Il traghetto ha una falla nella stiva Rinviata la partenza per 1700
di Marco Bittau
Il Nuraghes sarebbe dovuto salpare da Olbia verso Livorno: è stato bloccato da un foro di 12 millimetri Tre giorni fa lo stesso problema aveva causato 4 ore di ritardo. Ma la riparazione non è bastata
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OLBIA. Un’altra giornata di passione all’Isola Bianca per migliaia di persone in attesa della nave che non c’è. O meglio, il traghetto Nuraghes della Tirrenia ci sarebbe, ma ha un buchetto di 12 millimetri nella stiva e imbarca acqua in sentina. È una situazione di pericolo e quindi non può salpare con il suo carico di 1700 passeggeri diretti a Livorno e poi a casa. Il resto sono rabbia e polemiche con i passeggeri in coda dentro le auto roventi ferme in banchina sotto il sole oppure ammassati davanti agli sportelli della Stazione marittima per conquistare un posto qualunque su un’altra nave. È la fotografia amara del controesodo d’agosto dopo la vacanza in Sardegna.
Tirrenia conferma tutto: «Sullo scafo si è ricreato un foro del diametro di circa 12 millimetri sul quale si era già intervenuti l’altro ieri – ha spiegato ieri mattina la compagnia di navigazione – in questo momento sono all'opera gli operai subacquei specializzati, che stanno tentando di risolvere il problema». Sembrava che tutto potesse risolversi con un ritardo, come già era accaduto mercoledì scorso, invece poche ore dopo è arrivato l’annuncio della fermata della nave e dell’annullamento della corsa per Livorno.
La giornata d’inferno dei passeggeri del Nuraghes è cominciata intorno alle 10 del mattino, cioè un’ora prima della partenza, quando al momento dell’imbarco è scattato lo stop forzato: la nave ha un problema nella stiva e ci sono infiltrazioni d’acqua. È necessario l’intervento di tecnici e sommozzatori e a bordo sono saliti gli ispettori del Rina, il Registro italiano navale, che devono verificare se la nave può salpare oppure deve fermarsi. È lo stesso identico problema che il traghetto Nuraghes aveva lamentato tre giorni fa causando un ritardo di quattro ore alla partenza. Evidentemente la riparazione non è stata sufficiente e il problema si è ripresentato ieri mattina.
Nel frattempo, in banchina si è creata una lunghissima coda di auto pronte all’imbarco. Tra le lamiere roventi un migliaio di passeggeri sotto il sole in attesa di informazioni. Prima l’annuncio di un ritardo, poi nel primo pomeriggio la comunicazione ferale della partenza annullata. A quel punto la protesta è diventata minacciosa e si è trasferita dalla banchina del Nuraghes alla Stazione marittima, sempre all’Isola Bianca. Intere famiglie, anziani e bambini, tutti disperatamente ammassati davanti agli uffici alla ricerca di un imbarco alternativo per far fronte all’emergenza e partire a qualunque costo.
A questo proposito, Tirrenia nel pomeriggio ha comunicato che quasi tutti i passeggeri sono stati riprotetti sulla corsa notturna che copre la stessa tratta Olbia-Livorno e anche bordo degli altri traghetti che sempre ieri sera sono partiti dall'Isola Bianca verso i porti di Civitavecchia e Genova.
Il peggio, insomma, è stato scongiurato, ma i disagi comunque non sono mancati e la protesta dei passeggeri si è fatta sentire, soprattutto durante la mattina quando ancora non si capiva cosa sarebbe successo. I telefoni della redazione della Nuova Sardegna hanno squillato di continua e i social sono letteralmente impazziti. «Ci sono 1700 persone che hanno appena fatto il check-in e attendono esauste di imbarcarsi per Livorno – ha postato su Facebook Salvatore Corrias, sindaco di Baunei e consigliere regionale del Pd, anche lui passeggero del Nuraghes –. Ancora una volta questa azienda, con questi mezzi, con questi modi, si presta a rappresentare al meglio, in maniera drammaticamente efficace, un sistema che di falle ne ha troppe e fa acqua da tutte le parti».
