La Nuova Sardegna

Dal 2 settembre preapertura alla Tortora 

I cacciatori oliano i fucili Enpa e Wwf: «Fermatevi»

I cacciatori oliano i fucili Enpa e Wwf: «Fermatevi»

SASSARI. I cacciatori sardi hanno rispolverato fucili e cartucciere si preparano a scendere in campo. Da giovedì 2 settembre potranno sparare alla tortora, alla cornacchia grigia e alla ghiandaia e...

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. I cacciatori sardi hanno rispolverato fucili e cartucciere si preparano a scendere in campo. Da giovedì 2 settembre potranno sparare alla tortora, alla cornacchia grigia e alla ghiandaia e da domenica 19 a germani, alzavole, marzaiole, moriglioni, fischioni e altre specie acquatiche. Poi sarà il turno della beccaccia per arrivare, dal primo novembre a “sua maestà” il cinghiale. Tra i bersagli consentiti anche la volpe, la pavoncella, il merlo, la quaglia, il tordo e il colombaccio. Non si salvano neanche la lepre sarda, la pernice e il coniglio selvatico anche se per queste ultime tre specie ci si dovrà basare su censimenti della popolazione che andranno fatti sulle singole zone di caccia. La Sardegna è una delle regioni (non tante per la verità) ad aver deciso di anticipare l’apertura ed è finita nella lista nera delle associazioni ambientaliste. Wwf ed Enpa in testa.

Le critiche sono durissime: «La pratica delle preaperture è una vergogna – sostiene il Wwf –. Queste sono ormai attuate non come eccezione, ma come regola, nonostante i pareri contrari degli organi di indirizzo e controllo in materia e i nostri appelli alla ragionevolezza e al rispetto delle regole europee e internazionali per la tutela di fauna e ambienti selvatici. Appelli rimasti in gran parte inascoltati. I governatori regionali dimenticano che la fauna è patrimonio indisponibile dello Stato, e quindi di tutti noi, e non proprietà di una sempre più ristretta minoranza che si diverte a distruggerla». Gli incendi e l’intensa ondata di calore che ha duramente colpito l’isola «avrebbero dovuto indurre il governatore a prendere misure immediate e drastiche per attutirne gli effetti nefasti sulla natura, sull'agricoltura, sulle aree colpite dagli incendi, sugli animali selvatici. Per questo il Wwf Italia aveva chiesto di sospendere la caccia per salvaguardare fauna e habitat naturali già pesantemente colpiti e stressati».

Molto polemico anche l'Ente nazionale per la protezione animali che ha chiesto al premier Mario Draghi di intervenire, commissariando le Regioni che hanno deciso le preaperture «violando le norme comunitarie e nazionali».

«Dopo una infernale stagione estiva di incendi e di lunga siccità – sostiene l’Enpa in una nota –, che ha visto decine di milioni di animali morire tra le fiamme, e dopo gli inutili appelli - rimasti totalmente inascoltati - al ministro Cingolani di fermare la “strage per divertimento” causata dal popolo delle doppiette chiediamo al presidente del consiglio il commissariamento delle Regioni che hanno deciso le preaperture e una efficace modifica della legge sugli incendi boschivi 353 del 2000, affinché sia posto un vincolo perenne sui terreni percorsi dal fuoco per quanto riguarda il pascolo, l'edificazione, la caccia e la posa degli impianti fotovoltaici a terra».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative