Ricoveri in area medica di nuovo al limite di guardia
Con gli ultimi aggiornamenti l’isola si avvicina alla quota del 15 per cento Altre tre vittime in una giornata in cui sono calati sia i contagi che i tamponi
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SASSARI. Scatta di nuovo l’allarme “giallo”: la Sardegna sfiora ancora il livello di guardia nei ricoveri in area medica. Oggi sarà il giorno decisivo e uno sforamento del limite del 15 per cento di occupazione dei posti disponibili potrebbe incidere sulla valutazione della cabina di regia di venerdì. Il report settimanale dell’Iss dovrebbe essere chiuso con i dati di domenica, ma il numero del martedì è sempre rilevante.
Nuovo aumento. Ieri i ricoveri sono aumentati sia nell’area medica (quattro in più per un totale di 235) sia in terapia intensiva (più uno, 28 in totale). Ma se il parametro dell’incidenza di casi ogni 100mila abitanti e quello dell’indice di occupazione delle terapie intensive è da tempo stato superato, quello dell’occupazione dei posti in area medica ci tiene ancora a galla in zona bianca perché in un paio di occasione è stato raggiunto ma mai superato.
Calano i positivi. Contagi in calo nell’isola, a quanto racconta il bollettino quotidiano dell’Unità di crisi regionale: 123 nelle ultime 24 ore. Ma sono in calo anche i tamponi (molecolari e antigenici): 1.862. Il che fa innalzare l’indice di positività al 6,6 per cento. Sono 6.305 (-150) le persone attualmente in isolamento domiciliare.
Altre tre vittime. Ci sono altre tre vittime in questo quotidiano bollettino di guerra: si tratta di un uomo di 64 anni e di due donne di 83 e 98, tutti residenti nella provincia del Sud Sardegna e tutti non vaccinati. Sono così 1.596 le vittime del Covid in Sardegna dall’inizio della pandemia.
I numeri di Agenas. Anche il report quotidiano di Agenas segnala il peggioramento della situazione sarda. peggioramento comune a altre tre 4 regioni, con la crescita del tasso di occupazione delle terapie intensive. La situazione riguarda Sardegna, Sicilia, Campania e Provincia autonoma di Bolzano. Miglioramento, invece in Calabria, Umbria e Veneto. L’Agenzia nazionale dei servizi sanitari regionali riporta anche che la percentuale di pazienti Covid nei reparti ospedalieri di “area non critica” rispetto al totale dei posti disponibili cresce, invece, dell'1% in Basilicata (raggiungendo il 12%) e cala in Friuli Venezia Giulia e Sardegna, mentre in Sicilia resta stabilmente al 23% e quindi oltre la soglia limite.
Questi i valori di occupazione dei posti Covid rispettivamente in terapia intensiva e nei reparti di area medica in tutte le regioni e province autonome: Abruzzo (3% e 6%), Basilicata (3% e 12%), Calabria (8% e 18%), Campania (6% e 10%), Emilia Romagna (6% e 5%), Friuli Venezia Giulia (9% e 3%), Lazio (7% e 7%), Liguria (4% e 4%), Lombardia (4% e 6%), Marche (10% e 6%), Molise (0% e 7%), Pa di Bolzano (5% e 6%), Pa di Trento (0% e 3%), Piemonte (4% e 3%), Puglia (4% e 8%), Sardegna (13% e 14%), Sicilia (14% e 23%), Toscana (10% e 8%), Umbria (8% e 7%), Valle d'Aosta (0% e 0%), Veneto (4% e 3%). A livello nazionale i valori sono stabili e pari al 6% e 7%.
Nuovo aumento. Ieri i ricoveri sono aumentati sia nell’area medica (quattro in più per un totale di 235) sia in terapia intensiva (più uno, 28 in totale). Ma se il parametro dell’incidenza di casi ogni 100mila abitanti e quello dell’indice di occupazione delle terapie intensive è da tempo stato superato, quello dell’occupazione dei posti in area medica ci tiene ancora a galla in zona bianca perché in un paio di occasione è stato raggiunto ma mai superato.
Calano i positivi. Contagi in calo nell’isola, a quanto racconta il bollettino quotidiano dell’Unità di crisi regionale: 123 nelle ultime 24 ore. Ma sono in calo anche i tamponi (molecolari e antigenici): 1.862. Il che fa innalzare l’indice di positività al 6,6 per cento. Sono 6.305 (-150) le persone attualmente in isolamento domiciliare.
Altre tre vittime. Ci sono altre tre vittime in questo quotidiano bollettino di guerra: si tratta di un uomo di 64 anni e di due donne di 83 e 98, tutti residenti nella provincia del Sud Sardegna e tutti non vaccinati. Sono così 1.596 le vittime del Covid in Sardegna dall’inizio della pandemia.
I numeri di Agenas. Anche il report quotidiano di Agenas segnala il peggioramento della situazione sarda. peggioramento comune a altre tre 4 regioni, con la crescita del tasso di occupazione delle terapie intensive. La situazione riguarda Sardegna, Sicilia, Campania e Provincia autonoma di Bolzano. Miglioramento, invece in Calabria, Umbria e Veneto. L’Agenzia nazionale dei servizi sanitari regionali riporta anche che la percentuale di pazienti Covid nei reparti ospedalieri di “area non critica” rispetto al totale dei posti disponibili cresce, invece, dell'1% in Basilicata (raggiungendo il 12%) e cala in Friuli Venezia Giulia e Sardegna, mentre in Sicilia resta stabilmente al 23% e quindi oltre la soglia limite.
Questi i valori di occupazione dei posti Covid rispettivamente in terapia intensiva e nei reparti di area medica in tutte le regioni e province autonome: Abruzzo (3% e 6%), Basilicata (3% e 12%), Calabria (8% e 18%), Campania (6% e 10%), Emilia Romagna (6% e 5%), Friuli Venezia Giulia (9% e 3%), Lazio (7% e 7%), Liguria (4% e 4%), Lombardia (4% e 6%), Marche (10% e 6%), Molise (0% e 7%), Pa di Bolzano (5% e 6%), Pa di Trento (0% e 3%), Piemonte (4% e 3%), Puglia (4% e 8%), Sardegna (13% e 14%), Sicilia (14% e 23%), Toscana (10% e 8%), Umbria (8% e 7%), Valle d'Aosta (0% e 0%), Veneto (4% e 3%). A livello nazionale i valori sono stabili e pari al 6% e 7%.
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