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Esame del sangue, caos prenotazioni

Esame del sangue, caos prenotazioni

Denuncia del Tdme: i Cup non accettano richieste on line, intervenga l’assessore

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CAGLIARI. Chi deve prenotare un esame del sangue deve recarsi di persona agli sportelli del Cup. La decisione sarebbe frutto di una scelta adottata dagli strateghi dell'Azienda regionale per la tutela della salute quando hanno confezionato il bando per la gestione delle prenotazioni degli esami medici da parte dei cittadini sardi.

A denunciare l'ennesimo disservizio del sistema sanitario regionale è Bruno Palmas, presidente del Tribunale dei diritti e dei doveri del medico, dopo aver ricevuto numerose proteste da parte di cittadini invitati dai Cup a recarsi di persona agli sportelli per prenotare gli esami di laboratorio.

Tutto sarebbe originato da un capitolato nell’appalto per la gestione a livello regionale del centro di prenotazioni. Appalto che non avrebbe previsto la gestione on line delle prenotazioni per alcuni esami medici.

Una situazione che il tribunale del malato giudica di una gravità inaudita e sulla quale chiede chiarimenti alla Regione. «Ma questi geni dell'organizzazione, dove pensano di vivere – si chiede Palmas –? I cittadini, magari anziani, o con difficoltà motorie, o affetti da malattie importanti o ancora costretti a vivere con l'ausilio di protesi o quant'altro devono recarsi di persona negli uffici del Cup e fare magari decine di chilometri per una semplice, banale, ma necessaria prenotazione di esami di laboratorio. Magari facendosi anche accompagnare da qualcuno dei familiari. A chi sarebbe venuta questa folle idea? L'assessore Nieddu intervenga rapidamente, magari risolvendo il contratto di questi campioni dell'assurdo».

Il Tribunale dei diritti e dei doveri del medico di fronte a numerose segnalazioni è intervenuto informalmente su alcune Assl che hanno già adottato soluzioni interne per superare la situazione di difficoltà dei cittadini.

«A pensar male.... – conclude Bruno Palmas – ci verrebbe da dire che situazioni come questa facilitano oggettivamente la fuga dei cittadini verso la sanità privata, che altro non può fare che ringraziare. Noi crediamo che la misura sia colma e che di fronte a questa condizione di ennesimo attacco ai diritti delle persone il ministro della salute non possa restare in silenzio e abbia ivece il dovere di sentire alta la sua voce. Anche se la Sardegna è piccola e lontana dai centri del potere, i cittadini sardi se lo aspettano. Noi pure».(r.o.)

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