«Treni a idrogeno inutili senza ferrovie decenti»
Le reazioni del mondo del lavoro all’intervista del ministro Giovannini
SASSARI. Il mondo del lavoro commenta con un misto di speranza e legittime perplessità le dichiarazioni rese alla Nuova dal ministro Enrico Giovannini, in cui spiega come il governo ha intenzione di utilizzare i fondi europei per far svoltare l’isola. «Una cosa emerge e conferma quello che ho sempre pensato: i problemi non sono nelle risorse – dice il presidente dell’Ance regionale, Pier Paolo Tilocca – ma nel saper programmare. Magari avessero utilizzato quelle già a disposizione con la programmazione Ue normale, l’Obiettivo 1. Invece non sappiamo spendere, abbiamo paura di fare i migliori progetti. I dieci interventi per le strade commissariati per un valore di 1,8 miliardi? Non possiamo che essere contenti, ma... per disperazione: siamo dovuti arrivare ai commissariamenti per fare ciò che dovrebbe essere normale». Tilocca non si capacita del fatto che «in Italia dopo 25 anni di normative sui lavori pubblici, 550 dispositivi di legge, non siamo riusciti a creare uno strumento legislativo che consenta di fare le opere. E ora lo Stato deve derogare alle sue stesse norme pur di fare i lavori». Sulle semplificazioni, il presidente Ance ritiene che ce ne siano già state a sufficienza: «Abbiamo compresso le procedure di gara, tanto che ora l’amministrazione ha un potere eccessivo». E sulla indicazione dell’idrogeno per le linee ferroviarie, dice che gli sembra quasi una presa in giro: «I treni li possiamo anche far viaggiare con... la kryptonite, ma se non cambi le rotaie non vai da nessuna parte. Il problema della Sardegna, dovrebbe saperlo il ministro, sono le quote, i raggi di curvatura, le pendenze. Occorre fare un investimento strutturale: rifare la rete ferroviaria in Sardegna. Si sarebbe potuto cominciare in occasione dei lavori sulla Sassari-Olbia, non sarebbe stato così difficile affiancare dei binari. E mi piacerebbe vedere tra i progetti una linea che collega porti e aeroporti del Sassarese e della Gallura tra loro e a Cagliari: così avremmo davvero svoltato».
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Francesco Porcu, segretario regionale della Cna, dice di aver visto «enunciazioni importanti, poi però occorre che da parte del governo vi sia una ferma volontà di volerne l’attuazione. Assumere determinazioni che diano certezze sui tempi di realizzazione di quelle grandi opere infrastrutturali attese da tempo, utili a far fare un passo avanti al sistema viario e logistico sardo, classificato dallo stesso ministro agli ultimi posti nazionali. L’isola ha un livello di arretratezza non più compatibile con le sfide che l’attendono. Positivo che il governo si impegni ad attivare tavoli per un confronto serrato con le regioni (e spero con le parti sociali) in maniera tale da definire gli impegni con le cadenze necessarie e l’utilizzo delle risorse. L’aspetto ambientale? Il governo è concentrato sul superamento di carbone e persino gas, questo va bene ma servono certezze sulla fase di transizione in modo che il sistema delle imprese (che non avrebbe alternative) resti competitivo».
A Erika Collu, segretaria regionale Fillea-Cgil, Giovannini è sembrato «abbastanza propositivo, anche se vorrei capire con quale criterio saranno fatte le scelte sulle dieci opere commissariate: spero che facciamo parte di un sistema modulare, che colleghino ad esempio i porti. E sarebbe importante che ci fosse attenzione per scuole e ospedali, visti anche i nostri problemi di spopolamento dell’interno, e progetti per ripensare gli spazi urbani». La Collu che si dice «perplessa per la scelta di individuare in Solinas la figura del commissario», ritiene che per quanto riguarda le infrastrutture «l’isola deve decidere che strada imboccare: abbiamo un doppio binario da Cagliari a San Gavino, poi nulla: altro che elettrificazione e treni a idrogeno. Piuttosto occorre che Rfi dica se ritiene appetibile un mercato come quello sardo, in una regione che ha una mutilazione nelle infrastrutture che finisce per danneggiare anche il turismo». Sulla burocrazia, afferma che i colli di bottiglia si formano se non si rafforzano gli organici della pubblica amministrazione. Per progettare servono organici, anche all’Anas, altrimenti i miliardi a disposizione restano fermi».
«Se, come dice il ministro Giovannini, i fondi per la viabilità ci sono, sia nel Pnrr che attingendo ad altre fonti finanziarie – dice Antonello Peru, consigliere regionale del gruppo Udc Cambiamo – allora vengano subito portati avanti i progetti già pronti, come quelli per i collegamenti nel nord ovest: ad esempio quello per l’elettrificazione di tutta l’area che collega l’aeroporto Riviera del Corallo con Alghero-Sassari-Porto Torres e Sorso. ome su quello per il collegamento della metropolitana di superficie nella tratta Sassari-S.Orsola-Li Punti-Sorso».
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