Stintino, disposti a fatica e sacrifici per avere un posto alla Pelosa
Una giornata con i turisti che hanno prenotato mesi fa una giornata in spiaggia. Chi non ha trovato posto attende il via libera che scatta ogni giorno alle 18
STINTINO. Nelle fotografie scattate dai satelliti la Sardegna appare in tutto il suo splendore con le coste circondate da un bordino azzurro, proprio come il mare che la bagna. Ma se la stessa immagine si stringe sul nord ovest dell’isola, il minuscolo specchio d’acqua che separa Stintino dall’Asinara cambia colore e diventa di un celeste inconfondibile. È lo stesso luogo che anche visto dalla strada litoranea toglie letteralmente il fiato quando superi la collinetta di Cala Lupo e all’improvviso ti si spalanca davanti agli occhi la spiaggia della Pelosa. Ed è per trascorrere qualche ora di sole in questo paradiso naturale che ogni giorno migliaia di persone di tutto il mondo sono disposte a pagare e a fare sacrifici incredibili: se infatti sino a due anni fa l’arenile incantevole veniva preso d’assalto da almeno settemila bagnanti, adesso un’opportuna ordinanza del sindaco finalizzata alla tutela dell’ambiente prevede al massimo 1.500 presenze, non una di più. Per acquistare il ticket d’ingresso (3,50 euro) è necessario accedere al portale web dedicato e prenotare con largo anticipo (per intendersi, sino a settembre è già tutto sold out). Se poi si trova posto, il biglietto arriva via email con un codice Qr da presentare a uno dei varchi presidiati dalla cooperativa Vosma. Ma prima bisogna avere la fortuna di trovare un parcheggio (2,50 euro all’ora) e acquistare per 5 euro una stuoia da mettere sotto il telo da mare, in modo da non portar via neanche granello di sabbia. Un tour de force degno di una campionessa olimpica come la maratoneta Antonella Palmisano, medaglia d’oro a Tokio, avvistata proprio ieri su quel lido.
Valentina e Gessica, due trentenni abruzzesi, arrivano sorridenti ai controlli con in mano il loro lasciapassare per la spiaggia più bella del Mediterraneo. Lo sguardo è quello di un bambino che sta per salire sulla giostra. «Erano anni che aspettavamo questo momento – ammettono – e realizzare il sogno non è stato facile. Il mese scorso, prima ancora di fare il biglietto della nave e di cercare un alloggio, abbiamo verificato che ci fosse posto alla Pelosa. E l’abbiamo trovato per domenica 22 agosto. Sì – concludono – si può tranquillamente dire che il nostro viaggio in Sardegna è ruotato tutto intorno a questa data e adesso non vediamo l’ora di farci un bel tuffo».
Il numero chiuso, comunque, è in vigore sino alle 18. Così Roberta (Parma), insieme con Rita e Jolanda (Milano), non avendo trovato il biglietto, decidono di passare parte della loro “domenica bestiale” nella vicina spiaggia delle Saline, che – sia ben chiaro – non può certo considerarsi un ripiego per sfigati, anzi. Ma appena scatterà l’Ora X saranno in prima fila per entrare alla Pelosa. «Per coronare questo desiderio – raccontano – ci siamo svegliate all’alba e siamo partite da Alghero. Ce la faremo, non possiamo tornare a casa senza aver fatto il bagno in quell’acqua meravigliosa».
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