La Nuova Sardegna

«Qui in Francia sono una ricchezza»

«Qui in Francia sono una ricchezza»

Il sindaco di Soulaines, terra di champagne, prova a convincere i colleghi italiani

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ROMA,. Le scorie nucleari non fanno male allo Champagne, e neppure al brie e ai cavoli da crauti. Ma non solo: portano un sacco di posti di lavoro, e pure tanti soldi per fare opere pubbliche per i cittadini. Parola del sindaco di Soulaines-Dhuys, piccolo comune nel nord della Francia, nella zona dello Champagne, che ospita il maggior deposito di rifiuti radioattivi del paese. Il primo cittadino Philippe Dallemagne ha partecipato in videoconferenza al Seminario sul futuro deposito nazionale italiano dei rifiuti atomici: una delle tappe della consultazione popolare che deve favorire la scelta da parte del governo del sito per la discarica nostrana. Per il sindaco di Soulaines-Dhuys, le scorie sono una ricchezza. «Il deposito dell'Aube (il dipartimento dove si trova il comune) ha portato introiti fiscali e posti di lavoro, diretti e nell'indotto – ha raccontato Dallemagne –. Le attività tradizionali non hanno subito danni, e hanno continuato a crescere: siamo nella zona dello Champagne, siamo leader nella produzione di crauti per la chouchroute e abbiamo un formaggio brie dop. Va bene anche il turismo, e abbiamo un parco divertimenti che riceve fino a 650.000 visitatori all'anno».

La discarica dell'Aube, aperta nel 1992, ha spazio per 1 milione di metri cubi di rifiuti, e al momento ne accoglie 300.000. È dieci volte il deposito che dovrebbe essere costruito in Italia, che avrebbe una capienza di 95.000 metri cubi. Dallemagne ha fatto l'elenco delle opere realizzate nel Comune con i soldi del deposito: restauri di strade, chiese ed edifici antichi per farne spazi pubblici, un centro di riabilitazione, una casa di riposo. Il primo cittadino non cita neppure il tema della sicurezza, la dà per scontata. «Quando fu aperto l'impianto nel 1992, l'85% della popolazione era contraria – ha spiegato –. All'epoca non c'erano informazioni, non c'era comunicazione. Poi in trent'anni è stato costruito un rapporto di fiducia con l'Andra (la società pubblica francese che si occupa delle scorie nucleari, ndr). Ora l'azienda è accettata dal territorio».

La presenza della mega-discarica secondo Dallemagne ha permesso al municipio di Soulaines-Dhuys di preparare addirittura un piano decennale dei lavori da fare con i soldi dell'Andra. «La sua presenza è una opportunità per il territorio», commenta. Ma poi lancia un monito ai colleghi italiani: «Questa opportunità dipende anche dalla capacità dei Comuni di dialogare con lei».

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