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Ricoveri ancora entro i limiti Così si resta in zona bianca

Ricoveri ancora entro i limiti Così si resta in zona bianca

Diminuiscono i pazienti in area medica, aumentano quelli in intensiva Crollo di contagi: 99 nelle ultime 24 ore, il miglior dato da metà luglio

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SASSARI. Zona bianca praticamente certa almeno per un’altra settimana: il limite del 15 per cento è stato raggiunto lunedì (secondo i dati Agenas) ma non è stato superato. E ieri è tornato al 14 per cento. Tanto dovrebbe bastare per garantire all’isola ulteriori sette giorni di libertà pressoché totale.

È il primo dato positivo che emerge dalla situazione dell’epidemia aggiornata ai dati di ieri. Meno ricoveri in artea medica e leggero aumento nelle terapie intensive. Ma esendo questo un parametro cheda tempo vede la Sardegna oltre i limiti, non cambia di molto la situazione complessiva.

Giù i contagi. Migliorano invece, e in modo anche piuttosto sensibile, i contagi per 100mila abitanti. Ieri i nuovi casi registrati dall’unità di crisi della Regione sono stati 99. Per trovare un dato migliore bisogna tornare indietro al 19 luglio quando furono 95. Tra l’altro il risultato di ieri è apprezzabile anche perchè le diagnosi sono arrivate sulla base non trascurabile di 8.125 tamponi. Il tasso di positività scende quindi all'1,2 per cento.

34 casi sono stati registrati nell'area metropolitana di Cagliari, 20 in provincia di Oristano, 16 in provincia di Sassari, 10 in quella di Nuoro e 19 nel sud Sardegna.

Altre tre vittime. Rimane il dolore per quell’elenco di vittime che si allunga ogni giorno. Anche ieri tre morti: sono un uomo di 83 anni della provincia di Sassari, una donna di 87 residente nella città metropolitana di Cagliari e una persona della provincia di Nuoro di cui non è stata resa nota l'età. Aumenta la pressione nei reparti di terapia intensiva, dove sono ricoverati attualmente 30 pazienti (+2), mentre scende leggermente in area medica, per un totale di 232 (-3) posti letto Covid occupati. Infine, sono 6.029 (-276) le persone ancora in isolamento domiciliare. Anche questo un segnale che induce all’ottimismo.

Il consiglio contestato. «Non un'imposizione, né un obbligo per i medici, solo una mail a scopo divulgativo di quanto emerso durante il comitato scientifico per le terapie domiciliari». Così l'assessore della Sanità, Mario Nieddu, a proposito della mail trasmessa dall'assessorato il 20 agosto scorso ai medici di medicina generale, contenente l'invito a utilizzare dei protocolli per la terapia domiciliare non riconosciuti dalle linee guida dell'Iss. L'esponente della Giunta Solinas ha dato questa spiegazione durante la seduta del Question Time, in replica a un'interrogazione della consigliera del Pd Rossella Pinna. La dem ha sostenuto che la mail, proprio perché «non supportata da evidenze scientifiche approvate dal ministero della Salute e dall'Istituto superiore di sanità», sia stata «una scelta superficiale e pericolosa, un'indicazione su cui si sono espressi negativamente un primario infettivologo sardo ed Emanuele Nicastri, direttore della divisione malattie infettive dello Spallanzani». Un atto, denuncia l'esponente dem, che «scaricava la responsabilità sui medici».

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