«Trasporti, energia, infrastrutture e una compagnia aerea per l’isola»
Il presidente del Consiglio al telefono per 10 minuti con il governatore della Regione «Nei prossimi giorni un dossier a Roma: le nostre istanze entrino nelle priorità del Governo»
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SASSARI. In questi casi si parla di solito di “confronto franco e cordiale”. Stavolta l’annuncio del colloquio telefonico tra il presidente del Consiglio, Mario Draghi, e il presidente della Regione, Christian Solinas, ha evitato la formula più abusata. Anche perché non si è trattata di una pura cortesia istituzionale: la telefonata ha avuto soprattutto un carattere operativo. «Dieci minuti, senza fronzoli», ha detto il presidente Solinas.
Dieci minuti durante i quali si è parlato essenzialmente di tre temi: trasporti, infrastrutture, energia. E dalla parte sui trasporti è venuta fuori la novità più interessante: riprende corpo l’ipotesi di una compagnia aerea regionale. O qualcosa di molto simile.
«Si potrebbero utilizzare parte degli aerei che verranno dismessi da Alitalia», dice il presidente della Regione. Per creare una compagnia regionale? «Per creare una compagnia per la continuità territoriale - precisa Solinas -. Le ipotesi possono essere due. Una compagnia regionale di Ita, che abbia una compartecipazione della Regione, oppure il modello utilizzato in Corsica, con una compagnia regionale che abbia anche altre partecipazioni, che si occupi di assicurare le rotte in continuità territoriale. Su questo modello l’Europa non ha avuto nulla da ridire».
Un progetto complesso che avrebbe il pregio di riassorbire almeno una parte dei lavoratori ex Air Italy, ma che richiede un impegno politico ai più alti livelli: «È ovvio che questo progetto non può limitarsi a interlucuzioni tra Regione e Governo. Ci deve essere una condivisione tra Draghi e l’Ue. Anche perché se si è intervenuti su Alitalia, non si capisce perché i dipendenti di Air Italy debbano essere trattati come lavoratori di serie B. Sono lavoratori che hanno un know how importante, che ci consentirebbero di far funzionare la compagnia. Se non ce li fanno perdere».
Il colloquio con Draghi ha poi riguardato anche altri argomenti: «Ho chiesto che non ci si limiti a una interlocuzione con i singoli ministri, ma che venga aperto un vero e proprio “Dossier Sardegna” posto all’attenzione del presidente del Consiglio, con una serie di argomenti che entrano nelle priorità del Governo». Tra le emergenze c’è sicuramente l’energia: «Ho chiesto al presidente Draghi che ci sia una linea condivisa con lui. Sinora ci sono stati segnali contrastanti. Una volta si parla di dorsale del gas, una volta di un impegno totale sulle rinnovabili, un’altra dei depositi costieri. Noi dobbiamo essere in grado di dare risposte certe ai cittadini e alle imprese. Soprattutto le industrie ci chiedono se potranno contare su energia costante e a quale prezzo».
E sulla infrastrutture: «Non è possibile che la Sicilia abbia 9 miliardi senza nemmeno un progetto cantierabile e noi pochi interventi. Prima di procedere a realizzare linee secondarie in altre parti del paese, vogliamo dotare quest’isola almeno dell’essenziale, ovvero elettrificazione e doppio binario?»
Di fronte a questa serie di richieste, cosa ha risposto il presidente del Consiglio? «Il presidente Draghi si è detto convinto della necessità di collaborazione tra istituzioni. Mi è sembrato molto disponibile».
Ovviamente il consolidamento di un rapporto di collaborazione non potrà essere affidato al contenuto di una, seppur importante, telefonata: «Nei prossimi giorni preparerò un dossier da inviare al presidente – continua Solinas – che conterrà i dettagli di ciò di cui abbiamo parlato sui temi dei trasporti, dell’energia e delle infrastrutture. Parleremo anche dell’accordo tra Regione e Stato per la compensazione degli oneri sull’insularità».
Il colloquio telefonico tra Draghi e Solinas è stato facilitato dal leader della Lega, Matteo Salvini, che nei giorni scorsi era in Sardegna e che sabato si è incontrato col presidente Solinas prima di una manifestazione pubblica della Lega sul referendum sulla giustizia: «Salvini mi ha chiesto se poteva fare qualcosa in particolare per la Sardegna – rivela Solinas –. Gli ho risposto che sarebbe stato utile aprire un contatto diretto con il presidente del Consiglio».
