La piccola Anita si è arresa I genitori donano gli organi
di Luca Fiori
È morta la bambina caduta lunedì dal balcone, inutili due interventi chirurgici
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SASSARI. Anita non ce l’ha fatta, si è arresa dopo aver lottato per quarantotto ore, mentre tutta Sassari tratteneva il fiato sperando in un miracolo. Si è infranta ieri pomeriggio nel reparto di Rianimazione del “Santissima Annunziata” la speranza che il cuoricino della bimba di due anni, caduta accidentalmente lunedì dopo pranzo dalla terrazza al secondo piano dell’appartamento di via Alghero, a Sassari, in cui vive la sua famiglia, potesse continuare a battere.
Troppo gravi le lesioni alla testa riportate nella caduta nel cortiletto interno della palazzina perché la piccola potesse riprendersi, come si era sperato subito dopo la tragedia. Ieri - seppure distrutti dal dolore più grande e innaturale che possa provare un genitore - il papà e la mamma di Anita hanno dato l’assenso ai medici dell’ospedale civile per il prelievo degli organi della loro piccola, al fine della donazione.
Grazie alla loro grandissima generosità e umanità altri bambini in attesa di intervento potranno essere salvati. Ieri pomeriggio quando i medici del reparto di Rianimazione hanno capito che non c’era più niente da fare, per la piccola paziente è iniziata la fase di accertamento di morte encefalica e contemporaneamente il “Nat” un test di biologia molecolare che precede la fase di prelievo degli organi.
Per due giorni i medici di Sassari avevano fatto tutto il possibile per cercare di salvarle la vita. Ma il suo corpicino purtroppo non ha risposto positivamente all’intervento neurochirurgico effettuato subito dopo l’incidente.
Dopo l’arrivo al pronto soccorso a bordo di un’ambulanza del 118 la bimba è entrata in sala operatoria per l’inserimento di una sonda che tenesse sotto controllo la pressione intracranica. Dopo qualche ora è ritornata sotto i ferri, ma neanche il secondo intervento, eseguito d’urgenza per tentare di ridurre l’edema cerebrale nella notte tra lunedì e martedì, quando la pressione continuava a salire nonostante la terapia cui era sottoposta, è servito a salvarla.
Solo al termine dell’accertamento della morte secondo i criteri cardiaci o neurologici, i medici dovranno valutare la possibilità di prelevare gli organi e i tessuti dal corpicino della bimba per poter eseguire i trapianti.
Solo a quel punto la Procura della Repubblica di Sassari, che ha aperto un’inchiesta per accertare eventuali responsabilità per quanto accaduto, deciderà se disporre l’esame autoptico o una ricognizione esterna sulla piccola salma, prima di restituirla ai familiari distrutti dal dolore. Proseguono intanto gli accertamenti da parte degli investigatori della squadra mobile della questura di Sassari, intervenuti nell’appartamento di via Alghero insieme agli agenti della squadra volante e agli esperti della Scientifica. Gli inquirenti stanno analizzando con cura le immagini e i rilievi effettuati dopo l’incidente per tentare di ricostruire le varie fasi della tragedia.
Mancavano pochi minuti alle 15 di lunedì quando i clienti del ristorante che si trova al pian terreno della palazzina di via Alghero hanno sentito le grida disperate dei genitori. In un attimo di distrazione dei familiari la piccola Anita ha raggiunto una verandina che si affaccia sul cortile interno del palazzo. In qualche modo - è quello che sta cercando di accertare la polizia - la bimba ha raggiunto la ringhiera ed era precipitata.
La macchina dei soccorsi si è messa immediatamente in moto. Uno dei clienti del ristorante, esperto di primo soccorso, ha eseguito le prime manovre di rianimazione in collegamento telefonico con la centrale operativa del 118. Pochi istanti dopo in via Alghero è arrivata un’ambulanza medicalizzata e la bimba è stata trasportata all’ospedale.
