La Nuova Sardegna

«Assassinato per voglia di soldi»

di Davide Pinna
«Assassinato per voglia di soldi»

L’accusa del parroco don Silvio ai funerali dell’ex maresciallo

2 MINUTI DI LETTURA





ARBOREA. Si interrompe un attimo per trattenere la commozione, il parroco di Arborea don Silvio Foddis, mentre legge il brano evangelico scelto per il funerale dell'ex maresciallo maggiore dell'esercito Paolo Fonsatti. Sono poche righe del vangelo di Giovanni, in cui l'evangelista racconta che Gesù sapeva che qualcuno dei suoi lo avrebbe tradito e per questo afferma: «Nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre mio». Fra le centinaia di persone che occupano il sagrato della chiesa del Santissimo Rendentore per le esequie, il pensiero deve essere andato immediatamente al destino di Paolo Fonsatti, tradito da chi credeva amico. Al gesto del nipote che poche ore prima aveva confessato l'omicidio, don Silvio Foddis dedica nel corso dell'omelia parole dure: «Paolo è stato ucciso da una mano determinata a raggiungere i propri scopi a qualsiasi costo, per una motivazione precisa: voglia di soldi, non per soddisfare bisogni primari, ma per assecondare i propri vizi e capricci». Erano amici, il sacerdote e l'ex maresciallo, uno dei più attivi partecipanti della vita parrocchiale della città della bonifica. Il salesiano non pronuncia la parola perdono: «Potremmo chinare il capo e lasciarci sopraffare, potremmo aprire il cuore al sentimento di vendetta, possiamo certamente invocare una giustizia celere e accurata, e l'operato delle forze dell'ordine è sotto i nostri occhi, ma tutto questo non ci restituirà Paolo, che è sempre rimasto fuori dai riflettori, ma le cui azioni in aiuto dei più deboli sono concrete». Poco dopo invita tutti a pregare per Renato Fonsatti: «Dobbiamo farlo anche per chi ha causato questa morte, affinché scopra la via del pentimento». È lui, insieme al vescovo di Alghero-Bosa Mauro Maria Morfino, a dar voce ad una comunità affranta, con il ricordo di Fonsatti. In prima fila le autorità civili con la sindaca Manuela Pintus in fascia tricolore e il comandante della stazione dei Carabinieri Mike Scannella. In piedi accanto a loro, gli amici di Paolo Fonsatti dell'Associazione Nazionale Reduci e Combattenti, con gli stendardi e in uniforme da alpini e bersaglieri. Il vescovo Morfino, anche lui di Arborea, si incarica dell'ultimo ricordo: «Paolo ci lascia un messaggio cifrato e discreto, quello di una prossimità affettuosa e rispettosa delle persone più fragili». A quel punto una tromba intona il Silenzio, e il comandante si mette sull'attenti di fronte alla bara. Appena spenti gli ultimi squilli di tromba, la folla dedica alla memoria di Fonsatti un lungo applauso. L'ex maresciallo è pronto all'ultimo viaggio, salutato dalle parole di don Silvio Foddis: «La migliore risposta che possiamo dare a questa vita donata è chiederci cosa possiamo fare di ciò che faceva lui, come possiamo renderci utili alla comunità».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative