L’ira dei sindacati: la Regione va da sola
di Salvatore Santoni
Piogga di critiche da Cgil, Cisl, Uil e Anpav per l’incontro di oggi con Governo ed Europa: «Noi ignorati, bisogna stare uniti»
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SASSARI. Chi tiene a cuore le sorti dei trasporti dell’isola, oggi non può che fare altro che puntare occhi e orecchie al vertice in videoconferenza tra Regione, Governo ed Europa sulla Continuità area. E i primi a doverlo fare saranno i sindacati sardi del settore, rimasti loro malgrado fuori dalla partita. Quello che è emerso nelle ultime ore, infatti, è che nessuna organizzazione era a conoscenza della riunione a tre. E infatti, manco il tempo di accendere microfoni e webcam che già fioccano palle incatenate contro l’azione in solitaria della Regione.
«Serve unità». Questa crisi della Continuità è diversa rispetto alle ultime. Finora si è sempre discusso di proroghe, chieste e concesse. Questa volta è diverso, c’è anche il fatto Ita, che non può ereditare in automatico le rotte dalla morente Alitalia. E questo mix rischia di deflagrare il 15 ottobre, data oltre alla quale, finora, non c’è un volo della newco prenotabile tra la Sardegna e la Penisola. «In Europa ci si presenta forti – dice il segretario generale della Uil Trasporti Sardegna, William Zonca –. Ci sarebbe voluto un coordinamento anche con parti sociali, soprattutto in un momento in cui per la Sardegna il trasporto aereo è vitale. Siamo in un momento di crisi, e da questo incontro ci aspettiamo che subito dopo la Regione convochi le parti sociali perché riteniamo sulla Continuità ci sono partite molto più grandi da giocare». La crisi della Continuità è legata a doppio filo alla questione flotta sarda. «Bisogna capire come la si sta pensando – riprende Zonca –. Bisognerebbe saltare il lato degli annunci, perché l’abbiamo già sentita spesso ma vorremo capire concretamente quale sarebbe il piano industriale».
«Autunno caldo». Anche la Cisl non usa mezzi termini. «L’assessore Todde dice che in Regione si sono mossi già da parecchio tempo – commenta il segretario generale della Fit Cisl sarda, Ignazio Lai – ma se così fosse non saremmo a questo punto. Sono fortemente in ritardo non per questioni burocratiche ma perché hanno disatteso completamente alla gestione regionale. Per noi non sono persone che possono gestire le situazioni dei trasporti, non è più possibile». In casa Cisl, inoltre, si aspettano settimane complicate sul fronte dei trasporti aerei. La tagliola scatta il 15 ottobre e le sensazioni in vista del vertice di oggi non sono buone. «Mi auguro che non sia l’ennesimo autunno caldo – sottolinea Lai –. Già l’ultima volta Bruxelles aveva mostrato fastidio per l’ennesima proroga, purtroppo non ci aspettiamo soluzioni che possano accontentare i sardi». «La nostra previsione è negativa – aggiunge – anche se probabilmente l’Europa concederà una piccola proroga. Staremo a vedere anche come sarà il nuovo bando».
«Tempesta perfetta». Anche gli assistenti di volo non le mandano a dire alla Giunta. «Finora la questione è stata gestita in maniera dilettantistica – dichiara il responsabile regionale dell’Anpav, Marco Bardini – siamo alla settima proroga e non si sa cosa accadrà dal 16 ottobre: questo è gravissimo». «Il giudizio sulla gestione è di biasimo nei confronti di che se ne sta occupando – aggiunge Bardini –. Non si capisce se Ita avrà nemmeno le capacità per gestire un onore così importante, per cui a oggi il rischio reale e concreto è che ci sia veramente un blackout. Sarebbe una tempesta perfetta perché non c’è altro, il mercato rimarrebbe in balia delle low cost».
«Mai convocati». «Di questa riunione così come delle richieste che verranno fatte all’Europa nessuno sa nulla – dice il segretario generale della Filt Cgil Sardegna, Arnaldo Boeddu –. Malgrado uno sciopero generale regionale proclamato dopo oltre 50 anni e numerose richieste di incontro ultima delle quali trasmessa quattro giorni fa, non è pervenuta alcuna convocazione. Eppure la materia è tra quelle fondamentali perché la Sardegna abbia la possibilità di avere uno sviluppo sociale ed economico così come tenere insieme il tessuto produttivo dell’isola». Inoltre casa Filt Cgil ritengono «ingeneroso pensare che il popolo sardo sia talmente distratto da poter credere che anche in questo caso la responsabilità è del Governo perché ha fatto nascere la nuova Ita. Tutti, compreso l’ultimo dei sardi, sapeva dell’imminente varo della newco, e per questo la Regione si sarebbe dovuta muovere per tempo».