Naturalmente la fermata obbligata del Nuraghes ha provocato conseguenze anche per chi ieri sera doveva partire da Livorno con destinazione Olbia. Tirrenia ha dovuto modificare in tutta fretta il suo piano operativo e così tutte le persone che ieri sera si sarebbero dovute imbarcare da Livorno verso Olbia a bordo del Nuraghes sono state riprotette sulla Genova-Olbia. In altre parole, la partenza è stata spostata da Livorno a Genova. Non proprio dietro l’angolo, ma comunque la partenza è stata assicurata.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Tirrenia conferma tutto: «Sullo scafo si è ricreato un foro del diametro di circa 12 millimetri sul quale si era già intervenuti l’altro ieri – ha spiegato ieri mattina la compagnia di navigazione – in questo momento sono all'opera gli operai subacquei specializzati, che stanno tentando di risolvere il problema». Sembrava che tutto potesse risolversi con un ritardo, come già era accaduto mercoledì scorso, invece poche ore dopo è arrivato l’annuncio della fermata della nave e dell’annullamento della corsa per Livorno.
La giornata d’inferno dei passeggeri del Nuraghes è cominciata intorno alle 10 del mattino, cioè un’ora prima della partenza, quando al momento dell’imbarco è scattato lo stop forzato: la nave ha un problema nella stiva e ci sono infiltrazioni d’acqua. È necessario l’intervento di tecnici e sommozzatori e a bordo sono saliti gli ispettori del Rina, il Registro italiano navale, che devono verificare se la nave può salpare oppure deve fermarsi. È lo stesso identico problema che il traghetto Nuraghes aveva lamentato tre giorni fa causando un ritardo di quattro ore alla partenza. Evidentemente la riparazione non è stata sufficiente e il problema si è ripresentato ieri mattina.
Nel frattempo, in banchina si è creata una lunghissima coda di auto pronte all’imbarco. Tra le lamiere roventi un migliaio di passeggeri sotto il sole in attesa di informazioni. Prima l’annuncio di un ritardo, poi nel primo pomeriggio la comunicazione ferale della partenza annullata. A quel punto la protesta è diventata minacciosa e si è trasferita dalla banchina del Nuraghes alla Stazione marittima, sempre all’Isola Bianca. Intere famiglie, anziani e bambini, tutti disperatamente ammassati davanti agli uffici alla ricerca di un imbarco alternativo per far fronte all’emergenza e partire a qualunque costo.
A questo proposito, Tirrenia nel pomeriggio ha comunicato che quasi tutti i passeggeri sono stati riprotetti sulla corsa notturna che copre la stessa tratta Olbia-Livorno e anche bordo degli altri traghetti che sempre ieri sera sono partiti dall'Isola Bianca verso i porti di Civitavecchia e Genova.
Il peggio, insomma, è stato scongiurato, ma i disagi comunque non sono mancati e la protesta dei passeggeri si è fatta sentire, soprattutto durante la mattina quando ancora non si capiva cosa sarebbe successo. I telefoni della redazione della Nuova Sardegna hanno squillato di continua e i social sono letteralmente impazziti. «Ci sono 1700 persone che hanno appena fatto il check-in e attendono esauste di imbarcarsi per Livorno – ha postato su Facebook Salvatore Corrias, sindaco di Baunei e consigliere regionale del Pd, anche lui passeggero del Nuraghes –. Ancora una volta questa azienda, con questi mezzi, con questi modi, si presta a rappresentare al meglio, in maniera drammaticamente efficace, un sistema che di falle ne ha troppe e fa acqua da tutte le parti».
Naturalmente la fermata obbligata del Nuraghes ha provocato conseguenze anche per chi ieri sera doveva partire da Livorno con destinazione Olbia. Tirrenia ha dovuto modificare in tutta fretta il suo piano operativo e così tutte le persone che ieri sera si sarebbero dovute imbarcare da Livorno verso Olbia a bordo del Nuraghes sono state riprotette sulla Genova-Olbia. In altre parole, la partenza è stata spostata da Livorno a Genova. Non proprio dietro l’angolo, ma comunque la partenza è stata assicurata.
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