Covid: Truzzu tace sul caso Cagliari e l’opposizione non graffia
Nel capoluogo sardo record di contagi e di decessi nel silenzio del sindaco. Ghirra (Progressisti): noi presenti, ma oltre le interrogazioni che possiamo fare?
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CAGLIARI. Se il sindaco di Cagliari ha nello sport le stesse doti di agilità che mostra nello sfuggire alle domande sulla situazione del contagio nella sua città e nell’area metropolitana da lui guidata, è di sicuro un grande atleta. Cagliari è tra le città italiane con maggior numero di contagi e ormai da settimane la conta quotidiana dei morti è riferita prevalentemente a persone che risiedevano proprio nell’area metropolitana. Su questa situazione La Nuova cerca da giorni di parlare con il sindaco Paolo Truzzu che però sfugge alle richieste di interviste. Così una delle sue più recenti dichiarazioni pubbliche sull’argomento risale a inizio agosto: «No a nuove restrizioni, ma serve prudenza».
E mentre il sindaco trasporta la politica del laissez faire nella gestione della pandemia, l’opposizione sembra colpita da un senso di ineluttabilità a rassegnazione. Sulla pandemia si nota un atteggiamento più morbido rispetto a quello tenuto in altre occasioni e su altri temi.
«Sul fronte del Covid abbiamo sempre cercato di essere collaborativi perché capiamo che la situazione non è semplice - spiega Francesca Ghirra, capogruppo dei Progressisti nel consiglio comunale di Cagliari -. C’è da dire che il sindaco Truzzu sino ai primi di agosto ci informava con un report sulla situazione in città, poi ha smesso di farlo».
E l’opposizione che ha fatto? «La prima volta che lo abbiamo attaccato duramente è stato quando ha fatto affiggere quegli orrendi manifesti nel marzo del 2020. Ma soprattutto lo critichiamo per il suo atteggiamento ambiguo. Prima ha sottovalutato l’epidemia, poi la storia dei manifesti. E quando sono comparsi i vaccini non ha mai assunto una posizione chiara. A Cagliari stanno succedendo cose gravi, con gli ospedali di nuovo al collasso. Lo abbiamo incalzato spesso per il ruolo che dovrebbe avere nei confronti della Regione, ma è come se fosse un affare che non lo riguarda. Ci tranquillizzava, diceva che i cittadini cagliaritani non sono utenti degli ospedali di Cagliari. Ma ora il problema riguarda tutti, c’è carenza di posti e anche su questo non dice niente».
Francesca Ghirra respinge l’accusa di un’opposizione troppo morbida: «Abbiamo visto che ormai ogni sabato ci sono manifestazioni dei no vax, a volte fisse a volte itineranti, scortate dai vigili urbani. Dal sindaco non una parola. Ora sono comparsi anche i manifesti negli spazi comunali. Su questo abbiamo presentato un’interrogazione chiedendo come sia possibile dare in concessione quegli spazi mentre a delle associazioni culturali è stato contestato il contenuto di alcuni manifesti. Con la nostra interrogazione chiediamo che vengano rimossi».
Forse un’interrogazione è un po’ poco in una situazione così grave e in un contesto dove un post sui social è a volte più efficace di un intero dibattito in Consiglio: «Noi facciamo quello che possiamo, stimoliamo continuamente in consiglio comunale, ma questo sindaco e questa giunta sono più sensibili ai media e ai social che al confronto nelle istituzioni. E questo vale non solo sul fronte sanitario. Non c’è una risposta soddisfacente. Non so veramente cosa si potrebbe fare per stimolarli di più. Abbiamo presentato decine di interrogazioni ma non intervengono. Poi capita che faccio un post per segnalare il degrado di una piazza cittadina e dopo un paio di giorni la ripuliscono. Sulla situazione della rete ospedaliera abbiamo chiesto un dibattito in consiglio, ma sono reticenti a prendere posizione contro la Regione».