«Serve unità». Questa crisi della Continuità è diversa rispetto alle ultime. Finora si è sempre discusso di proroghe, chieste e concesse. Questa volta è diverso, c’è anche il fatto Ita, che non può ereditare in automatico le rotte dalla morente Alitalia. E questo mix rischia di deflagrare il 15 ottobre, data oltre alla quale, finora, non c’è un volo della newco prenotabile tra la Sardegna e la Penisola. «In Europa ci si presenta forti – dice il segretario generale della Uil Trasporti Sardegna, William Zonca –. Ci sarebbe voluto un coordinamento anche con parti sociali, soprattutto in un momento in cui per la Sardegna il trasporto aereo è vitale. Siamo in un momento di crisi, e da questo incontro ci aspettiamo che subito dopo la Regione convochi le parti sociali perché riteniamo sulla Continuità ci sono partite molto più grandi da giocare». La crisi della Continuità è legata a doppio filo alla questione flotta sarda. «Bisogna capire come la si sta pensando – riprende Zonca –. Bisognerebbe saltare il lato degli annunci, perché l’abbiamo già sentita spesso ma vorremo capire concretamente quale sarebbe il piano industriale».
«Autunno caldo». Anche la Cisl non usa mezzi termini. «L’assessore Todde dice che in Regione si sono mossi già da parecchio tempo – commenta il segretario generale della Fit Cisl sarda, Ignazio Lai – ma se così fosse non saremmo a questo punto. Sono fortemente in ritardo non per questioni burocratiche ma perché hanno disatteso completamente alla gestione regionale. Per noi non sono persone che possono gestire le situazioni dei trasporti, non è più possibile». In casa Cisl, inoltre, si aspettano settimane complicate sul fronte dei trasporti aerei. La tagliola scatta il 15 ottobre e le sensazioni in vista del vertice di oggi non sono buone. «Mi auguro che non sia l’ennesimo autunno caldo – sottolinea Lai –. Già l’ultima volta Bruxelles aveva mostrato fastidio per l’ennesima proroga, purtroppo non ci aspettiamo soluzioni che possano accontentare i sardi». «La nostra previsione è negativa – aggiunge – anche se probabilmente l’Europa concederà una piccola proroga. Staremo a vedere anche come sarà il nuovo bando».
«Tempesta perfetta». Anche gli assistenti di volo non le mandano a dire alla Giunta. «Finora la questione è stata gestita in maniera dilettantistica – dichiara il responsabile regionale dell’Anpav, Marco Bardini – siamo alla settima proroga e non si sa cosa accadrà dal 16 ottobre: questo è gravissimo». «Il giudizio sulla gestione è di biasimo nei confronti di che se ne sta occupando – aggiunge Bardini –. Non si capisce se Ita avrà nemmeno le capacità per gestire un onore così importante, per cui a oggi il rischio reale e concreto è che ci sia veramente un blackout. Sarebbe una tempesta perfetta perché non c’è altro, il mercato rimarrebbe in balia delle low cost».
«Mai convocati». «Di questa riunione così come delle richieste che verranno fatte all’Europa nessuno sa nulla – dice il segretario generale della Filt Cgil Sardegna, Arnaldo Boeddu –. Malgrado uno sciopero generale regionale proclamato dopo oltre 50 anni e numerose richieste di incontro ultima delle quali trasmessa quattro giorni fa, non è pervenuta alcuna convocazione. Eppure la materia è tra quelle fondamentali perché la Sardegna abbia la possibilità di avere uno sviluppo sociale ed economico così come tenere insieme il tessuto produttivo dell’isola». Inoltre casa Filt Cgil ritengono «ingeneroso pensare che il popolo sardo sia talmente distratto da poter credere che anche in questo caso la responsabilità è del Governo perché ha fatto nascere la nuova Ita. Tutti, compreso l’ultimo dei sardi, sapeva dell’imminente varo della newco, e per questo la Regione si sarebbe dovuta muovere per tempo».
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