Tortolì abbraccia Paola: l’aiuteremo a ricominciare
La comunità pronta a sostenere la mamma del giovane morto per aver tentato di salvarla
TORTOLÌ. Un’intera comunità attende con ansia di potere riabbracciare Paola Piras e aiutarla nella sua nuova vita, dopo che un’assassino l’ha privata dell’amore di uno dei suoi tre figli e il destino si è portato via la scorsa settimana anche l’anziano padre. Lei stessa, in un post sul suo profilo Facebook, ha scritto: «Mi sto timidamente riaffacciando alla vita». impresa non facile per una donna che è rimasta 42 giorni in coma nell’ospedale di Lanusei, a causa delle 18 coltellate che le sono state inferte dal suo ex compagno Masih Shahid, ora rinchiuso nel carcere di Uta. In quella tragica alba dell’11 maggio Shahid ha ucciso anche il figlio ventenne di Paola, Mirko,che ha cercato di difenderla dalla furia assassina. La forza d’animo di Paola è dimostrata anche dal fatto che, sempre su Fb, ha messo il “mi piace”, a un articolo sulla recente tragedia della ragazza siciliana uccisa dall’ex fidanzato che aveva denunciato per stalking, e dove si fanno riflessioni sulle donne che denunciano e vengono lasciate sole dallo Stato. La comunità di Tortolì l’attende a braccia aperte, come emerso anche sui social, anche in seguito all’articolo sulla Nuova Sardegna.
A farsene portavoce è il sindaco Massimo Cannas, che ha seguito i primi due post della donna. «Per noi – afferma il primo cittadino di Tortolì-Arbatax – questi primi segnali di “ritorno alla vita” di Paola Piras sono molto importanti. In tutto questo periodo, pur essendo sempre stati vicini, abbiamo scelto il silenzio e il rispetto per lei e i suoi familiari. Ma ora, dopo i suoi primi post dal Mater Olbia, possiamo dire che tutta la comunità locale spera di poterla rivedere presto, per riabbracciarla e aiutarla nella sua vita futura».
Michela Iesu, consigliera che nell’esecutivo comunale ha la delega al Turismo, è d’accordo col sindaco: «Come quota rosa in maggioranza – dice – siamo sempre state vicine e sempre lo saremo, a Paola e a tutta la sua famiglia. La sensibilità di noi donne è ancora più forte quando si deve cercare di aiutare chi ha vissuto determinati drammi legati, ancora una volta, alla violenza di genere».
Monsignor Piero Crobeddu, parroco di Sant’Andrea, cui Paola Piras e la sua famiglia fanno capo, è felice per la donna. «Nella nostra comunità di fedeli – spiega – abbiamo sempre pregato per Paola e per il figlio Mirko. Ora che sta lentamente cercando di riaffacciarsi alla vita, grazie anche alla fede, noi le saremo sempre accanto. Sappiamo che non sarà un percorso facile, ma riuscirà a raggiungere questo traguardo. Da lassù l’aiuteranno, ne sono certo, anche Mirko e il padre Giancarlo».
Annalisa Lai, fin dalla fondazione, è presidente del Centro antiviolenza “Mai più violate” di Tortolì, e le tante battaglie contro la violenza di genere le porta avanti con grande decisione. «Non è semplice – precisa Lai – trovare le parole appropriate quando si è colpite da una tragedia. Si può avere la sensazione di apparire inadeguate, di non riuscire ad esprimere vicinanza e allo stesso tempo preservare il rispetto per il dolore di chi ne è direttamente colpita. Vi è però una condizione che talvolta non contempliamo: quella del silenzio. Un silenzio che non è distacco, insensibilità, ma è la volontà, attraverso il riserbo, di partecipare a quel dolore con attenzione e ascolto». Per poi proseguire: «Oggi vogliamo tentare di esprimere una piccola parte di ciò che sentiamo: un grande sollievo e una grande gioia per la notizia della ripresa di Paola».
Nanni Usai, è il dirigente scolastico dell’Istituto di istruzione superiore Ianas: qui, all’Alberghiero, Mirko Farci frequentava la classe quinta A cucina e voleva diventare uno chef. Il 18 giugno l’Istituto ha tenuto una cerimonia per il conferimento del diploma ad honorem, con 100, a Mirko, scoprendo anche una targa in suo ricordo. «Sono contento che la madre di Mirko, il nostro indimenticabile studente morto per difenderla – dice Usai – stia lentamente riaffacciandosi alla vita, come lei stessa ha scritto nel post sui social. So che non sarà facile, ma tutto il nostro istituto, così come la comunità di Tortolì-Arbatax , le sarà vicina e l’aiuterà in questo percorso».
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