La Nuova Sardegna

Pranzi e cene in Consiglio regionale senza l’obbligo del green pass

Claudio Zoccheddu
Pranzi e cene in Consiglio regionale senza l’obbligo del green pass

La certificazione verde non viene richiesta all’ingresso delle aree di ristorazione. Aumenta il pericolo di contagi con una quota di consiglieri ancora non vaccinata

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CAGLIARI. La prassi è ormai consolidata: per mangiare all’interno di un qualsiasi ristorante, o per consumare al tavolino di un bar, sempre all’interno, è necessario richiedere ed esibire il green pass. I trasgressori rischiano da 400 a 1.000 euro di multa, che siano clienti o gestori. A meno che il ristorante non sia all’interno del Consiglio regionale della Sardegna dove, a quanto pare, si mangia e si beve seduti al tavolino senza che nessuno si preoccupi dell’ormai famosa certificazione verde. Uno spot per nulla costruttivo che racconta di una zona franca in cui le deroghe valgono più delle regole. Se l’assenza di controlli è eticamente discutibile, l’aspetto sanitario lo è in misura addirittura maggiore perché è ormai assodato che una quota di consiglieri regionali non sia vaccinata. Alcuni lo avevano candidamente ammesso alla Nuova Sardegna qualche tempo fa, salvo poi fare marcia indietro chiedendo che le generalità dei politici no vax non venissero divulgate.


L’accusa. Proprio dal tema dei no vax è venuta fuori la zona franca della ristorazione. L’attacco è di Francesco Agus, consigliere dei Progressisti: «In un momento dove è richiesto il green pass per lavorare in una scuola, o per prendere la colazione al bar, è assurdo constatare come parte dei consiglieri regionali di maggioranza non sia vaccinata». Dalla mancata vaccinazione alla sicurezza della convivenza, il passo è breve: «Chiederò al presidente del Consiglio di intervenire per rendere più sicuri i locali, a volte angusti, in cui si svolgono le riunioni. E vale anche per l’assenza di controlli all’interno del ristorante, a cui si può accedere senza esibire il green pass mentre prima erano state rispettate puntualmente tutte le altre misure anti contagio, dalla chiusura durante il lockdown all’impossibilità di consumare al tavolino nelle fasi successive». Ma la svista, in questo caso, è decisamente imbarazzante e il rigido rispetto del protocollo nelle fasi precedenti non la giustifica.

La replica. Il presidente del Consiglio regionale, Michele Pais, è pronto ad intervenire: «Stiamo verificando la segnalazione e provvederemo al più presto affinché la normativa venga rispettata in tutti i suoi aspetti, compresi quelli del green pass. Ad agosto il consiglio regionale lavora a ranghi ridotti, io stesso rientrerò a Cagliari lunedì, ma sono sicuro che anche questo disguido verrà risolto nonostante la gestione privata delle sale in questione». Intanto Pais si è impegnato nella sensibilizzazione: «Scriverò una lettera in cui ricorderò a tutti i colleghi la necessità di rispettare le norme legate al green pass – spiega il presidente del Consiglio Regionale – in modo che l’estrema attenzione con cui gestiamo l’emergenza sanitaria, dagli accessi dotati di termoscanner alla costante sanificazione di locali e superfici, valga anche per il green pass». Con i no vax, però, le cose si complicano: «Io sono vaccinato ma non possono certo imporre la mia scelta anche ai colleghi. Il green pass si ottiene anche tramite i tamponi e credo che in questo periodo li utilizzeremo maggiormente rispetto a quanto già fatto in precedenza».
 

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