sistema e quindi risultano nel numero totale. I dati a disposizione insomma sono quelli effettivi.
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