Protesta dei progressisti in consiglio
Garante per l’infanzia cercasi
Antonio Piu e Anna Cherchi sollecitano la nomina alla giunta
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CAGLIARI. «In Sardegna non è stato ancora nominato il Garante regionale per l'infanzia e l’adolescenza». La denuncia arriva in un comunicato congiunto sottoscritto da Antonio Piu, consigliere regionale dei Progressisti, che già nei mesi scorsi avevano sollevato la questione, e da Anna Cherchi, componente della commissione regionale Pari opportunità. La figura del Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza, istituita nel 2011, è nata con la funzione di tutelare le esigenze, a livello normativo e amministrativo, delle fasce più giovani della popolazione.
«Il Garante – sottolinea Piu – non è la soluzione assoluta a tutte le problematiche legate a questa delicata fase dello sviluppo, ma proprio in funzione delle sua terzietà ed indipendenza nel “garantire”, “promuovere”, “verificare”, “diffondere” e “favorire” la cultura della mediazione, il monitoraggio sul sistema di tutela, le campagne di sensibilizzazione e comunicazione e le osservazioni e le proposte sull’individuazione dei diversi livelli essenziali e supporto del minore, può certamente risultare, ora più che mai, uno strumento indispensabile e necessario».
«Non voglio credere che a tutt'oggi il governo regionale non abbia ancora nominato la figura del Garante dell'infanzia e dell’adolescenza – ha spiegato Anna Cherchi –. Sicuramente è una dimenticanza non voluta, perché ancora una volta imputabile allo stato emergenziale-pandemico che tutto il mondo vive oramai da circa un anno e mezzo. Ma tale dimenticanza, associata proprio all'attuale situazione, sta rendendo i minori ancora più indifesi e vittime, discriminandoli sotto l'aspetto sociale, politico, economico, educativo, culturale e privandoli, ogni giorno in più, di una sana e concreta prospettiva».
«Il Garante – sottolinea Piu – non è la soluzione assoluta a tutte le problematiche legate a questa delicata fase dello sviluppo, ma proprio in funzione delle sua terzietà ed indipendenza nel “garantire”, “promuovere”, “verificare”, “diffondere” e “favorire” la cultura della mediazione, il monitoraggio sul sistema di tutela, le campagne di sensibilizzazione e comunicazione e le osservazioni e le proposte sull’individuazione dei diversi livelli essenziali e supporto del minore, può certamente risultare, ora più che mai, uno strumento indispensabile e necessario».
«Non voglio credere che a tutt'oggi il governo regionale non abbia ancora nominato la figura del Garante dell'infanzia e dell’adolescenza – ha spiegato Anna Cherchi –. Sicuramente è una dimenticanza non voluta, perché ancora una volta imputabile allo stato emergenziale-pandemico che tutto il mondo vive oramai da circa un anno e mezzo. Ma tale dimenticanza, associata proprio all'attuale situazione, sta rendendo i minori ancora più indifesi e vittime, discriminandoli sotto l'aspetto sociale, politico, economico, educativo, culturale e privandoli, ogni giorno in più, di una sana e concreta prospettiva».
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