La Nuova Sardegna

«Sui fondi Psr decide la Ue Stufa di attacchi continui»

di Salvatore Santoni
«Sui fondi Psr decide la Ue Stufa di attacchi continui»

L’assessora regionale si difende dalle critiche (anche degli alleati): «Querelo»

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SASSARI. «È una marea di fesserie e non capisco dove si voglia arrivare con questo modo di fare». L’assessora all’Agricoltura, Gabriella Murgia, rispedisce al mittente l’attacco arrivato nei giorni scorsi da uno degli alleati alle ultime elezioni, Tore Piana e il suo movimento Energie per l’Italia, che prima ha parlato di una situazione talmente disastrosa nell’assessorato da non avere precedenti negli ultimi vent’anni e poi ha minacciato di mettere in piedi lui stesso un comitato di protesta per renderlo più efficiente.

Il Psr. L’attacco di EpI non è andato giù all’assessora soprattutto su un punto: i fondi del Piano di sviluppo rurale (Psr). Si parla di 437 milioni di euro che, secondo i detrattori dell’assessorato, sarebbero bloccati. «Il decreto per la ripartizione delle risorse – riprende l’assessora – è arrivato il primo di luglio, abbiamo anche deliberato in giunta, aperto e chiuso il comitato di sorveglianza, ascoltato le richieste delle associazioni».

Serve la Ue. E quindi che fine hanno fatto questi soldi? «Stiamo semplicemente aspettando che la commissione europea certifichi questa riprogrammazione – dice ancora l’assessora –. Sono loro a doverci dare il via libera, noi abbiamo fatto la nostra parte. L’iter è andato avanti spedito, lavorandoci anche 20 ore al giorno pur di inviarlo prima della chiusura estiva. E abbiamo dovuto gestire anche altre emergenze in contemporanea col lavoro ordinario. Una tra tutte, quella degli incendi. Non ci siamo fermati un attimo».

In assessorato. La narrazione dei critici racconta anche di un ambiente impoverito di figure professionali, che a malapena si regge in piedi. Con addirittura le figure chiave che abbandonano la nave alla deriva. Ma anche sull’organizzazione della macchina burocratica, l’assessora rispedisce le critiche al mittente. «Prima di tutto – riprende Murgia – il mio capo di gabinetto è andato a scadenza naturale di mandato e quindi non si è dimesso. Abbiamo deciso non rinnovare di comune accordo, per motivi che non vanno di certo spiattellate pubblicamente. E stiamo valutando i curricula di diversi professionisti per sostituirlo. E non deve dirmi Piana come devo gestire l’assessorato».

Al vertice. L’altro punto di scontro riguarda la posizione del direttore generale dell’assessorato, attualmente coperto con un contratto a 90 giorni. «Il direttore generale Ibba ha un incarico a tempo ma svolge pienamente le sue funzioni – precisa Gabriella Murgia – e ha competenze specifiche in materia, è un agronomo, già direttore di Argea, e quindi la persona più indicata per svolgere quel ruolo. Non capisco quale sia il problema, non si è bloccato assolutamente nulla. Il lavoro degli uffici va avanti. Il predecessore è andato in prepensionamento e abbiamo già in corso la manifestazione di interesse di tutti i direttori generali. Valuteremo il sostituto, per ora c’è Ibba e non è escluso che rimanga lui stesso».

Nervi tesi. Le cannonate sono arrivate sull’assessorato proprio la settimana in cui la Regione è chiusa per ferie. «Sono sotto attacco mediatico da ogni parte – riprende ancora l’assessora –. Lo sanno anche i muri che la settimana di Ferragosto la Regione è chiusa: gli uffici, il protocollo, è tutto fermo fino al 23. Anche i sindaci che ieri sono andati davanti a Villa Devoto a protestare, lo sapevano benissimo che non avrebbero trovato nessuno».

L’assedio. L’esponente della Giunta Solinas non nasconde l’irritazione per essere finita – ma non è sola, c’è anche il resto dell’esecutivo – nel bel mezzo di una bufera. O meglio, al centro di un mirino. «Bisogna rendersi conto – aggiunge – che questa è una legislatura eccezionale, segnata da una pandemia mondiale e durante la quale è capitato di tutto in termini di calamità naturali: alluvioni, gelate, la lingua blu c’è sempre stata, e poi siccità, i cinghiali. Non si può pensare di scaricare cosi sulla Giunta tutte le disgrazie che accadono». «Ora basta davvero – conclude Gabriella Murgia – ho già sentito l’avvocato e ho deciso che lunedì querelo Tore Piana. Sono stufa di dovere assistere a questi attacchi carichi di falsità e dover anche subire il danno di immagine che ne consegue».

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