Proteggi la tua isola, SARDEGNA VIVA: una collana imperdibile

La bellezza mozzafiato della natura sarda, le montagne, le foreste, le grotte, gli animali e i territori. In un'opera unica, il lato nascosto del paradiso

La Sardegna, che con indovinata intuizione lo scrittore Marcello Serra definì «quasi un continente», presenta una varietà tale di ambienti e di situazioni naturalistiche particolari che pensare di descriverla in maniera esaustiva risulta un impegno imponente. Per renderlo possibile è necessario fare precise scelte, privilegiare alcune situazioni rispetto ad altre, sempre con l’intento di fornire un quadro il più ampio possibile dei paesaggi, delle montagne, delle foreste, delle piante e degli animali che qui vivono. Ed è proprio questo l’intento principale della collana Sardegna viva, in edicola con la Nuova Sardegna a partire dal 10 settembre.

Proteggi la tua isola, SARDEGNA VIVA: una collana imperdibile

I volumi sono ricchissimi di fotografie, spesso spettacolari, uniche e inedite. Si va dal Gennargentu, la porta del vento, al Supramonte, l’Ogliastra, Quirra, Gerrei e Sarrabus, e ancora la Barbagia con il Barigadu, Guilcer, Montiferru e Marmilla. Seguono la Sardegna Centro-orientale e poi la Nurra, Coros, Meilogu, Villanova e Planargia, e il Monteacuto, Goceano, Marghine. Per finire la Gallura, Linas, Iglesiente, Sulcis e Capoterra.

GENNARGENTU LA PORTA DEL VENTO. Quando si parla di natura selvaggia, di montagne e di foreste antiche in Sardegna il pensiero corre subito al Gennargentu e proprio alla montagna sarda per eccellenza è dedicato il primo volume della collana. Nel capitolo iniziale il geologo Francesco Murgia con il microbiologo Antonio Farris e il botanico Emmanuele Farris descrivono le caratteristiche geologiche, naturalistiche e la biodiversità della montagna. È inserita nel capitolo anche una scheda sul Sito di Interesse Comunitario (SIC) istituito sulla montagna e una interamente dedicata allo spettacolo straordinario di colori e di profumi delle fioriture del Gennargentu, che nella tarda primavera cambia radicalmente la fisionomia del paesaggio. Segue un capitolo del micologo Renato Brotzu che illustra le specie di funghi propri di questi ambienti. Alla descrizione scientifica si alterna il racconto della montagna, con ampio spazio riservato anche alle sensazioni ed emozioni che essa suscita: si inizia con un breve testo sulla neve che esalta il fascino del Gennargentu imbiancato, reso visibile da una lunga carrellata di immagini suggestive e di forte impatto, sempre puntando sulle emozioni si prosegue con pagine dedicate al racconto degli orizzonti della montagna, dei suoi ampi spazi, dei suoi silenzi, degli animali che la vivono. È quasi un prologo per il capitolo successivo, interamente dedicato agli alberi patriarcali che, numerosi e solenni, sono presenti in tante località, testimoni silenziosi dello scorrere del tempo. Gli alberi più vecchi ospitano regolarmente diverse varietà di insetti, a volte anche esclusivi di questa montagna. Proprio agli insetti del Gennargentu è dedicato il capitolo di Mauro Doneddu, appassionato studioso e valente fotografo della microfauna sarda. Particolarmente interessante appare la scheda sulla denominazione “sardo” che qualifica un gran numero di specie qui presenti. Dalla micro fauna si arriva alla grande fauna con Emilio Melis, originario di Fonni, che da sempre fotografa il Gennargentu, i suoi fiori, le sue aquile e i suoi mufloni; scatti memorabili sono raccontati nel capitolo a lui dedicato.