Il virus dilaga al sud e l’isola va verso il giallo

I cinque Comuni con l’incidenza maggiore nell’area metropolitana di Cagliari

SASSARI. Un contagio dopo l’altro, un ricovero che si somma a quello del giorno prima: a piccoli passi, ma continui, la Sardegna si avvicina pericolosamente alla zona gialla. E lo fatta sotto un effetto trascinamento che parte dal sud della regione, ma che si sta estendendo anche verso nord. Ieri 311 nuovi casi, di cui 139 nell'area metropolitana di Cagliari, 55 nel sud Sardegna, 41 a Oristano, 20 in provincia di Sassari, 56 in quella di Nuoro. Il tutto sulla base di 2.446 test, il cha fa balzare l’indice di positività oltre il 12 per cento. Le brutte notizie non sono però finite: crescono i ricoveri: uno in più in terapia intensiva (in tutto sono 22) e quattro in più in area medica 197. Le persone in isolamento domiciliare sono in tutto 7.674.

E ancora: ci sono altri tre morti. Si tratta un uomo di 61 anni residente nella città metropolitana di Cagliari, un 81enne di Cabras e una donna di 61 anni della provincia del Sud Sardegna. A Cabras ieri c’è stato anche un altro decesso che probabilmente figurerà nel bollettino ufficiale di domani.

Si corre ai ripari. L'Ats cerca di correre ai ripari e recupera altri 16 posti dal reparto di Cardiologia del Santissima Trinità di Cagliari. «Un dato confortante è che si sta allentando la pressione con una netta diminuzione sugli accessi al Pronto soccorso» ha detto Massimo Temussi, commissario straordinario dell'Ares-Ats.

Il dato fornito da Temussi all’Ansa è diverso da quello del bollettino ufficiale della Regione. Il commissario dell’Ats parla di «210 posti letto occupati ma non si deve superare quota 240. E la zona gialla dipenderà dal saldo tra nuovi accessi e dimissioni. Un po’ di margine c'è, perché bisogna mettere nel conto anche le persone che ogni giorno lasciano gli ospedali».

Altri 29 posti letto sono stati recuperati dall'Aou di Sassari, mentre è lotta contro il tempo per la terapia intensiva nonostante il recupero di 12 posti al Binaghi più otto al Santissima Trinità, entrambi a Cagliari. «Stiamo fronteggiando l'emergenza cercando di trovare ogni giorno nuove soluzioni», dice ancora Temussi.

Rischio giallo. Con le terapie intensive ormai all’11 per cento di occupazione (il limite è 10 per cento) e con l’area medica occupata al 12 per cento (il limite è 15) lo spettro della zona gialla ora si fa più concreto. Non si tratterebbe di misure rigidissime come accadeva nella vecchia zona gialla: le novità più importanti sarebbero l’obbligo dell'uso delle mascherine anche all'aperto el numero massimo di 4 persone ai tavoli di ristoranti e pizzerie.

Il sud nella bufera. La mappa del contagio è chiara: l’analisi dell’epidemia nei Comuni sardi fatta dall’Ats dice chiaramente che il virus si sta diffondendo maggiormente nella parte meridionale dell’isola. Se si prendono in considerazione solo i centri con più di 10mila abitanti, i primi 12 della graduatoria sono tutti collocati a sud. In testa c’è Sinnai con 226 positivi sul 17.664 abitanti, Seguono Sestu, Quartu, Selargius, Monserrato, Cagliari, Assemini, Quartucciu, Villacidro, Capoterra, Guspini e Carbonia. Per trovare un comune del nord dell’isola bisogna arrivare al 13° posto dove si trova Arzachena con 42 contagi su 13.815 abitanti.

I cinque Comuni con l’incidenza maggiore sono tutti nell’area metropolitana di Cagliari.

Se si considerano invece anche i centri più piccoli, al 18 agosto il Comune con l’incidenza maggiore era Esporlatu (8 casi su 380 abitanti) seguito da Villanovafranca, Goni, Orroli, Sadali, Pompu, Burcei, Buggerru, Dolianova, Gonnosfanadiga, Maracalagonis, Bessude, Silius, Sinnai e Monastir. Anche in questo caso si vede chiaramente una prevalenza dei centri del sud Sardegna.

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