La telefonata c’è stata: ora bisogna attendere che dalle parole si passi agli atti concreti: «Il momento è estremamente favorevole – dice ancora il governatore – quasi come una congiunzione astrale irripetibile. Ci sono le risorse economiche e c’è la volontà di mandare avanti dei progetti». (r.pe.).
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Dieci minuti durante i quali si è parlato essenzialmente di tre temi: trasporti, infrastrutture, energia. E dalla parte sui trasporti è venuta fuori la novità più interessante: riprende corpo l’ipotesi di una compagnia aerea regionale. O qualcosa di molto simile.
«Si potrebbero utilizzare parte degli aerei che verranno dismessi da Alitalia», dice il presidente della Regione. Per creare una compagnia regionale? «Per creare una compagnia per la continuità territoriale - precisa Solinas -. Le ipotesi possono essere due. Una compagnia regionale di Ita, che abbia una compartecipazione della Regione, oppure il modello utilizzato in Corsica, con una compagnia regionale che abbia anche altre partecipazioni, che si occupi di assicurare le rotte in continuità territoriale. Su questo modello l’Europa non ha avuto nulla da ridire».
Un progetto complesso che avrebbe il pregio di riassorbire almeno una parte dei lavoratori ex Air Italy, ma che richiede un impegno politico ai più alti livelli: «È ovvio che questo progetto non può limitarsi a interlucuzioni tra Regione e Governo. Ci deve essere una condivisione tra Draghi e l’Ue. Anche perché se si è intervenuti su Alitalia, non si capisce perché i dipendenti di Air Italy debbano essere trattati come lavoratori di serie B. Sono lavoratori che hanno un know how importante, che ci consentirebbero di far funzionare la compagnia. Se non ce li fanno perdere».
Il colloquio con Draghi ha poi riguardato anche altri argomenti: «Ho chiesto che non ci si limiti a una interlocuzione con i singoli ministri, ma che venga aperto un vero e proprio “Dossier Sardegna” posto all’attenzione del presidente del Consiglio, con una serie di argomenti che entrano nelle priorità del Governo». Tra le emergenze c’è sicuramente l’energia: «Ho chiesto al presidente Draghi che ci sia una linea condivisa con lui. Sinora ci sono stati segnali contrastanti. Una volta si parla di dorsale del gas, una volta di un impegno totale sulle rinnovabili, un’altra dei depositi costieri. Noi dobbiamo essere in grado di dare risposte certe ai cittadini e alle imprese. Soprattutto le industrie ci chiedono se potranno contare su energia costante e a quale prezzo».
E sulla infrastrutture: «Non è possibile che la Sicilia abbia 9 miliardi senza nemmeno un progetto cantierabile e noi pochi interventi. Prima di procedere a realizzare linee secondarie in altre parti del paese, vogliamo dotare quest’isola almeno dell’essenziale, ovvero elettrificazione e doppio binario?»
Di fronte a questa serie di richieste, cosa ha risposto il presidente del Consiglio? «Il presidente Draghi si è detto convinto della necessità di collaborazione tra istituzioni. Mi è sembrato molto disponibile».
Ovviamente il consolidamento di un rapporto di collaborazione non potrà essere affidato al contenuto di una, seppur importante, telefonata: «Nei prossimi giorni preparerò un dossier da inviare al presidente – continua Solinas – che conterrà i dettagli di ciò di cui abbiamo parlato sui temi dei trasporti, dell’energia e delle infrastrutture. Parleremo anche dell’accordo tra Regione e Stato per la compensazione degli oneri sull’insularità».
Il colloquio telefonico tra Draghi e Solinas è stato facilitato dal leader della Lega, Matteo Salvini, che nei giorni scorsi era in Sardegna e che sabato si è incontrato col presidente Solinas prima di una manifestazione pubblica della Lega sul referendum sulla giustizia: «Salvini mi ha chiesto se poteva fare qualcosa in particolare per la Sardegna – rivela Solinas –. Gli ho risposto che sarebbe stato utile aprire un contatto diretto con il presidente del Consiglio».
La telefonata c’è stata: ora bisogna attendere che dalle parole si passi agli atti concreti: «Il momento è estremamente favorevole – dice ancora il governatore – quasi come una congiunzione astrale irripetibile. Ci sono le risorse economiche e c’è la volontà di mandare avanti dei progetti». (r.pe.).
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