Truzzu aveva detto no a misure più restrittive per arginare il Covid: secondo l’opposizione ha sbagliato? «La politica delle restrizioni non mi appassiona molto - dice Francesca Ghirra. D’altronde lui è uno che fa tante ordinanze restrittive che nessuno poi rispetta perché non ci sono controlli. Credo che invece avrebbe dovuto fare campagne di sensibilizzazione più efficaci, promuovere le vaccinazioni, il distanziamento, l’uso delle mascherine. Non ha mai fatto una campagna strutturata. Non so cosa accadrà con la riapertura delle scuole». (r.pe.)
E mentre il sindaco trasporta la politica del laissez faire nella gestione della pandemia, l’opposizione sembra colpita da un senso di ineluttabilità a rassegnazione. Sulla pandemia si nota un atteggiamento più morbido rispetto a quello tenuto in altre occasioni e su altri temi.
«Sul fronte del Covid abbiamo sempre cercato di essere collaborativi perché capiamo che la situazione non è semplice - spiega Francesca Ghirra, capogruppo dei Progressisti nel consiglio comunale di Cagliari -. C’è da dire che il sindaco Truzzu sino ai primi di agosto ci informava con un report sulla situazione in città, poi ha smesso di farlo».
E l’opposizione che ha fatto? «La prima volta che lo abbiamo attaccato duramente è stato quando ha fatto affiggere quegli orrendi manifesti nel marzo del 2020. Ma soprattutto lo critichiamo per il suo atteggiamento ambiguo. Prima ha sottovalutato l’epidemia, poi la storia dei manifesti. E quando sono comparsi i vaccini non ha mai assunto una posizione chiara. A Cagliari stanno succedendo cose gravi, con gli ospedali di nuovo al collasso. Lo abbiamo incalzato spesso per il ruolo che dovrebbe avere nei confronti della Regione, ma è come se fosse un affare che non lo riguarda. Ci tranquillizzava, diceva che i cittadini cagliaritani non sono utenti degli ospedali di Cagliari. Ma ora il problema riguarda tutti, c’è carenza di posti e anche su questo non dice niente».
Francesca Ghirra respinge l’accusa di un’opposizione troppo morbida: «Abbiamo visto che ormai ogni sabato ci sono manifestazioni dei no vax, a volte fisse a volte itineranti, scortate dai vigili urbani. Dal sindaco non una parola. Ora sono comparsi anche i manifesti negli spazi comunali. Su questo abbiamo presentato un’interrogazione chiedendo come sia possibile dare in concessione quegli spazi mentre a delle associazioni culturali è stato contestato il contenuto di alcuni manifesti. Con la nostra interrogazione chiediamo che vengano rimossi».
Forse un’interrogazione è un po’ poco in una situazione così grave e in un contesto dove un post sui social è a volte più efficace di un intero dibattito in Consiglio: «Noi facciamo quello che possiamo, stimoliamo continuamente in consiglio comunale, ma questo sindaco e questa giunta sono più sensibili ai media e ai social che al confronto nelle istituzioni. E questo vale non solo sul fronte sanitario. Non c’è una risposta soddisfacente. Non so veramente cosa si potrebbe fare per stimolarli di più. Abbiamo presentato decine di interrogazioni ma non intervengono. Poi capita che faccio un post per segnalare il degrado di una piazza cittadina e dopo un paio di giorni la ripuliscono. Sulla situazione della rete ospedaliera abbiamo chiesto un dibattito in consiglio, ma sono reticenti a prendere posizione contro la Regione».
Truzzu aveva detto no a misure più restrittive per arginare il Covid: secondo l’opposizione ha sbagliato? «La politica delle restrizioni non mi appassiona molto - dice Francesca Ghirra. D’altronde lui è uno che fa tante ordinanze restrittive che nessuno poi rispetta perché non ci sono controlli. Credo che invece avrebbe dovuto fare campagne di sensibilizzazione più efficaci, promuovere le vaccinazioni, il distanziamento, l’uso delle mascherine. Non ha mai fatto una campagna strutturata. Non so cosa accadrà con la riapertura delle scuole». (r.pe.)
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