La Nuova Sardegna

«Il reclutamento centralizzato non funziona»

«Il reclutamento centralizzato non funziona»

La protesta dei sindacati: «Continui esodi di infermieri per la scriteriata gestione delle graduatorie»

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Le barelle parcheggiate nei corridoi dei reparti sono una costante delle medicine. Il fenomeno del sovraffollamento delle corsie ospedaliere è storico: i tagli dei posti letto perpetrati negli anni stanno presentando uno scontrino salato, reso ancor più pesante dalle criticità della pandemia.

I sindacati continuano a ricevere lamentele e segnalazioni dal personale, soprattutto da infermieri e oss costretti a lavorare a ritmi insostenibili. Si parla di situazione esplosiva.

«Va sottolineato che la Aou di Sassari oggi è l’unico ospedale che sul territorio del nord ovest sta fronteggiando non solo i bisogni di salute ordinari, ma anche i casi da coronavirus – spiegano i coordinatori delle Professioni Sanitarie Cisl Fp Gianmario Sardu e Davide Ruzzu – accade pertanto che gli accessi crescono, poiché, come è noto, le strutture territoriali sono carenti o per certi versi incapaci di fare la propria parte. Malattie Infettive, ad esempio, deve accollarsi quasi da sola le cure ai pazienti covid da Nuoro ad Olbia. Le lunghe attese al pronto soccorso, il sovraffollamento delle corsie e l’eccessiva permanenza in barella, così come gli “appoggi”, continuano a rappresentare il vero male del sistema». Accade così che in Medicina con 28 posti letto occupati ed una media di 8/10 barelle al giorno, per cui con un totale di circa 38 pazienti, ci sono due infermieri e due oss in turno e il “giro letti” (tradotto: igiene personale dei pazienti allettati) termina anche alle 13. Il personale che opera di notte è anche inferiore. «L’iniziativa della direzione aziendale della Aou di trasferire i pazienti a Bosa non può che trovarci d’accordo, tuttavia si auspica che questa misura non sia una soluzione “tampone”, ma un inizio di una vera integrazione tra ospedale e territorio, poiché non vorremo che da qui a qualche giorno l’odioso fenomeno del ricorso all’utilizzo delle barelle in sostituzione dei posti letto si ripresenti, come del resto è già successo».

E proseguono: «La cronica carenza di personale e la totale assenza di una programmazione assunzionale è un ulteriore fattore di forte criticità, che impedisce alle direzioni strategiche delle aziende sanitarie di reclutare il personale necessario per garantire un’adeguata assistenza. Il sistema del reclutamento centralizzato su Cagliari sta generando continui esodi di infermieri tra un’azienda e l’altra proprio a causa dei criteri “scriteriati” di gestione delle graduatorie. Solo per citare alcuni esempi: nel breve periodo il pronto soccorso di Sassari potrebbe perdere 13 infermieri interinali reclutati dall’Ats; analogamente, seppur con numeri più dimensionati, anche le unità operative di Medicina, Rianimazione, Malattie infettive e tante altre potrebbero perdere unità di personale. Risorse preziosissime per garantire la copertura dei turni di servizio e la continuità delle prestazioni infermieristiche ed assistenziali».(lu.so.)



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative