Come in un film noir: in fuga la donna del mistero
di Nadia Cossu
Una francese arrestata in Costa evade dai domiciliari a Sassari e sparisce
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SASSARI. Cinquantotto anni, donna di bella presenza, distinta e benestante, è arrivata in Sardegna qualche giorno fa su un volo di linea atterrato a Olbia. Pronta a trascorrere una bella vacanza nell’isola, si è sistemata in un hotel della Costa Smeralda. Ma non ha avuto nemmeno il tempo di godersi la prima notte in albergo perché alle due del mattino qualcuno ha bussato alla porta della sua camera. Era la polizia: «Signora, dobbiamo arrestarla». Lei sgrana gli occhi e tutto sembra il copione di un film noir.
Nei confronti della donna, cittadina francese, era stato infatti emesso dall’autorità giudiziaria tedesca un mandato di arresto europeo e il suo nome figurava negli elenchi dell’Interpol. Lo sbarco in Gallura dall’aereo ha fatto resto. Quel che accade dopo è altrettanto singolare. Alla signora, tanto per cominciare, viene prima affidato un legale d’ufficio e in un secondo momento viene chiamato ad assisterla l’avvocato Giuseppe Onorato, esperto in questioni di diritto internazionale. E così iniziano a emergere i dettagli dell’intricata vicenda giudiziaria/sentimentale.
La 58enne è separata dal marito, un noto accademico tedesco, da qualche anno. Lui a un certo punto la denuncia perché sostiene che lei si sia appropriata della sua carta di credito e abbia speso circa 11mila euro. La donna finisce a processo e nel 2017 il tribunale di Monaco la condanna: viene sottoposta a diciotto mesi di libertà vigilata. Se questa misura non verrà rispettata si tramuterà in detenzione ordinaria da scontare in un carcere tedesco. I giudici stabiliscono che debba anche restituire l’intera somma all’ex marito. Cosa, quest’ultima, che effettivamente la ex moglie fa. Subito dopo rientra in Francia e inizia anche a lavorare come imprenditrice nel settore dell’informatica.
E poi decide persino di fare una vacanza in Italia, in Costa Smeralda per la precisione. A quanto pare la donna non sa che la libertà vigilata nel frattempo è stata convertita in detenzione ordinaria e che l’autorità tedesca la sta cercando. A trovarla è la polizia di Olbia.
Così sabato 28 agosto la signora viene accompagnata nel carcere di Bancali, a Sassari. Lunedì, all’esito dell’udienza di convalida in corte d’appello (competente per i mandati di arresto europei), alla 58enne vengono concessi i domiciliari. Il giudice ritiene infatti che non ci sia pericolo di reiterazione del reato, la donna si è mostrata collaborativa e con i mezzi economici necessari per pagare una struttura ricettiva. Con l’aiuto di una figlia trova una camera in un B&B in città e lì si sistema in attesa del processo. Prima udienza giovedì 9 settembre.
Ma ecco il secondo colpo di scena (il primo era l’arresto nell’hotel della Costa): la signora tre giorni fa è fuggita. Le telecamere della videosorveglianza del B&B l’hanno immortalata alle sei del mattino di venerdì mentre usciva dalla struttura. Ha lasciato in camera le valigie e una lettera indirizzata alla proprietaria: «Mia figlia, di cui fornisco il numero di telefono, la contatterà e pagherà quanto dovuto, oggi stesso».
Né lei né la figlia rispondono invece all’avvocato Onorato: il cellulare della sua assistita – ormai un’evasa a tutti gli effetti – squilla a vuoto. E così quello dei suoi familiari.
Una vicenda dai contorni quasi rocamboleschi che rischia però di diventare parecchio problematica per la protagonista. La fuga forse è stata dettata dalla paura di essere rimpatriata in Germania. Il presidente della corte d’appello di Sassari, Salvatore Marinaro, avrebbe infatti dovuto pronunciarsi sull’esecuzione o meno del mandato d’arresto e nell’udienza di giovedì si sarebbe dovuta valutare la documentazione inoltrata dal ministero tedesco.
