Pochi fondi per Sassari Ora la protesta si allarga
Dei quasi 5 milioni per le cliniche appena 478mila euro arriveranno al nord
3 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. La perequazione promessa non c’è stata. Non ci sono solo le risorse per gli studi specialistici accreditati a far storcere il naso a chi vive nella zona nord dell’isola. Ci sono anche quelle per le cliniche private. E anche in questo caso è il sud a fare da asso pigliatutto. Su quasi 5 milioni di euro di risorse aggiuntive, infatti, quasi due vanno alla Kinetika di Quartu. Sono del Cagliaritano anche la Sant’Anna (Cagliari, 271mila), la Sant’Antonio (Cagliari, 465mila), la Villa Elena (Cagliari, 366mila), la Nuova casa di cura (Decimomannu, 605mila). Nella lista anche la Madonna del Rimedio (Oristano, 590mila), la Tommasini (Jerzu, 255mila). Poi c’è il Policlinico Sassarese che incasserà 478mila euro.
E Sassari, ancora una volta penalizzata nella ripartizione dei fondi per la Sanità, alza la voce. Per la verità non è proprio un vocione o un urlo di quelli che attirano l’attenzione, ma per ora una lamentazione bipartisan, che è partita ieri dal capogruppo del Ps in consiglio regionale, Gianfranco Ganau, è passata dai cattolici delle Acli ed è approdata a un rappresentante della maggioranza in Regione. Antonello Peru, consigliere regionale di Udc-Cambiamo, ha chiesto al presidente della Regione, Christian Solinas, di far ritirare la delibera con cui l’Ats ha ripartito le risorse da destinare alla sanità privata per il piano di recupero delle liste d’attesa.
«Il piano della Giunta deve ridurre le liste di attesa in tutta la Sardegna e per farlo la ripartizione delle risorse deve essere fatta su base territoriale. Così era stato stabilito in commissione sanità che aveva votato favorevolmente una mia proposta che prevedeva proprio il riequilibrio delle risorse tra nord e sud dell’isola».
Peru difende l’operato della Giunta, riconoscendole il merito di aver trovato delle risorse aggiuntive per le prestazioni sanitarie private, ma contesta i criteri di ripartizione: «Sono ancora quelli vecchi e mantengono una disparità di trattamento tra sud e nord, con questo territorio che rischia di rimanere ancora una volta indietro ed in piena emergenza».
Per questo, secondo il consigliere di maggioranza, «la delibera del commissario straordinario deve essere ritirata e riformulata sulla base di quanto deciso dalla commissione».
Qual è il motivo della polemica? Un disequilibrio nella ripartizione dei budget di spesa sia alle case di cura che per la specialistica convenzionata esterna: «Con questa delibera si va ancora nella direzione di favorire le strutture sanitarie che hanno i tetti di spesa più alti, e di conseguenza si favoriscono territori che hanno più case di cura e più strutture sanitarie convenzionate rispetto ad altri».
Il consigliere di Udc-Cambiamo propone una «distribuzione delle risorse fatta in base alla popolazione di riferimento dei singoli territori» e si dice certo che «il presidente Solinas rispetterà l’impegno a suo tempo assunto nel riequilibrare la distribuzione delle risorse. Per rispettare quell’impegno bisogna iniziare dal ritiro di questa delibera e dall’individuazione di criteri territoriali e dei reali fabbisogni dei cittadini e delle popolazioni interessate e non solo legati ai budget di spesa». (r.pe.)
E Sassari, ancora una volta penalizzata nella ripartizione dei fondi per la Sanità, alza la voce. Per la verità non è proprio un vocione o un urlo di quelli che attirano l’attenzione, ma per ora una lamentazione bipartisan, che è partita ieri dal capogruppo del Ps in consiglio regionale, Gianfranco Ganau, è passata dai cattolici delle Acli ed è approdata a un rappresentante della maggioranza in Regione. Antonello Peru, consigliere regionale di Udc-Cambiamo, ha chiesto al presidente della Regione, Christian Solinas, di far ritirare la delibera con cui l’Ats ha ripartito le risorse da destinare alla sanità privata per il piano di recupero delle liste d’attesa.
«Il piano della Giunta deve ridurre le liste di attesa in tutta la Sardegna e per farlo la ripartizione delle risorse deve essere fatta su base territoriale. Così era stato stabilito in commissione sanità che aveva votato favorevolmente una mia proposta che prevedeva proprio il riequilibrio delle risorse tra nord e sud dell’isola».
Peru difende l’operato della Giunta, riconoscendole il merito di aver trovato delle risorse aggiuntive per le prestazioni sanitarie private, ma contesta i criteri di ripartizione: «Sono ancora quelli vecchi e mantengono una disparità di trattamento tra sud e nord, con questo territorio che rischia di rimanere ancora una volta indietro ed in piena emergenza».
Per questo, secondo il consigliere di maggioranza, «la delibera del commissario straordinario deve essere ritirata e riformulata sulla base di quanto deciso dalla commissione».
Qual è il motivo della polemica? Un disequilibrio nella ripartizione dei budget di spesa sia alle case di cura che per la specialistica convenzionata esterna: «Con questa delibera si va ancora nella direzione di favorire le strutture sanitarie che hanno i tetti di spesa più alti, e di conseguenza si favoriscono territori che hanno più case di cura e più strutture sanitarie convenzionate rispetto ad altri».
Il consigliere di Udc-Cambiamo propone una «distribuzione delle risorse fatta in base alla popolazione di riferimento dei singoli territori» e si dice certo che «il presidente Solinas rispetterà l’impegno a suo tempo assunto nel riequilibrare la distribuzione delle risorse. Per rispettare quell’impegno bisogna iniziare dal ritiro di questa delibera e dall’individuazione di criteri territoriali e dei reali fabbisogni dei cittadini e delle popolazioni interessate e non solo legati ai budget di spesa». (r.pe.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
