A Sassari ci si vaccina di più Cagliari e Sanluri in coda
di Roberto Petretto
Nell’Assl del capoluogo il 34 per cento non ha ricevuto neppure una dose
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SASSARI. Se esiste un legame diretto tra numero di vaccinati e diffusione del virus lo possono dire gli epidemiologi. A leggere i dati dell’Ats sulle vaccinazioni in Sardegna un elemento salta però all’occhio: le persone che per età possono sottoporsi all’immunizzazione (in Sardegna un milione 466mila) che risiedono nei territori dell’Assl di Cagliari e Sanluri sono state - almeno sino a pochi giorni dopo Ferragosto - quelle meno propense a farlo. Questo dato di fatto può essere la causa dell’attuale maggiore diffusione del virus proprio nelle zone dell’area metropolitana di Cagliari e del sud Sardegna? Il report dell’Azienda per la tutela della salute non si spinge a una conclusione di questo tipo, ma si limita a snocciolare i numeri. E quello che i numeri dicono è chiaro: «Buon livello di vaccinazione nel nord e nel centro Sardegna, in particolare nell’Assl di Sassari. Livello di vaccinazione più basso in particolare nelle Assl di Cagliari e Sanluri».
Il confronto. Al 18 agosto erano ancora 434.503 i sardi che non avevano ricevuto neppure una dose di vaccino. La fetta più grossa di questo 29,6 per cento di residenti nell’isola si trova nel territorio dell’Assl di Cagliari: poco più di 170mila. Ciò significa che nella zona di Cagliari il 34 per cento delle persone in età di vaccinazione sinora non si è sottoposto alla somministrazione. Nulla, neppure una dose. Rifiuto totale. Nell’Assl di Sanluri la situazione è leggermente migliore, ma veramente di poco (in termini percentuali, ovviamente). Qui i non vaccinati sono il 33,8 per cento, pari a 29.298 persone.
Oltre il 30 per cento di non vaccinati anche nell’Assl di Oristano (per l’esattezza 30,3), ovvero 43.251 persone. Carbonia è poco sotto, con il 29,7 e 33mila ancora sordi al richiamo dell’immunizzazione.
Sassari virtuosa. In genere il nord Sardegna sta rispondendo meglio all’appello: la zona di competenza dell’Assl di Sassari è quella con la percentuale minore di persone che ancora non hanno avuto almeno una dose di Pfizer, Moderna, AstraZeneca o Janssen: solo il 23,5 per cento, pari a 69.509 residenti “vaccinabili”. Bene anche Lanusei (26 per cento di non vaccinati, pari a 6.227) e Nuoro (26,6 pari a 36.357 persone). In posizione intermedia c’è Olbia che comunque è ampiamente sotto il 30 per cento: 27,8 con poco meno di 40mila persone ancora non immunizzate.
Prima dose. A questi numeri bisogna aggiungere quelli delle persone che hanno ricevuto la prima dose e che quindi, prevedibilmente, presto riceveranno anche la seconda. Qui il dato percentuale è abbastanza uniforme ovunque: in quasi tutte le Assl il dato di vaccinati con una dose è intorno al 14 per cento. Le eccezioni sono Carbonia (11,8), Lanusei (12,4) e Olbia (12,6).
Cosa fare adesso. L’Ats indica la linea per le prossime settimane: «Potenziare la campagna vaccinale nel sud Sardegna, in particolare aumentando gli slot su Cagliari e Sanluri, e completare la campagna nel centro-nord, ad esempio con riattivazione dei punti vaccinali mobili e progressiva chiusura degli hub». Gli over 60 possono accedere direttamente agli hub e scegliere il vaccino. «In prospettiva non lontana, se dovesse continuare la riduzione delle prenotazioni degli slot negli hub, si vaccinerà chiunque si dovesse presentare negli hub». Per garantire la conclusione dei cicli vaccinali, «si anticiperanno le seconde dosi».
