A scuola con il green pass e mai più lezioni in Dad
di Silvia Sanna
Feliziani: «Applichiamo la legge, chi non la rispetta sarà sospeso e sostituito»
4 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. In attesa della piattaforma annunciata dal Ministero, ci si affida alla app e ai controllori indicati dai dirigenti scolastici: saranno loro a verificare il green pass del personale di nuova nomina che oggi prenderà servizio in presenza nei rispettivi istituti. Non vale l’autocertificazione: i prof privi del certificato verde non saranno ammessi. Per viaggiare sulle navi, sugli aerei e sui treni a lunga percorrenza da oggi valgono le stesse regole della scuola: chi non ha il Qr code resta a terra oppure a casa. «Ce la faremo – assicura Francesco Feliziani, direttore dell’ufficio scolastico regionale – non posso dire che sarà un anno scolastico semplice ma di sicuro meno in salita rispetto al precedente e soprattutto rispetto al primo, quello in cui la pandemia è comparsa all’improvviso nella nostra vita e nessuno di noi sapeva che fare. Ora siamo più forti rispetto al virus grazie al vaccino e all’alta percentuale di vaccinati. Ed esiste un quadro di regole che siamo chiamati a rispettare. Chi non lo fa accetta di pagare delle conseguenze».
Direttore, è favorevole o contrario al green pass?
«Non spetta a me esprimere una opinione sul tema, io mi limito a rispettare le leggi e a farle rispettare nel settore di mia competenza. E la legge dice che da domani (oggi ndr) il personale scolastico è soggetto all’obbligo di green pass: la resistenza sull’argomento non mi riguarda, ognuno risponderà delle sue decisioni».
Chi non ha il green pass verrà sospeso dal servizio, teme che questo potrà creare difficoltà al sistema scolastico?
«No, perché secondo gli ultimi dati la percentuale di non vaccinati tra gli operatori scolastici è molto ridotta. In ogni caso chi decide di non vaccinarsi può ottenere il green pass esibendo un tampone con esito negativo ed essere ammesso regolarmente a scuola».
Il tampone dovrebbe essere ripetuto ogni due giorni, per questo chi non si vaccina per scelta chiede che il test sia gratuito. Giusto o sbagliato?
«Se la legge prevede che il tampone sia a pagamento, chi ritiene che lo Stato stia ledendo i suoi diritti può rivolgersi a un giudice e vedere se ha torto oppure ragione. Nell’attesa, in assenza di vaccinazione o tampone negativo, scatta la sospensione dal servizio senza stipendio».
Il provvedimento verrà adottato dal quinto giorno di assenza ingiustificata, nel frattempo le ore di quel docente resteranno scoperte.
«Succedeva anche prima del green pass: la nomina del supplente sostituto avviene solo dopo qualche giorno. A diminuire saranno invece i costi a carico dello Stato perché dovrà essere pagato un solo stipendio al docente supplente e non anche al titolare che viene sostituito, come accade normalmente».
In Sardegna ci sono tante cattedre scoperte e moltissimi precari, si riuscirà a garantire la continuità didattica?
«Lo abbiamo sempre fatto: è capitato spesso di dover sostituire anche i supplenti, nominando sostituti dei sostituti. Per gli studenti non cambierà nulla, le lezioni si svolgeranno in maniera regolare».
Il 14 settembre si parte in presenza, la Dad è un capitolo chiuso?
«Sono fiducioso, mi sento di escludere un ritorno alla didattica a distanza se non in casi particolari e comunque per periodi brevi. Iniziamo l’anno scolastico in una situazione molto più confortante rispetto al settembre scorso, quando non avevamo a disposizione i vaccini ed eravamo nel pieno della seconda ondata di diffusione del virus».
A proposito di vaccini, perché c’è tanta diffidenza?
«Su certi argomenti si fa fatica a dare fiducia a chi è più esperto di noi. Personalmente mi fido dello scienza e guardo la realtà: negli ospedali la stragrande maggioranza di ricoverati sono persone non vaccinate. Basta questo secondo me per valutare l’efficacia del siero e scegliere di proteggersi. Invece c’è chi preferisce parlare di complotti e di dittatura sanitaria. Argomenti non nuovi e precedenti al Covid: ricordo bene il polverone sollevato dai no vax quando fu introdotto l’obbligo vaccinale per i bambini a scuola».
