Pressing dei sindacati sul Governo per il Ccnl
La newco esce da Assaereo e punta a negoziare il contratto all’interno: 8mila dipendenti a rischio
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SASSARI. Sindacati in pressing sul governo affinché intervenga nella trattativa con ITA, la newco che rileverà gli asset di Alitalia ma che lascerà a terra circa ottomila dipendenti e che punta a negoziare al proprio interno il contratto di lavoro, dopo essere uscita da Assaereo.
«È fondamentale che la nuova compagnia aerea sia avviata nel migliore dei modi, per questo non possiamo accettare che questo nuovo vettore non negozi, con regole stabilite a monte, il contratto collettivo nazionale di lavoro con le parti sociali», attaccano Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl TA, dopo un nuovo confronto con la newco, chiedendo quindi ai ministri «competenti» ed al Governo «un urgente incontro».
Per ministri competenti i sindacati intendono Andrea Orlando, Giancarlo Giorgetti, Enrico Giovannini e Daniele Franco, rispettivamente titolari al Lavoro, allo Sviluppo Economico, ai Trasporti e al Tesoro.
ITA decollerà il prossimo 15 ottobre con 52 aerei e con un piano di assunzioni che prevede complessivamente 2.800 dipendenti all’inizio, di cui circa 1.550 naviganti e circa 1.250 di terra, per poi salire a 5.750 lavoratori a termine piano nel 2025, contro i 10.500 della ex compagnia di bandiera.
Ma dopo un giorno dall’attivazione della piattaforma online per candidarsi a lavorare con ITA, si contano oltre cinquemila candidature per i vari profili che comprendono piloti, assistenti di volo, tecnici, amministrativi e staff.
«ITA sta dimostrando di non voler definire regole per la gestione delle trattative e se il buongiorno si vede dal mattino, il passo successivo sarà continuare ad agire in maniera unilaterale – denunciano ancora le sigle sindacali – per cui ITA punterà ad applicare un regolamento particolarmente penalizzante per le lavoratrici e i lavoratori come se la società fosse una indefinita startup».
E infine: «Con queste premesse la nuova azienda nascerà col piede sbagliato e non ci sarà quindi il netto cambio di passo che tutti dicono di volere».
Per lunedì prossimo è previsto un nuovo faccia a faccia tra azienda e sindacati.
«È fondamentale che la nuova compagnia aerea sia avviata nel migliore dei modi, per questo non possiamo accettare che questo nuovo vettore non negozi, con regole stabilite a monte, il contratto collettivo nazionale di lavoro con le parti sociali», attaccano Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl TA, dopo un nuovo confronto con la newco, chiedendo quindi ai ministri «competenti» ed al Governo «un urgente incontro».
Per ministri competenti i sindacati intendono Andrea Orlando, Giancarlo Giorgetti, Enrico Giovannini e Daniele Franco, rispettivamente titolari al Lavoro, allo Sviluppo Economico, ai Trasporti e al Tesoro.
ITA decollerà il prossimo 15 ottobre con 52 aerei e con un piano di assunzioni che prevede complessivamente 2.800 dipendenti all’inizio, di cui circa 1.550 naviganti e circa 1.250 di terra, per poi salire a 5.750 lavoratori a termine piano nel 2025, contro i 10.500 della ex compagnia di bandiera.
Ma dopo un giorno dall’attivazione della piattaforma online per candidarsi a lavorare con ITA, si contano oltre cinquemila candidature per i vari profili che comprendono piloti, assistenti di volo, tecnici, amministrativi e staff.
«ITA sta dimostrando di non voler definire regole per la gestione delle trattative e se il buongiorno si vede dal mattino, il passo successivo sarà continuare ad agire in maniera unilaterale – denunciano ancora le sigle sindacali – per cui ITA punterà ad applicare un regolamento particolarmente penalizzante per le lavoratrici e i lavoratori come se la società fosse una indefinita startup».
E infine: «Con queste premesse la nuova azienda nascerà col piede sbagliato e non ci sarà quindi il netto cambio di passo che tutti dicono di volere».
Per lunedì prossimo è previsto un nuovo faccia a faccia tra azienda e sindacati.
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