«Chi ci manda a casa commette un reato»
Alcuni docenti del Conservatorio: è interruzione di pubblico servizio. Il presidente Iai: applico la legge
2 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Sono diffidati dal chiedere di esibire il green pass e dall’allontanare il personale impedendogli l’ingresso nell’istituto per svolgere l’attività di didattica: in caso contrario potrebbe configurarsi nei loro confronto il reato di interruzione di pubblico servizio. È la sintesi delle prime lettere inviate a Ivano Iai e Mariano Meloni, rispettivamente presidente e direttore del Conservatorio musicale “Luigi Canepa” di Sassari. Nell’istituto di alta formazione, così come prevede il decreto legge 11 del 6 agosto, l’accesso è consentito solo al personale (docenti, dipendenti e studenti) muniti di green pass, dunque soggetti vaccinati o in grado di esibire un tampone negativo eseguito nelle 48 ore precedenti. «Gli ingressi sono disciplinati sulla base della normativa nazionale – dice il presidente Iai – che siamo tenuti a rispettare come sempre abbiamo fatto sinora. Spiace che qualcuno sollevi questioni relative al presunto mancato rispetto della privacy o sostenga che impedire l’ingresso configuri l’interrizione di pubblico servizio». Le lettere di diffida sono arrivate nel giorno di esordio del green pass obbligatorio a scuola e all’Università «e a firmarle sono docenti dell’Istituto. Diffide analoghe sono state recapitate anche a colleghi che presiedono altri Conservatori musicali in Italia. È una situazione per me assai spiacevole di cui informerò la ministra dell’Università Maria Cristina Messa e che mi auguro comunque di risolvere confidando nella forza del dialogo: invito i docenti che rifiutano l’applicazione delle regole a confrontarsi sull’argomentocosì come fatto alcuni studenti che hanno chiesto spiegazioni e ottenuto le risposte. Per esempio a chi per ragioni sanitarie non può ricevere il vaccino sarà chiesto il tampone: l’ingresso libero non è previsto per nessuno. Vorrei che fosse chiaro questo concetto – aggiunge Iai –: il decreto legge che abbiamo il dovere di applicare non nasce con l’obiettivo di respingere ma al contrario di aprire il più possibile la comunità agli ingressi. In un momento in cui la pandemia non è finita, il virus circola ancora e aumentano i ricoveri in ospedale, è necessario maggiore rigore per evitare l’insorgenza di nuovi focolai. In questo senso – aggiunge l’avvocato Iai – verificare il possesso di determinati requisiti rappresenza una garanzia per tutti: chi accede al Conservatorio sa che troverà all’interno persone vaccinate o comunque negative al virus. È l’unica possibilità per fare lezione e lavorare il più possibile in presenza: l’ingresso “selvaggio” di persone non controllate pregiudicherebbe questa condizione e se io lo consentissi mi renderei responsabile, in questo caso sì, di interruzione di pubblico servizio. Perché l’insorgenza di contagi comporterebbe la sospensione delle lezioni, con l’attività didattica di nuovo on line. Una situazione di svantaggio anche per chi oggi si lamenta e contesta le regole. Che, invece, sono state pensate e vengono applicate nell’interesse di tutti». (si. sa.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