Intorno ai giovani genitori, si sono stretti da subito parenti e amici. Sassari ha fatto il tifo per la piccola Anita, pregando e sperando con tutto il cuore che ce la facesse. Ieri pomeriggio quando anche il cielo si è fatto improvvisamente scuro e si è sparsa la notizia della sua scomparsa la città ha pianto insieme a un papà e una mamma capaci - pur con la morte nel cuore - di regalare una speranza ad altri genitori, donando gli organi della loro bambina.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Troppo gravi le lesioni alla testa riportate nella caduta nel cortiletto interno della palazzina perché la piccola potesse riprendersi, come si era sperato subito dopo la tragedia. Ieri - seppure distrutti dal dolore più grande e innaturale che possa provare un genitore - il papà e la mamma di Anita hanno dato l’assenso ai medici dell’ospedale civile per il prelievo degli organi della loro piccola, al fine della donazione.
Grazie alla loro grandissima generosità e umanità altri bambini in attesa di intervento potranno essere salvati. Ieri pomeriggio quando i medici del reparto di Rianimazione hanno capito che non c’era più niente da fare, per la piccola paziente è iniziata la fase di accertamento di morte encefalica e contemporaneamente il “Nat” un test di biologia molecolare che precede la fase di prelievo degli organi.
Per due giorni i medici di Sassari avevano fatto tutto il possibile per cercare di salvarle la vita. Ma il suo corpicino purtroppo non ha risposto positivamente all’intervento neurochirurgico effettuato subito dopo l’incidente.
Dopo l’arrivo al pronto soccorso a bordo di un’ambulanza del 118 la bimba è entrata in sala operatoria per l’inserimento di una sonda che tenesse sotto controllo la pressione intracranica. Dopo qualche ora è ritornata sotto i ferri, ma neanche il secondo intervento, eseguito d’urgenza per tentare di ridurre l’edema cerebrale nella notte tra lunedì e martedì, quando la pressione continuava a salire nonostante la terapia cui era sottoposta, è servito a salvarla.
Solo al termine dell’accertamento della morte secondo i criteri cardiaci o neurologici, i medici dovranno valutare la possibilità di prelevare gli organi e i tessuti dal corpicino della bimba per poter eseguire i trapianti.
Solo a quel punto la Procura della Repubblica di Sassari, che ha aperto un’inchiesta per accertare eventuali responsabilità per quanto accaduto, deciderà se disporre l’esame autoptico o una ricognizione esterna sulla piccola salma, prima di restituirla ai familiari distrutti dal dolore. Proseguono intanto gli accertamenti da parte degli investigatori della squadra mobile della questura di Sassari, intervenuti nell’appartamento di via Alghero insieme agli agenti della squadra volante e agli esperti della Scientifica. Gli inquirenti stanno analizzando con cura le immagini e i rilievi effettuati dopo l’incidente per tentare di ricostruire le varie fasi della tragedia.
Mancavano pochi minuti alle 15 di lunedì quando i clienti del ristorante che si trova al pian terreno della palazzina di via Alghero hanno sentito le grida disperate dei genitori. In un attimo di distrazione dei familiari la piccola Anita ha raggiunto una verandina che si affaccia sul cortile interno del palazzo. In qualche modo - è quello che sta cercando di accertare la polizia - la bimba ha raggiunto la ringhiera ed era precipitata.
La macchina dei soccorsi si è messa immediatamente in moto. Uno dei clienti del ristorante, esperto di primo soccorso, ha eseguito le prime manovre di rianimazione in collegamento telefonico con la centrale operativa del 118. Pochi istanti dopo in via Alghero è arrivata un’ambulanza medicalizzata e la bimba è stata trasportata all’ospedale.
Intorno ai giovani genitori, si sono stretti da subito parenti e amici. Sassari ha fatto il tifo per la piccola Anita, pregando e sperando con tutto il cuore che ce la facesse. Ieri pomeriggio quando anche il cielo si è fatto improvvisamente scuro e si è sparsa la notizia della sua scomparsa la città ha pianto insieme a un papà e una mamma capaci - pur con la morte nel cuore - di regalare una speranza ad altri genitori, donando gli organi della loro bambina.
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