Quasi certamente la 58enne francese è stata aiutata da qualcuno. Non ha documenti d’identità – perché le sono stati sequestrati al momento dell’arresto – e non ha neppure un bagaglio. Difficile, in sintesi, immaginare che possa aver fatto tutto da sola. Meno ancora che, in una situazione simile, sia in grado di lasciare la Sardegna e attraversare il mare.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Nei confronti della donna, cittadina francese, era stato infatti emesso dall’autorità giudiziaria tedesca un mandato di arresto europeo e il suo nome figurava negli elenchi dell’Interpol. Lo sbarco in Gallura dall’aereo ha fatto resto. Quel che accade dopo è altrettanto singolare. Alla signora, tanto per cominciare, viene prima affidato un legale d’ufficio e in un secondo momento viene chiamato ad assisterla l’avvocato Giuseppe Onorato, esperto in questioni di diritto internazionale. E così iniziano a emergere i dettagli dell’intricata vicenda giudiziaria/sentimentale.
La 58enne è separata dal marito, un noto accademico tedesco, da qualche anno. Lui a un certo punto la denuncia perché sostiene che lei si sia appropriata della sua carta di credito e abbia speso circa 11mila euro. La donna finisce a processo e nel 2017 il tribunale di Monaco la condanna: viene sottoposta a diciotto mesi di libertà vigilata. Se questa misura non verrà rispettata si tramuterà in detenzione ordinaria da scontare in un carcere tedesco. I giudici stabiliscono che debba anche restituire l’intera somma all’ex marito. Cosa, quest’ultima, che effettivamente la ex moglie fa. Subito dopo rientra in Francia e inizia anche a lavorare come imprenditrice nel settore dell’informatica.
E poi decide persino di fare una vacanza in Italia, in Costa Smeralda per la precisione. A quanto pare la donna non sa che la libertà vigilata nel frattempo è stata convertita in detenzione ordinaria e che l’autorità tedesca la sta cercando. A trovarla è la polizia di Olbia.
Così sabato 28 agosto la signora viene accompagnata nel carcere di Bancali, a Sassari. Lunedì, all’esito dell’udienza di convalida in corte d’appello (competente per i mandati di arresto europei), alla 58enne vengono concessi i domiciliari. Il giudice ritiene infatti che non ci sia pericolo di reiterazione del reato, la donna si è mostrata collaborativa e con i mezzi economici necessari per pagare una struttura ricettiva. Con l’aiuto di una figlia trova una camera in un B&B in città e lì si sistema in attesa del processo. Prima udienza giovedì 9 settembre.
Ma ecco il secondo colpo di scena (il primo era l’arresto nell’hotel della Costa): la signora tre giorni fa è fuggita. Le telecamere della videosorveglianza del B&B l’hanno immortalata alle sei del mattino di venerdì mentre usciva dalla struttura. Ha lasciato in camera le valigie e una lettera indirizzata alla proprietaria: «Mia figlia, di cui fornisco il numero di telefono, la contatterà e pagherà quanto dovuto, oggi stesso».
Né lei né la figlia rispondono invece all’avvocato Onorato: il cellulare della sua assistita – ormai un’evasa a tutti gli effetti – squilla a vuoto. E così quello dei suoi familiari.
Una vicenda dai contorni quasi rocamboleschi che rischia però di diventare parecchio problematica per la protagonista. La fuga forse è stata dettata dalla paura di essere rimpatriata in Germania. Il presidente della corte d’appello di Sassari, Salvatore Marinaro, avrebbe infatti dovuto pronunciarsi sull’esecuzione o meno del mandato d’arresto e nell’udienza di giovedì si sarebbe dovuta valutare la documentazione inoltrata dal ministero tedesco.
Quasi certamente la 58enne francese è stata aiutata da qualcuno. Non ha documenti d’identità – perché le sono stati sequestrati al momento dell’arresto – e non ha neppure un bagaglio. Difficile, in sintesi, immaginare che possa aver fatto tutto da sola. Meno ancora che, in una situazione simile, sia in grado di lasciare la Sardegna e attraversare il mare.
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