La Nuova Sardegna

Tra proteste e diffide la scuola parte in salita

di Silvia Sanna
Tra proteste e diffide la scuola parte in salita

Nella prima giornata una decina i docenti bloccati perché privi del certificato L’assessore all’Istruzione: stop polemiche, terapie intensive piene di no vax

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SASSARI. Una decina di professori bloccati all’ingresso, c’è chi rimedia facendo il tampone rapido, qualcuno ha il via libera dopo un paio d’ore, per altri invece non c’è nulla da fare e tornano a casa. Senza green pass non si passa: il lettore del Qr code è una sentenza, se non si accende la luce verde non c’è speranza. Il giorno d’esordio del certificato è stato abbastanza soft a parte un paio di episodi spiacevoli come ad Alghero dove un collaboratore scolastico privo di green pass ha aggredito un carabiniere. Ma il vero banco di prova sarà martedì 14, quando le scuole accoglieranno gli studenti e tutto il personale scolastico, non solo la quota di docenti e dirigenti di nuova nomina che ha preso servizio in presenza ieri. Dall’assessore alla Pubblica istruzione Andrea Biancareddu arriva un nuovo appello: «Vaccinatevi, c’è in gioco la salute di tutti. E anche la tenuta del nostro sistema ospedaliero. Guardate i numeri: le terapie intensive sono occupate al 100% da pazienti Covid non vaccinati. Questo dato vorrà dire qualcosa oppure no? Siamo in una fase cruciale, in cui bisogna essere lucidi, affidarsi alla scienza e rispettare le regole».

Diffide e proteste. Ma per ora i numeri non bastano per dissipare i dubbi di alcuni sulla efficacia del vaccino. E sul fronte della scuola il clima si scalda: arrivano lettere di diffida da parte di professori contrari al green pass ai responsabili degli istituti e alcune sindacati sono in fibrillazione e contestano il sistema di controllo del certificato verde, a loro giudizio lesivo della privacy. Massimo De Pau, presidente regionale dell’Anp, associazione nazionale presidi, allarga le braccia: «Al momento siamo obbligati ad affidare le verifiche sul green pass ai collaboratori negli istituti, non c’è altra possibilità considerato che la piattaforma annunciata dal ministero non sarà operativa prima del 10 settembre, quindi qualche giorno prima della riapertura delle scuole. Per ora se dall’app che utilizziamo non arriva il via libera, cioé la validazione del certificato verde, noi dobbiamo applicare quanto prevede la normativa, non autorizzando l’ingresso a scuola». Una procedura scorretta, secondo i Cobas, dai quali arriva il primo stop ai dirigenti scolastici. Il sindacato in una lettera di diffida inviata anche al ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi dice che i controlli non possono essere delegati al personale docente e Ata. Non solo: Cobas diffida i dirigenti dal «prevedere illegittimi allungamenti dell'orario di lavoro, con surreali richieste di recarsi nelle proprie scuole anche mezz'ora prima dell'orario di inizio del proprio turno, per agevolare i controlli dei green pass».

L’assessore: basta polemiche. Il tono di voce è due tacche sopra, dice di essere preoccupato perché «vedo i numeri dei ricoveri nei nostri ospedali e sento gli esperti ribadire che la vaccinazione evita conseguenze gravi a chi contrae il Covid, ma nonostante questo c’è chi protesta contro il green pass. Mi sembra surreale». E un certo stupore l’assessore Andrea Biancareddu confessa di avere provato nel leggere le dichiarazioni della dirigente scolastica Francesca Spampani, ieri sulla Nuova. «La ds di Tempio dice che il green pass è inutile e che per garantire sicurezza a scuola sarebbe meglio fare screening periodici tra gli studenti. Dice anche che i tamponi per ottenere il green pass in assenza di vaccino dovrebbero essere gratuiti per il personale scolastico. Rispetto le opinioni e la libertà di espressione di ciascuno – dice Biancareddu – ma ritengo che chi in questa fase chi ricopre un ruolo delicato come quello del dirigente scolastico, dovrebbe usare maggiore cautela. E prima di definire il green pass inutile, andare a verificare quello che sta succedendo nei nostri ospedali. Verrebbe a sapere che tra i ricoverati in terapia intensiva non c’è un solo paziente vaccinato e che non è vaccinato il 93% dei pazienti nei reparti non intensivi: il 7% di vaccinati è composto da persone che avevano fatto solo la prima dose e aspettavano la seconda o da anziani coperti da doppia dose ma affetti da gravi patologie sulle quali le varianti del virus hanno avuto vita facile. Questi numeri certificano che il vaccino non rende immuni dal contagio ma è fondamentale per evitare nella stragrande maggioranza conseguenze gravi. Ma pensiamo anche a chi soffre di altre malattie e riceve assistenza a singhiozzo perché gli ospedali sono affollati da pazienti Covid: per questo dico che non vaccinarsi è un atto di egoismo. E se non si può o non si vuole farlo è sacrosanto verificare il proprio stato di salute con i tamponi, soprattutto se si lavora a contatto con i ragazzi: ma i test possono essere gratuiti solo per i fragili, non per tutti. Per fortuna la maggior parte delle persone ha capito bene la situazione: sono aumentate le vaccinazioni tra il personale scolastico e proprio i dirigenti danno il buon esempio: la percentuale di quelli coperti con doppia dose ha raggiunto il 93%».

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