Green pass obbligatorio su tutti i posti di lavoro
Il Governo prepara il nuovo decreto legge che entrerà in vigore a ottobre. Resta il nodo dei tamponi
3 MINUTI DI LETTURA
ROMA. Green pass obbligatorio per decine di categorie di lavoratori, anche nel privato, ma con il nodo sui costi dei tamponi non ancora sciolto. Dopo aver incassato la certezza per il voto al decreto legge sull'emergenza Covid senza la necessità di apporre la fiducia, il Governo punta ad estendere l'utilizzo del certificato a dipendenti della pubblica amministrazione e aziende. Restano però una serie di questioni da risolvere sul piano pratico e politico, in vista di un eventuale Cdm di domani: l'idea è di raggiungere la sintesi in un nuovo decreto legge composto di un solo articolo, che dovrebbe prevedere l'estensione del lasciapassare ai dipendenti della Pubblica amministrazione e del settore privato. E nonostante il pressing di Confindustria, dall'Esecutivo trapela che - esclusi i fragili - il costo dei tamponi non sarà coperto dallo Stato non solo perché a pagarli non dovrà essere la collettività ma perchè ciò costituirebbe un forte disincentivo alla vaccinazione. Il tutto in attesa del monitoraggio di venerdì prossimo. Nelle ultime 24 ore, secondo il bollettino, si sono registrati 4.720 nuovi contagi e 71 morti (nel calcolo anche i numeri di alcuni decessi non conteggiati nei giorni precedenti) mentre il del tasso di positività è passato dal 2,5 all'1,5%. I ricoveri in tutto sono 563 in terapia intensiva e 4.307 nei reparti ordinari. Anche se i dati sono al momento stabili, lo sguardo dell'Esecutivo è rivolto all'autunno e ai rischi di una nuova ondata.
Archiviata la questione sul voto in Parlamento al primo decreto di fine luglio che ha introdotto il Green pass - tutti i partiti della maggioranza, compresa la Lega, hanno ritirato gli emendamenti al dl all'esame della Camera - il Governo è pronto al nuovo provvedimento, anche alla luce delle intese tra sindacati e Confindustria. Il certificato verde, probabilmente da ottobre, sarà necessario per dipendenti statali e privati. Manca però un tassello fondamentale: chi garantirà i costi dei tamponi per consentire il lasciapassare anche ai lavoratori non vaccinati e come saranno effettuati i controlli? Dopo aver ricevuto lunedì a Palazzo Chigi il segretario della Cgil, Maurizio Landini, il premier Mario Draghi ieri ha incontrato il leader degli industriali. Carlo Bonomi, che invoca il passaporto verde, sui test avverte: «se c'è un accordo tra la parti i bisogna poi pensare ad un intervento sociale, non si può pensare che il costo sia a carico delle imprese». E Landini, pur non dichiarandosi contrario all'introduzione del certificato nei luoghi di lavoro, chiede che «Governo e Parlamento si assumano la responsabilità politica di prevedere l'obbligo vaccinale per tutti, obbligo previsto allo Stato solo per il personale sanitario» in modo da «evitare di produrre nei fatti divisioni nei luoghi di lavoro». Confapi, la confederazione delle piccole e medie imprese, sarebbe invece favorevole all'eventualità che a pagare i tamponi siano i cosiddetti “enti bilaterali” cioè quella rete che ruota attorno alle società per fornire servizi.
Archiviata la questione sul voto in Parlamento al primo decreto di fine luglio che ha introdotto il Green pass - tutti i partiti della maggioranza, compresa la Lega, hanno ritirato gli emendamenti al dl all'esame della Camera - il Governo è pronto al nuovo provvedimento, anche alla luce delle intese tra sindacati e Confindustria. Il certificato verde, probabilmente da ottobre, sarà necessario per dipendenti statali e privati. Manca però un tassello fondamentale: chi garantirà i costi dei tamponi per consentire il lasciapassare anche ai lavoratori non vaccinati e come saranno effettuati i controlli? Dopo aver ricevuto lunedì a Palazzo Chigi il segretario della Cgil, Maurizio Landini, il premier Mario Draghi ieri ha incontrato il leader degli industriali. Carlo Bonomi, che invoca il passaporto verde, sui test avverte: «se c'è un accordo tra la parti i bisogna poi pensare ad un intervento sociale, non si può pensare che il costo sia a carico delle imprese». E Landini, pur non dichiarandosi contrario all'introduzione del certificato nei luoghi di lavoro, chiede che «Governo e Parlamento si assumano la responsabilità politica di prevedere l'obbligo vaccinale per tutti, obbligo previsto allo Stato solo per il personale sanitario» in modo da «evitare di produrre nei fatti divisioni nei luoghi di lavoro». Confapi, la confederazione delle piccole e medie imprese, sarebbe invece favorevole all'eventualità che a pagare i tamponi siano i cosiddetti “enti bilaterali” cioè quella rete che ruota attorno alle società per fornire servizi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
