La Nuova Sardegna

«L’incidenza dei contagi falsata dal criterio errato»

di Roberto Petretto
«L’incidenza dei contagi falsata dal criterio errato»

L’Ats contesta il calcolo dell’Iss: «Bisogna considerare le presenze di turisti»

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SASSARI. In Sardegna il virus non corre, galoppa. Apparentemente senza ostacoli. A grandi falcate, sospinto da una variante delta che si diffonde come polvere in una giornata di vento, il contagio tocca sempre più persone. Anche ieri quasi 500 nuovi positivi e tre morti. Tra questi, oltre a un uomo di 92 anni della provincia di Sassari anche altri due, residenti nell’area metropolitana di Cagliari, decisamente più giovani: una delle vittime aveva 55 anni, l’altra 58. Nessuno dei due era vaccinato. Inoltre continuano ad aumentare i ricoveri: uno in più in area medica, due in terapia intensiva.

E la Sardegna è sempre più vicina alla zona gialla. Secondo i dati quotidiani di Agenas è salito infatti al 12 per cento (+1%) il tasso di occupazione delle terapie intensive mentre resta al 14% per l'area medica ma sempre vicina alla soglia massima del 15%.

La Sicilia è messa peggio con entrambi i parametri oltre i limiti previsti, con le terapie intensive che restano all'11% e le aree mediche che salgono al 20% (+1%).

Domani ci sarà la consueta valutazione settimanale della cabina di regia e se la Sardegna continuerà a mantenere la zona bianca sarà solo per poche decine di posti ancora liberi nelle terapie non intensive degli ospedali.

L’indicatore contestato. L’indicatore delle terapie intensive infatti è superato da giorni e mentre quello dell’incidenza dei contagi ogni 100mila abitanti è compromesso abbondantemente.

Anche se l’Ats contesta l’attendibilità di questo dato. «Il calcolo dell’incidenza proposta dall’Istituto superiore di sanità è viziato dal mancato calcolo delle presenze turistiche», si legge in un report dell’Azienda per la tutela della salute.

Un rilievo che viene spiegato così: «Nell’incidenza cumulata a sette giorni incidono tra i 250 e i 350 casi riferibili a non residenzti in Sardegna, a turisti. Appare evidente che nel calcolo dell’incidenza vada considerata l’enorme pressione turistica del mese di agosto in Sardegna».

Il criterio, quindi, secondo l’Ats, andrebbe rivisto per fornire un dato più attendibile sull’incidenza del contagio nell’isola. Le strade ipotizzate sono due: si potrebbero sottrarre dal conteggio del numeratore i casi settimanali riferibili ai non residenti. Ovvero dal numero dei nuovi casi in sette diviso il numero dei residenti in Sardegna per 100mila. Oppure

Aggiungere al calcolo della popolazione residente una stima delle presenze turistiche di non residenti nella settimana oggetto della valutazione. Secondo le stime della stessa Ats nella settimana dal 7 al 15 agosto in Sardegna c’erano almeno 500mila persone in più. Il conteggio sarebbe questo: numero di casi in sette giorni diviso il numero di resistendi in Sardegna sommato ai non residenti presenti nella settimana in oggetto per 100mila.

Con ciascuno di questi sistema l’incidenza ogni 100mila abitanti scenderebbe in modo consistente. Servirebbe a far scendere il parametro al di sotto del livello di guardia? in numeri di questi giorni sono veramente pessimi nulla lascia pensare che nei prossimi giorni possano scendere in modo consistente.

L’indice Rt puntuale. In questo balletto di cifre per ora poco rassicuranti, l’Ats riesce a vedere uno spiraglio: «I dati dell’Rt delle ultime settimane mostrano un calo dell’indice che, in assenza di lockdown, lascia intravvedere un possibile ruolo della campagna vaccinale e dei comportamenti adeguati di distanziamento e protezione. Questo valore induce ad un cauto ottimismo».

L’indice Rt, cresciuto costantemente dal 14 giugno,, ha raggiunto il picco a metà luglio (2,24), ma ha poi cominciato una discesa abbastanza decisa per arrivare a 1,09 dopo la prima settimana di agosto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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