La Nuova Sardegna

Zero voli dopo il 15 ottobre L’isola fuori dai radar di Ita

di Salvatore Santoni
Zero voli dopo il 15 ottobre L’isola fuori dai radar di Ita

Sul sito della nuova compagnia impossibile prenotare da e per la Sardegna 

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SASSARI. Nei menu a tendina del sito internet di Ita gli aeroporti sardi ci sono, ma quando si tenta di prenotare un volo le cose cambiano. Compare questo messaggio: «Siamo spiacenti ma non è stato possibile procedere con l’operazione richiesta. Ti invitiamo a riprovare». E poco importa se si seleziona un giorno o un mese diverso dopo il fatidico 15 ottobre. In continuità o in regime di libero mercato la musica non cambia: l’isola, almeno per ora, resta fuori dai radar di Ita.

Newco. La nuova compagnia di bandiera ha aperto alle prenotazioni da giovedì. Nella home del sito internet c’è un banner che spiega che la vendita dei biglietti è momentaneamente effettuata da Alitalia per conto di Ita. Le cose funzionano così: l’ormai morente compagnia copre il calendario fino al 14 ottobre, mentre sul sito della new company si può prenotare per voli dal 15 in poi.

La mappa. Il network della newco, si legge sul sito di presentazione, assicura una capillare copertura del territorio nazionale e offre collegamenti diretti verso le principali capitali europee, i paesi del bacino del Mediterraneo e i mercati intercontinentali a più forte tasso di sviluppo per il turismo tradizionale e d’affari. Da buon erede di Alitalia, in pratica, si può volare un po’ ovunque. Tutto ok, sembrerebbe, a parte un dettaglio: da metà del prossimo mese non è possibile prenotare un volo da e per la Sardegna. Né su Alitalia, né tantomeno su Ita. Il sistema di prenotazione si pianta proprio.

Nodo continuità. Il motivo è un po’ nascosto tra le pieghe del web, l’utente medio deve fare qualche click ulteriore per capirlo. «I collegamenti in regime di oneri di servizio pubblico tra Roma Fiumicino/Milano Linate e gli aeroporti di Alghero, Cagliari, Olbia – si legge su itaspa.com – non sono al momento in vendita poiché Ita non è assegnataria di tali collegamenti e non può automaticamente rilevarli nel momento in cui Alitalia in amministrazione straordinaria cesserà le operazioni». Ma non tutto è perduto perché la nuova compagnia spiega che «per i territori serviti da collegamenti in continuità territoriale» seguirà «con interesse le evoluzioni della vicenda ed è disponibile a valutare una partecipazione alle gare pubbliche che le autorità competenti vorranno bandire per l’assegnazione delle rotte operate in regime di oneri di servizio pubblico».

«Fate presto». «Il problema – commenta il segretario regionale della Filt Cgil, Arnaldo Boeddu – si manifesterà in tutta la sua drammaticità una volta che Alitalia cesserà di effettuare i voli, Ita infatti non potrà acquisire automaticamente in continuità quelle rotte. La Regione già da adesso si deve attivare con una manifestazione interesse». Per mettere su un bando internazionale sulla continuità servono almeno sei mesi. «È chiaro che anche pubblicandolo domani non si farebbe in tempo – taglia corto Boeddu –. Qui serve una manifestazione di interesse transitoria che consenta di volare fino alla conclusione della procedura del bando. Noi chiediamo che un tavolo con parti sociali, Regione e Governo in modo che poi quest’ultimi vadano a Bruxelles a chiedere l’autorizzazione. Serve una cosa snella in deroga, che diventi subito operativa ma, soprattutto, che sia appetibile per scongiurare il rischio che vada deserta». È difficile immaginare che l’isola rischi di restare senza continuità territoriale. «Si andrebbe con tariffe spropositate sul libero mercato – conclude Boeddu – e sarebbe una iattura per i sardi e la Sardegna perdere la continuità territoriale dopo 25 anni».

Prime reazioni. Anche il mondo della politica regionale comincia ad andare in fibrillazione. «Sono molto preoccupato dopo l’allarme dei sindacati sulla continuità territoriale con la Sardegna – dice il segretario del movimento Unione popolare cristiana (Upc), Antonio Satta –. La nascita di Ita e l’addio ad Alitalia rischia di creare un vulnus, e alla fine a pagare saranno i sardi. Su questo serve chiarezza dal governo».

«Dal 16 di ottobre la Sardegna – aggiunge e conclude Satta – in assenza di orari agevolati e velivoli dedicati, rischia l’isolamento, considerati anche i disservizi che ci sono stati questi estate nei collegamenti con i traghetti. Non possiamo pagare per questo isolamento».

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