Secondo lei gli studenti dovrebbero vaccinarsi contro il Covid-19?
«Penso che per i più giovani debba essere mantenuta la libera scelta soprattutto perché si tratta di una fascia d’età poco esposta alle conseguenze più gravi della malattia. Ma ritengo giusto promuovere campagne di sensibilizzazione e credo che chi ricopre un ruolo istituzionale debba trasmettere un messaggio positivo e dare il buon esempio».
Direttore, è favorevole o contrario al green pass?
«Non spetta a me esprimere una opinione sul tema, io mi limito a rispettare le leggi e a farle rispettare nel settore di mia competenza. E la legge dice che da domani (oggi ndr) il personale scolastico è soggetto all’obbligo di green pass: la resistenza sull’argomento non mi riguarda, ognuno risponderà delle sue decisioni».
Chi non ha il green pass verrà sospeso dal servizio, teme che questo potrà creare difficoltà al sistema scolastico?
«No, perché secondo gli ultimi dati la percentuale di non vaccinati tra gli operatori scolastici è molto ridotta. In ogni caso chi decide di non vaccinarsi può ottenere il green pass esibendo un tampone con esito negativo ed essere ammesso regolarmente a scuola».
Il tampone dovrebbe essere ripetuto ogni due giorni, per questo chi non si vaccina per scelta chiede che il test sia gratuito. Giusto o sbagliato?
«Se la legge prevede che il tampone sia a pagamento, chi ritiene che lo Stato stia ledendo i suoi diritti può rivolgersi a un giudice e vedere se ha torto oppure ragione. Nell’attesa, in assenza di vaccinazione o tampone negativo, scatta la sospensione dal servizio senza stipendio».
Il provvedimento verrà adottato dal quinto giorno di assenza ingiustificata, nel frattempo le ore di quel docente resteranno scoperte.
«Succedeva anche prima del green pass: la nomina del supplente sostituto avviene solo dopo qualche giorno. A diminuire saranno invece i costi a carico dello Stato perché dovrà essere pagato un solo stipendio al docente supplente e non anche al titolare che viene sostituito, come accade normalmente».
In Sardegna ci sono tante cattedre scoperte e moltissimi precari, si riuscirà a garantire la continuità didattica?
«Lo abbiamo sempre fatto: è capitato spesso di dover sostituire anche i supplenti, nominando sostituti dei sostituti. Per gli studenti non cambierà nulla, le lezioni si svolgeranno in maniera regolare».
Il 14 settembre si parte in presenza, la Dad è un capitolo chiuso?
«Sono fiducioso, mi sento di escludere un ritorno alla didattica a distanza se non in casi particolari e comunque per periodi brevi. Iniziamo l’anno scolastico in una situazione molto più confortante rispetto al settembre scorso, quando non avevamo a disposizione i vaccini ed eravamo nel pieno della seconda ondata di diffusione del virus».
A proposito di vaccini, perché c’è tanta diffidenza?
«Su certi argomenti si fa fatica a dare fiducia a chi è più esperto di noi. Personalmente mi fido dello scienza e guardo la realtà: negli ospedali la stragrande maggioranza di ricoverati sono persone non vaccinate. Basta questo secondo me per valutare l’efficacia del siero e scegliere di proteggersi. Invece c’è chi preferisce parlare di complotti e di dittatura sanitaria. Argomenti non nuovi e precedenti al Covid: ricordo bene il polverone sollevato dai no vax quando fu introdotto l’obbligo vaccinale per i bambini a scuola».
Secondo lei gli studenti dovrebbero vaccinarsi contro il Covid-19?
«Penso che per i più giovani debba essere mantenuta la libera scelta soprattutto perché si tratta di una fascia d’età poco esposta alle conseguenze più gravi della malattia. Ma ritengo giusto promuovere campagne di sensibilizzazione e credo che chi ricopre un ruolo istituzionale debba trasmettere un messaggio positivo e dare il buon esempio».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