In attesa della terza dose. I vaccini ci sono, quindi prenotarsi e ricevere le dosi ora non è per nulla complicato: «Le prenotazioni sono inferiori agli slot disponibili», dicono dall’Ats. Ma in attesa di capire cosa succederà in autunno con la terza dose (ormai chi ha ricevuto il vaccino tra i primi dovrebbe cominciare ad avere una minore copertura), si deve ripensare il sistema. «L’attivazione di grandi hub - si legge nella relazione dell’Ats - ha consentito, in pieno regime e in situazione di un numero sufficiente di vaccini, di somministrare sino a un massimo di oltre 116mila dosi a settimana».
Il confronto. Al 18 agosto erano ancora 434.503 i sardi che non avevano ricevuto neppure una dose di vaccino. La fetta più grossa di questo 29,6 per cento di residenti nell’isola si trova nel territorio dell’Assl di Cagliari: poco più di 170mila. Ciò significa che nella zona di Cagliari il 34 per cento delle persone in età di vaccinazione sinora non si è sottoposto alla somministrazione. Nulla, neppure una dose. Rifiuto totale. Nell’Assl di Sanluri la situazione è leggermente migliore, ma veramente di poco (in termini percentuali, ovviamente). Qui i non vaccinati sono il 33,8 per cento, pari a 29.298 persone.
Oltre il 30 per cento di non vaccinati anche nell’Assl di Oristano (per l’esattezza 30,3), ovvero 43.251 persone. Carbonia è poco sotto, con il 29,7 e 33mila ancora sordi al richiamo dell’immunizzazione.
Sassari virtuosa. In genere il nord Sardegna sta rispondendo meglio all’appello: la zona di competenza dell’Assl di Sassari è quella con la percentuale minore di persone che ancora non hanno avuto almeno una dose di Pfizer, Moderna, AstraZeneca o Janssen: solo il 23,5 per cento, pari a 69.509 residenti “vaccinabili”. Bene anche Lanusei (26 per cento di non vaccinati, pari a 6.227) e Nuoro (26,6 pari a 36.357 persone). In posizione intermedia c’è Olbia che comunque è ampiamente sotto il 30 per cento: 27,8 con poco meno di 40mila persone ancora non immunizzate.
Prima dose. A questi numeri bisogna aggiungere quelli delle persone che hanno ricevuto la prima dose e che quindi, prevedibilmente, presto riceveranno anche la seconda. Qui il dato percentuale è abbastanza uniforme ovunque: in quasi tutte le Assl il dato di vaccinati con una dose è intorno al 14 per cento. Le eccezioni sono Carbonia (11,8), Lanusei (12,4) e Olbia (12,6).
Cosa fare adesso. L’Ats indica la linea per le prossime settimane: «Potenziare la campagna vaccinale nel sud Sardegna, in particolare aumentando gli slot su Cagliari e Sanluri, e completare la campagna nel centro-nord, ad esempio con riattivazione dei punti vaccinali mobili e progressiva chiusura degli hub». Gli over 60 possono accedere direttamente agli hub e scegliere il vaccino. «In prospettiva non lontana, se dovesse continuare la riduzione delle prenotazioni degli slot negli hub, si vaccinerà chiunque si dovesse presentare negli hub». Per garantire la conclusione dei cicli vaccinali, «si anticiperanno le seconde dosi».
In attesa della terza dose. I vaccini ci sono, quindi prenotarsi e ricevere le dosi ora non è per nulla complicato: «Le prenotazioni sono inferiori agli slot disponibili», dicono dall’Ats. Ma in attesa di capire cosa succederà in autunno con la terza dose (ormai chi ha ricevuto il vaccino tra i primi dovrebbe cominciare ad avere una minore copertura), si deve ripensare il sistema. «L’attivazione di grandi hub - si legge nella relazione dell’Ats - ha consentito, in pieno regime e in situazione di un numero sufficiente di vaccini, di somministrare sino a un massimo di oltre 116mila dosi a settimana».
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