La Nuova Sardegna

A casa 167 interinali: frenata per i vaccini in Sardegna

di Roberto Petretto
A casa 167 interinali: frenata per i vaccini in Sardegna

L’Ats chiede una proroga in vista del concorso, l’assessorato dice no. Temussi: «Domani ci saranno problemi». L’ombra dello scontro di potere

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SASSARI. Con corsi banditi e poi stoppati, proroghe richieste e negate: tra l’Azienda per la tutela della salute e l’assessorato alla Sanità il clima è sempre più teso. E l’ultimo duello di questa battaglia sotterranea che si sta combattendo nei palazzi della sanità sarda rischia di avere ripercussioni sull’efficacia della campagna vaccinale: da domani andranno a casa 167 lavoratori interinali a cui oggi scade il contratto. Dove sta il problema, oltre che per i diretti interessati che si troveranno a casa da un giorno all’altro? Sta nel fatto che molte di queste persone lavoravano all’interno della macchina degli hub vaccinali.

«Da domani avremo grossi problemi», ammette Massimo Temussi, commissario dell’Ats Sardegna, che aveva chiesto all’assessorato alla Sanità una proroga dell’incarico ai lavoratori interinali, in attesa dell’espletamento dei concorsi già banditi. Invece che ha fatto l’assessorato? Ha negato la proroga. Quindi da domani questi 167 lavoratori, che da due anni e mezzo prestano la propria opera per Ats Sardegna, saranno rispediti a casa. Tra questi 167 lavoratori ci sono 120 coadiutori amministrativi, dei quali 100 impegnati nell'accoglienza e supporto degli hub vaccinali di tutta l'isola. Nell’elenco figurano anche 47 operatori tecnici.

«Sarà una giornata da mal di testa - preannuncia Massimo Temussi -. Sono lavoratori che si trovano in questa situazione da due anni e mezzo. Abbiamo chiesto una proroga all’assessorato, nelle more dell’espletamento del concorso, ma ci è stata negata».

Non solo la campagna vaccinale rischia un rallentamento, ma potrebbero esserci ripercussioni anche in altri settori della sanità sarda. Si rischia anche il blocco di interi servizi come il pagamento del ticket, la gestione del magazzino e del centralino, i necrofori e il personale interinale impegnato nello Spresal. Sono posizioni, nelle categorie A e B, per le quali la normativa prevede l'inserimento in un elenco per la successiva chiamata diretta attraverso un bando con la formazione di una graduatoria. La procedura è partita a maggio, a settembre probabilmente verrà pubblicato l'avviso, ma per la selezione potrebbero volerci mesi.

Quello dei lavoratori interinali e solo l’ultimo episodio della guerra sotterranea (ma neanche troppo) tra Ats e assessorato alla Sanità. Solo che questo episodio arriva in un momento particolare: oggi, infatti, non scade solo il contratto dei lavoratori interinali, ma anche la proroga del commissario dell’Ats, Massimo Temussi, e dei commissari delle Assl. Oggi arriverà necessariamente un atto di proroga del commissariamento: resta da vedere se in quei ruoli verranno confermati gli attuali commissari. Solinas riuscirà a difendere la posizione di Temussi, il commissario che dall’inizio ha gestito la fase dell’emergenza pandemica, o cederà alle pressioni dell’asse Lega-Udc che vorrebbe una serie di cambi nei ruoli commissariali, in primo luogo in quello dell’Ats? In ballo ci sono equilibri complessi che vanno oltre il pianeta sanità.

Intanto la campagna di vaccinazione va avanti: dopo quasi 9 mesi la Sardegna si avvia verso il milione di immunizzati. A ieri erano 981.833 i sardi che hanno ricevuto due dosi o il monodose Janssen. Resta però una quota di oltre 180mila persone che ancora non hanno ricevuto nemmeno una dose. Tra questi c'è una buona parte di personale scolastico, che da domani dovrà rientrare in classe con il Green pass obbligatorio (quindi vaccino o tampone negativo): secondo il report del Governo in questa categoria mancano all'appello 11.880 tra docenti e non docenti, il 32,68% dell'intera platea, ma i dati sono in corso di verifica «a seguito della comunicazione della Regione che, al 24 agosto 2021, rileva una percentuale di vaccinati del 78,53%».

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